ANSALDO

Un secolo fa sfidava Lancia con eleganza sobria e motori d'avanguardia

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Ansaldo nasce come costruttore di automobili nel 1919, quando il gruppo industriale genovese Gio. Ansaldo & C. - fino ad allora specializzato in locomotive, navi e materiale bellico - decide di riconvertire parte dei propri stabilimenti dopo la fine della Prima guerra mondiale. L'idea, portata avanti dal direttore dei motori aeronautici Guido Soria, porta a un primo prototipo già nel 1919 e a una vettura di serie presentata al pubblico nel marzo del 1920. Nel giro di pochi anni Ansaldo Automobili si trasferisce a Torino e costruisce una gamma di vetture eleganti e curate, pensate per competere con Lancia nel segmento delle auto di classe ma poco appariscenti. La storia del marchio dura appena un decennio: nata sotto una buona stella tecnica, l'azienda non riesce a superare le difficoltà finanziarie e di mercato che la porteranno alla chiusura nei primi anni Trenta.

Dalle officine belliche alla nascita di un marchio

Il nome Ansaldo affonda le radici nell'Ottocento, quando Giovanni Ansaldo rileva nel 1853 un'azienda genovese dedicata alla costruzione di locomotive, navi e mezzi militari. Dopo la Prima guerra mondiale il gruppo cerca nuovi sbocchi per la propria capacità produttiva e decide di entrare nel settore automobilistico, dando vita nel 1919 a una divisione dedicata.

Il primo prototipo, disegnato negli anni precedenti e perfezionato nel 1919, sfocia nella vettura che verrà presentata ufficialmente nel marzo 1920. Da lì la produzione si sposta stabilmente a Torino, cuore dell'industria automobilistica italiana, dove Ansaldo Automobili resterà attiva fino ai primi anni Trenta.

La gamma: dalla 4A alla 4C, fino ai sei e otto cilindri

Il primo modello di serie, la 4A, monta un quattro cilindri con distribuzione bialbero in testa da circa 1.847 cc, una soluzione tecnica raffinata per l'epoca che contribuisce alla fama di affidabilità della vettura. Le evoluzioni successive, 4B e 4C, affinano meccanica e carrozzeria, mentre la versione sportiva 4CS diventa la punta di diamante della gamma.

  • 4A/4B/4C: quattro cilindri OHC, circa 1.847-1.981 cc
  • 6A/6B: sei cilindri da 1.991 e 2.179 cc
  • Tipo 10: veicolo utilitario, prodotto su licenza anche in Cecoslovacchia dalla Wikov
  • Tipo 18: sei cilindri da 2.783 cc
  • Tipo 22: otto cilindri da 3.532-3.534 cc, al vertice della gamma

Dal 1928 Ansaldo propone anche autotelai per uso commerciale, impiegati per autobus e ambulanze, e nel 1929 arrivano le prime versioni pensate per il servizio taxi.

Corse, record e innovazioni di marketing

La 4CS sportiva viene affidata a un giovane pilota che si farà conoscere negli anni successivi in tutto il mondo: Tazio Nuvolari. Una 4C di serie, inoltre, stabilisce un record di percorrenza sulla distanza di 10.000 km, coperti in 138 ore, 35 minuti e 12 secondi.

Ansaldo si distingue anche fuori dalla pista: è tra le prime case automobilistiche italiane a utilizzare articoli redazionali a fini pubblicitari, arrivando a curare un proprio inserto, la Gazzetta Ansaldo, pubblicato sul giornale Auto Italiana. Sul piano estetico introduce inoltre le carrozzerie bicolore, soluzione allora diffusa soprattutto negli Stati Uniti e ancora poco comune in Italia.

La crisi e la fine del marchio

Le difficoltà iniziano presto: già nel 1921 il fallimento della Banca Italiana di Sconto, principale azionista del gruppo, mette in seria difficoltà i conti dell'azienda. Ansaldo Automobili prosegue comunque la propria attività per tutti gli anni Venti, ma la crisi economica mondiale del 1929, unita all'incapacità del management di adattare la gamma alle nuove richieste del mercato, si rivela fatale.

Nel 1932 il marchio viene assorbito da O.M. (Officine Meccaniche), ma la crisi non si arresta: macchinari e impianti finiscono per essere ceduti alle Officine Viberti, chiudendo di fatto la breve ma intensa parabola di uno dei costruttori scomparsi più apprezzati dagli storici dell'auto italiana.

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Domande frequenti su ANSALDO

Quando è nata Ansaldo Automobili?

La divisione automobilistica del gruppo Ansaldo nasce nel 1919, con il primo prototipo completato lo stesso anno e la vettura di serie presentata al pubblico nel marzo 1920.

Dove venivano costruite le automobili Ansaldo?

La produzione si concentrava a Torino, dove il marchio operò come costruttore indipendente di automobili fino ai primi anni Trenta.

Qual è il modello più rappresentativo del marchio?

La 4C Torpedo, prodotta tra il 1923 e il 1926, è considerata l'auto più rappresentativa di Ansaldo grazie al motore a quattro cilindri con distribuzione bialbero in testa e alle carrozzerie eleganti disponibili su passo corto o lungo.

Chi ha corso con le vetture sportive Ansaldo?

La versione sportiva 4CS fu guidata da un giovane Tazio Nuvolari, che negli anni successivi sarebbe diventato uno dei più celebri piloti della storia dell'automobilismo.

Perché Ansaldo Automobili ha chiuso?

Il marchio non superò la crisi economica del 1929, aggravata dalle difficoltà finanziarie ereditate dal crollo della Banca Italiana di Sconto nel 1921 e da scelte di gestione poco lungimiranti. Nel 1932 fu assorbito da O.M.

Cosa resta oggi del marchio Ansaldo?

Il nome Ansaldo sopravvive nel gruppo industriale originario, oggi attivo in altri settori, mentre le vetture d'epoca sono conservate e ricercate da collezionisti e musei dell'automobile.

Quante auto ANSALDO sono disponibili su Carzaa?

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Quanto costa un'auto ANSALDO su Carzaa?

Il prezzo medio delle auto ANSALDO su Carzaa è di 31.600 €; varia in base a modello, versione, anno e chilometraggio.

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