Perché Aston Martin ha costruito una city car
La Cygnet nasce da un'esigenza tutta normativa: a partire dal 2012 l'Unione Europea imponeva limiti sempre più severi sulla media delle emissioni di CO2 dell'intera gamma di ogni costruttore. Per un marchio che vendeva solo vetture sportive con motori V8 e V12, il rischio di pesanti sanzioni era concreto.
La soluzione individuata dal management dell'epoca fu quella di affiancare alla gamma sportiva una city car a basse emissioni, capace di abbassare la media aziendale. Da qui la scelta di appoggiarsi a un modello già esistente e efficiente come la Toyota iQ, trasformandolo in una vettura dal carattere più British.
Potenza
99 CV (73 kW)
Meccanica: il cuore giapponese sotto la carrozzeria inglese
Sotto la scocca rivista, la Cygnet condivide pianale, motore e trasmissione con la Toyota iQ. Il propulsore è un 4 cilindri 1.3 litri da 99 CV, abbinato a cambio manuale a 6 rapporti o, in alternativa, a un cambio automatico CVT.
- Accelerazione 0-100 km/h in circa 11,8 secondi (11,6 con il cambio automatico)
- Velocità massima di 170 km/h
- Consumi ed emissioni di CO2 sensibilmente inferiori a quelli delle altre Aston Martin dell'epoca
Le prestazioni restano quindi quelle di una utilitaria di fascia alta, non certo quelle a cui il marchio aveva abituato la propria clientela.
Velocità massima
170 km/h
Interni e personalizzazione su misura
Il vero elemento distintivo della Cygnet rispetto alla base Toyota è l'abitacolo. Aston Martin ha rivisto sedili, plancia e rivestimenti con pelle pregiata, cuciture a vista, volante multifunzione con logo del marchio, climatizzatore automatico e navigatore satellitare, elementi non disponibili sulla iQ di serie.
Grazie al programma di personalizzazione Q by Aston Martin, i clienti potevano scegliere tra un'ampia gamma di colori, pelli e finiture, rendendo ogni esemplare in parte unico. Sono state realizzate anche serie speciali come le Launch Edition Black e White e la rara Cygnet Colette, allestita con dettagli esclusivi.
Anni di produzione
2011-2013
Un flop commerciale e la fine della produzione
Nonostante l'obiettivo dichiarato di vendere circa 4.000 esemplari l'anno, la Cygnet non ha mai incontrato il favore del pubblico. Il prezzo di listino, oltre 39.000 euro in Italia, era considerato troppo alto per una vettura derivata da una city car generalista, e i clienti Aston Martin storici non hanno accolto con entusiasmo un modello così lontano dal DNA sportivo del marchio.
Nel settembre 2013, dopo poco più di due anni di commercializzazione e con vendite complessive ferme a poche centinaia di unità in tutta Europa, Aston Martin ha annunciato lo stop definitivo alla produzione.
La rarità Cygnet V8: da city car a piccola belva
Nel 2018, in occasione del Goodwood Festival of Speed, il reparto Q by Aston Martin ha realizzato un esemplare unico di Cygnet motorizzato con il V8 4.7 litri della Vantage S, per un totale di circa 430 CV, trazione posteriore e uno 0-100 km/h in pochi secondi.
Si tratta di un pezzo unico costruito su commissione, pensato più come dimostrazione tecnica e curiosità da collezione che come vero e proprio modello di serie, ma che ha contribuito a rendere la Cygnet un caso più unico che raro nella storia dell'automobile.





