Origini: la sei cilindri di William Towns (1967-1972)
La sigla DBS debutta nel settembre 1967, disegnata da William Towns con una coda fastback e una calandra squadrata che rompono con lo stile delle DB precedenti. Sotto il cofano trova inizialmente posto il sei cilindri in linea da 3.995 cm³ ereditato dalla DB6, capace di circa 282 CV, abbinato a cambio manuale ZF a cinque marce o automatico Borg-Warner.
- Nel 1969 arriva la variante V8, con un nuovo otto cilindri da 5.340 cm³ e 320 CV, che ne fa all'epoca la quattro posti di serie più veloce al mondo
- La produzione, affidata allo stabilimento di Newport Pagnell, si ferma nel 1972 dopo 787 esemplari complessivi
Motore (ultima generazione)
V12 5.2 litri biturbo
Il ritorno griffato 007 (2007-2012)
Dopo 35 anni di assenza, il nome DBS torna nel 2007 come nuova ammiraglia del marchio, presentata al Pebble Beach Concours d'Elegance. Il progetto, firmato dal designer Marek Reichman, adotta ampiamente la fibra di carbonio per contenere i pesi e monta un V12 aspirato di 5,9 litri da 517 CV e 570 Nm, abbinato a cambio manuale a sei marce o automatico ZF Touchtronic.
Prima ancora di arrivare in concessionaria, la DBS conquista la ribalta cinematografica come auto di James Bond in Casino Royale e, l'anno successivo al lancio, in Quantum of Solace. Tra coupé e la variante decappottabile Volante, introdotta nel 2009, la produzione totale sfiora i 3.400 esemplari fino al 2012.
Potenza massima
725 CV, 770 CV nella 770 Ultimate
DBS Superleggera: la terza vita del nome (2018-2024)
Nel 2018 Aston Martin riporta in vita la sigla DBS abbinandola per la prima volta al nome storico Superleggera, in omaggio alla Carrozzeria Touring che negli anni Sessanta contribuì all'ingegneria leggera dei modelli del marchio. La base tecnica è quella della DB11, ma con un'impostazione più muscolosa e aggressiva, doppio diffusore posteriore e terminali di scarico quadrupli in titanio.
Il ciclo si chiude tra il 2023 e il 2024 con la serie speciale 770 Ultimate, 499 esemplari (300 coupé e 199 Volante) andati esauriti in poco tempo, prima del passaggio di testimone alla nuova Vanquish.
Velocità massima
340 km/h
Motore, prestazioni e tecnica
Il cuore della DBS Superleggera è un V12 biturbo da 5,2 litri assemblato a mano, che eroga 725 CV e una coppia di 900 Nm disponibile già a 1.800 giri e mantenuta costante fino a 5.000. Nella variante finale 770 Ultimate la potenza sale a 770 CV.
- Cambio automatico ZF a otto rapporti posizionato in blocco con il differenziale posteriore a slittamento limitato
- Trasmissione al retrotreno tramite albero in fibra di carbonio, secondo lo schema transaxle
- Carrozzeria in fibra di carbonio e porte in alluminio per contenere i pesi
- Prestazioni ai vertici della categoria: 0-100 km/h in 3,4 secondi e punta massima di 340 km/h
Anni di produzione
1967-1972, 2007-2012, 2018-2024
Mercato dell'usato e affidabilità
Sul mercato dell'usato la DBS Superleggera è ricercata soprattutto nelle configurazioni più rare, come le serie limitate DBS 59, GT Zagato o 770 Ultimate, che mantengono quotazioni elevate rispetto alla versione di lancio.
Il comparto elettrico ed elettronico, in parte condiviso con Mercedes-Benz grazie alla collaborazione tecnica tra i due marchi, è generalmente considerato affidabile, mentre i costi di manutenzione restano quelli tipici di una gran turismo artigianale a dodici cilindri, con tagliandi e interventi che possono incidere in modo significativo sul budget annuale.





