Scheda modello

Artega GT

L'Artega GT è la coupé sportiva a motore centrale con cui il piccolo costruttore tedesco ha debuttato nel mercato delle vetture ad alte prestazioni, distinguendosi per il disegno di Henrik Fisker e per una diffusione estremamente limitata.

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Perché sì

  • Sterzo diretto e comunicativo, capace di restituire sensazioni immediate con uno sforzo contenuto
  • Assetto che concilia rigidità sportiva e comfort di marcia, raro per una due posti a motore centrale
  • Motore VR6 Volkswagen brioso e ben distribuito su tutto l'arco di utilizzo
  • Design distintivo firmato Henrik Fisker abbinato a una costruzione leggera in alluminio e materiali compositi
  • Impianto frenante Brembo a quattro dischi forati con più modalità di guida selezionabili
  • Rarità che la rende un'auto da collezione riconoscibile nel panorama delle sportive tedesche indipendenti

Da valutare

  • Disponibile solo con cambio doppia frizione DSG: nessuna alternativa manuale per chi cerca maggiore coinvolgimento
  • Finiture e comandi dell'abitacolo (leva del cambio, schermo, plancia) sotto il livello atteso per il prezzo richiesto
  • Rumorosità di vento e scarico percepibile in un intervallo di regimi intermedio sulle prime vetture
  • Rete di assistenza e ricambi limitata, conseguenza diretta della produzione ridotta e del fallimento del costruttore
  • Assenza di una vera erede di serie: i progetti successivi (SE elettrica, Spyder, Scalo) non hanno mai raggiunto la produzione

In sintesi

Segmento
Sportiva coupé a motore centrale
Anni di produzione
2008 (avvio produzione) - 2012
Esemplari prodotti
153 unità
Motore
VR6 3.6 litri Volkswagen a iniezione diretta
Potenza
300 CV (221 kW) a 6.600 giri/min
Coppia massima
350 Nm a 2.400 giri/min
Trasmissione
DSG doppia frizione a 6 rapporti, sola trazione posteriore
0-100 km/h
4,6 secondi (dato dichiarato dalla casa)
Velocità massima
Oltre 270 km/h
Peso
1.116 kg dichiarato a vuoto

La GT nasce come primo modello del marchio di Delbrück e ne rappresenta ancora oggi il simbolo più riconoscibile. Mostrata come esercizio di stile privo di meccanica al Salone di Francoforte del 2007, arriva alla versione definitiva l'anno seguente a Ginevra, per poi entrare in produzione nell'autunno 2008 e raggiungere i concessionari tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010. Il progetto porta la firma del designer Henrik Fisker, già autore delle linee della Aston Martin V8 Vantage, e propone una coupé due posti a motore centrale posteriore costruita attorno a un telaio in alluminio di tipo spaceframe. Il percorso commerciale della vettura si interrompe bruscamente con il fallimento della casa madre nel luglio 2012: la produzione viene chiusa il 30 settembre dello stesso anno, dopo che erano stati assemblati complessivamente 153 esemplari a fronte di una capacità produttiva pensata per volumi ben più ampi.

La genesi: da prototipo di Francoforte a coupé di serie

L'Artega GT rappresenta la scommessa con cui Klaus Dieter Frers decide di portare il marchio appena fondato direttamente nel segmento delle sportive a motore centrale. La vettura viene mostrata per la prima volta come esercizio di stile, senza meccanica funzionante, al Salone di Francoforte del 2007, per poi tornare l'anno successivo a Ginevra nella sua veste definitiva e pronta per la produzione.

Il disegno porta la firma di Henrik Fisker, designer già noto per aver curato le linee della Aston Martin V8 Vantage: la carrozzeria della GT ne eredita proporzioni tese e un profilo filante, costruito attorno a un abitacolo strettamente biposto pensato per privilegiare la guida sportiva.

Motore

VR6 3.6 litri Volkswagen a iniezione diretta

Meccanica: un cuore Volkswagen in una scocca leggera

Sotto la carrozzeria, l'Artega GT adotta un telaio in alluminio di tipo spaceframe, rivestito da pannelli in materiali compositi e, sulle versioni più aggiornate, da elementi in fibra di carbonio come cofano e tetto. Questa impostazione consente alla casa di dichiarare un peso a vuoto molto contenuto, pari a 1.116 kg, anche se le vetture pesate in condizioni di marcia reale con pieno di carburante e dotazioni risultavano sensibilmente più pesanti.

La propulsione si affida a un sei cilindri a V di derivazione Volkswagen, il VR6 3.6 litri a iniezione diretta, capace di erogare 300 CV a 6.600 giri e 350 Nm di coppia già disponibili a 2.400 giri. La potenza viene scaricata al solo asse posteriore tramite un cambio DSG a doppia frizione e sei rapporti, unica trasmissione offerta per tutta la vita commerciale del modello.

Potenza

300 CV (221 kW) a 6.600 giri/min

Prestazioni e comportamento su strada

Il rapporto peso-potenza favorevole si traduce in numeri di rilievo per l'epoca: lo 0-100 km/h viene coperto in 4,6 secondi secondo i dati dichiarati dalla casa, mentre la velocità massima supera i 270 km/h. Le prove su strada condotte da testate internazionali hanno rilevato tempi leggermente superiori, complice un peso reale più vicino ai 1.280 kg che al dato dichiarato a vuoto.

  • Sterzo a assistenza elettrica descritto come diretto, preciso e capace di trasmettere informazioni chiare senza essere disturbato dalle asperità dell'asfalto
  • Assetto che i collaudatori hanno definito insolitamente confortevole per una due posti sportiva, pur mantenendo un carattere fermo in curva
  • Quattro programmi di guida (Normal, Sport, Race e Off) che dialogano con il controllo di stabilità sviluppato internamente dalla casa
  • Impianto frenante Brembo con dischi forati sulle quattro ruote, cerchi da 19 pollici e proiettori bi-xenon di serie

Tra le note critiche emerse nei test figurano una certa rumorosità di vento e di scarico in un intervallo di regimi intermedio sulle prime vetture, oltre a finiture interne - leva del cambio, schermo touch, alcuni comandi - giudicate non all'altezza del posizionamento di prezzo.

Velocità massima

Oltre 270 km/h

Un'unica serie e i progetti mai arrivati in produzione

L'Artega GT non ha conosciuto un vero cambio generazionale: la casa ha lavorato piuttosto su aggiornamenti annuali della stessa serie. Il model year 2012 ha introdotto specchietti ridisegnati, cofano e tetto in fibra di carbonio, nuove colorazioni della pelle per gli interni, un pacchetto sospensioni sportivo con cerchi forgiati e sedili monoscocca pensato per un utilizzo in pista, oltre a un impianto frenante perforato con possibilità di upgrade.

Nello stesso periodo la casa presenta la concept GT Study, che introduce per la prima volta su una Artega un tetto in vetro removibile riponibile in una sacca dietro i sedili: un'anticipazione pensata per un possibile avvio di produzione già nel 2012, mai concretizzatasi a causa del fallimento dell'azienda. Parallelamente erano allo studio anche una versione scoperta, la GT Spyder, e una variante elettrica, la Artega SE, presentata come concept allo IAA 2011 con due motori elettrici sull'asse posteriore per una potenza complessiva di 380 CV, uno 0-100 km/h dichiarato in 3,9 secondi e una velocità massima limitata a 205 km/h: nessuna delle due ha mai raggiunto la produzione di serie.

Anni di produzione

2008 (avvio produzione) - 2012

Rarità, assistenza e mercato dell'usato

Con appena 153 esemplari costruiti a fronte di una capacità produttiva pensata per volumi ben superiori, l'Artega GT è oggi una delle sportive tedesche più rare in circolazione. Dopo il fallimento del 2012 l'assistenza post-vendita è stata inizialmente garantita dal fornitore Paragon AG, che ha poi rilevato il marchio; la successiva riconversione verso i veicoli elettrici e la chiusura definitiva dell'azienda rendono oggi incerta la reperibilità di ricambi originali specifici per questo modello.

Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato deve quindi mettere in conto una gestione da vettura da collezione, con particolare attenzione alla storia manutentiva e alla disponibilità di componenti meccanici ed elettronici dedicati, più che ai problemi di affidabilità intrinseca del gruppo motopropulsore, di derivazione Volkswagen e quindi tecnicamente diffuso.

Le generazioni della GT

  • Artega GT (2008-2012) — Unica serie prodotta dalla casa: coupé due posti a motore centrale con VR6 3.6 Volkswagen da 300 CV e cambio DSG, costruita in 153 esemplari fino alla chiusura della produzione nel settembre 2012.
  • Model year 2012 e concept GT Study — Aggiornamento della gamma con cofano e tetto in fibra di carbonio, nuovo pacchetto sospensioni e freni, e presentazione della concept GT Study con tetto in vetro removibile, pensata come possibile anticipazione di una futura evoluzione mai giunta in produzione.
  • Varianti mai commercializzate: SE elettrica e Spyder — Accanto alla GT a benzina erano in sviluppo una versione scoperta, la GT Spyder, e una variante interamente elettrica, la Artega SE, presentata come concept nel 2011: nessuna delle due ha superato la fase di prototipo a causa del fallimento dell'azienda.

Domande frequenti sulla GT

Quanti esemplari di Artega GT sono stati costruiti?

In tutto sono stati assemblati 153 esemplari, tra il 2008 e il settembre 2012, quando la produzione si è fermata in seguito al fallimento dell'azienda.

Che motore monta l'Artega GT?

Un sei cilindri a V VR6 3.6 litri di derivazione Volkswagen a iniezione diretta, che eroga 300 CV e 350 Nm di coppia, abbinato a un cambio doppia frizione DSG a sei rapporti.

Chi ha disegnato l'Artega GT?

Il designer Henrik Fisker, già autore della carrozzeria della Aston Martin V8 Vantage.

Quanto costava l'Artega GT quando era in vendita?

Il prezzo di listino si attestava intorno ai 75.000 euro.

È esistita una versione elettrica dell'Artega GT?

Sì, la Artega SE, mostrata come concept nel 2011 con due motori elettrici sull'asse posteriore per 380 CV complessivi, ma non è mai arrivata in produzione a causa del fallimento della casa.

L'Artega GT ha avuto una vera e propria seconda generazione?

No: il modello è rimasto un'unica serie, aggiornata nel model year 2012, mentre l'erede ideale, la elettrica Artega Scalo presentata nel 2015, non è mai stata consegnata ai clienti.

Fonti

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