Dal Modello 4A alla 4C: la nascita della gamma
La 4C arriva sul mercato come sviluppo del Modello 4A, la prima vettura di serie con cui Ansaldo aveva debuttato all'inizio degli anni Venti. Il quattro cilindri con distribuzione ad albero a camme in testa, già considerato affidabile per l'epoca, viene ripreso e affinato sulla nuova gamma.
- Il telaio corto ospita la carrozzeria torpedo aperta o la variante spider
- Il telaio allungato consente invece la configurazione a sei posti
- La sigla 4CS identifica la declinazione sportiva del modello
Potenza
48 CV a 3.000 giri/min (versione 4CS)
Motore e meccanica
Il cuore della 4C Torpedo è un quattro cilindri in linea da 1.980 cm³, con alesaggio di 72,5 mm e corsa di 120 mm, dotato di distribuzione monoalbero in testa. Nella versione 4CS la potenza dichiarata è di 48 CV a 3.000 giri al minuto, abbinati a un cambio manuale a tre marce con leva centrale.
Le fonti storiche riportano anche una versione intermedia del motore, da 1.847 cm³ e circa 35 CV, utilizzata su alcuni esemplari meno spinti: una conferma di come, negli anni Venti, le sigle commerciali di uno stesso modello potessero convivere con più allestimenti meccanici.
Velocità massima
110 km/h di serie, fino a 119 km/h su esemplare dimostrativo modificato
Carrozzeria torpedo: forma ed eleganza
La carrozzeria torpedo, diffusa a partire dal Salone di Parigi del 1906, si distingue per la linea filante e continua che raccorda il cofano motore fino alla coda della vettura, con fiancate chiuse all'altezza dei sedili e capote in tela ripiegabile. Sulla 4C questa impostazione veniva declinata sia in versione aperta a quattro posti, sia in una configurazione a sei posti sul passo allungato, oltre alla variante spider più sportiva.
Anni di produzione
1922-1928 (variante sportiva 4CS 1922-1926)
In pista: Nuvolari e il record di Miramas
La variante sportiva 4CS contribuì in modo determinante alla reputazione agonistica di Ansaldo. Fu guidata, nei primi passi della sua carriera, da un giovanissimo Tazio Nuvolari, e ottenne affermazioni in salita come la Trento-Bondone.
Il momento più celebre resta però il record di durata stabilito sul circuito ovale francese di Miramas, tra il 31 agosto e il 6 settembre 1925: in 144 ore di guida no-stop, l'equipaggio italo-francese percorse 10.434,47 km a una velocità media di 72,461 km/h, dimostrando l'affidabilità meccanica del quattro cilindri Ansaldo.
Il tramonto del marchio e la 4C oggi
La parabola di Ansaldo Automobili si esaurisce nel giro di un decennio: la crisi del 1929 colpisce duramente le vendite delle vetture di fascia alta, e all'inizio degli anni Trenta la casa avvia la liquidazione, con la cessione finale dei beni residui a Officine Viberti nel 1936.
Di conseguenza la 4C Torpedo, prodotta in numeri già limitati all'epoca, è oggi un'auto rarissima: gli esemplari sopravvissuti si contano sulle dita di una mano e compaiono solo occasionalmente nelle collezioni museali o nelle aste specializzate in vetture d'anteguerra.
