Un'idea rivoluzionaria: la nascita dell'Amphicar 770
Il progetto dell'Amphicar 770 porta la firma dell'ingegnere tedesco Hans Trippel, che aveva già lavorato in passato allo sviluppo di veicoli anfibi. L'auto prende forma industriale grazie al gruppo Quandt, con la carrozzeria realizzata dalla Industrie-Werke Karlsruhe in uno stabilimento nei pressi di Lubecca, mentre l'assemblaggio finale avviene anche a Berlino-Borsigwalde.
La vettura viene presentata ufficialmente al Salone dell'automobile di New York nel 1961. La produzione vera e propria parte già a fine 1960 e prosegue fino al 1963, quando le linee si fermano; gli esemplari rimasti in magazzino vengono però assemblati e immatricolati fino al 1965, il che spiega perché in molti registri l'auto risulti prodotta fino al 1968.
In totale vengono realizzati 3.878 esemplari, di cui la grande maggioranza, oltre 3.000, esportati negli Stati Uniti. In Germania il prezzo di listino, pari a circa 10.500 marchi nel 1962, è quasi il doppio di quello di un Maggiolino Volkswagen: un fattore che limita fortemente la diffusione dell'auto nonostante l'enorme curiosità suscitata.
Motore
4 cilindri in linea Triumph, 1.147 cc
Motore e meccanica: come funziona il doppio sistema di trasmissione
Sotto il cofano posteriore dell'Amphicar 770 lavora un quattro cilindri in linea di origine britannica, lo stesso propulsore della Triumph Herald 1200, con una cilindrata di 1.147 cc. Il motore eroga circa 38 CV a 4.750 giri al minuto, abbinato a un cambio manuale sincronizzato a quattro marce.
La particolarità dell'Amphicar sta nel doppio sistema di propulsione: su strada la trazione arriva alle sole ruote posteriori, mentre in acqua entrano in funzione due eliche gemelle posizionate sotto il paraurti posteriore, azionabili in modo indipendente dal cambio tradizionale per gestire marcia avanti, folle e retromarcia anche durante la navigazione.
- Carrozzeria portante in acciaio con guarnizioni doppie sulle portiere per garantire la tenuta stagna
- Pompa di sentina per l'eventuale infiltrazione d'acqua
- Sospensioni indipendenti con molle elicoidali e ammortizzatori idraulici
- Freni a tamburo idraulici su tutte e quattro le ruote
- 13 punti di lubrificazione da trattare regolarmente per proteggere la meccanica dalla corrosione
Proprio la scarsa manutenzione di questi punti di lubrificazione, spesso trascurata dai proprietari dell'epoca, è la causa principale dei problemi di ruggine che oggi rendono rari gli esemplari in condizioni originali.
Potenza
38 CV (28 kW) a 4.750 giri/min
Successi, record e curiosità
Nel 1965 quattro equipaggi britannici attraversano il Canale della Manica a bordo di due Amphicar, percorrendo la tratta tra Dover e Calais in circa sette ore e venti minuti, per poi raggiungere il Salone dell'automobile di Francoforte il giorno successivo.
L'auto conta anche un proprietario d'eccezione: il presidente statunitense Lyndon B. Johnson, che amava sorprendere i suoi ospiti guidando la propria Amphicar dritta in un laghetto del ranch texano.
Nel 2018 a Celina, in Ohio, sede storica del principale club di appassionati statunitense, sono state radunate 72 Amphicar in un solo luogo, un record riconosciuto dal Guinness dei primati per il più grande raduno di auto anfibie.
Velocità massima su strada
120 km/h
Amphicar 770 oggi: collezionismo e mercato dell'usato
Delle quasi 4.000 unità prodotte, si stima che oggi sopravvivano solo alcune centinaia di esemplari perfettamente funzionanti, per lo più custoditi da club di appassionati e collezionisti negli Stati Uniti e in Europa.
Un'Amphicar 770 ben restaurata raggiunge oggi quotazioni che si aggirano attorno agli 80.000-90.000 euro, con punte più basse nei mercati del nord Europa. I costi di manutenzione restano tuttavia elevati: reperire e revisionare parti meccaniche originali, in particolare il cambio, può comportare spese significative, motivo per cui l'acquisto è consigliato solo a collezionisti esperti o affiancati da specialisti del settore.
Va inoltre ricordato che, per utilizzare l'Amphicar 770 in acqua, in molti paesi europei, Italia compresa, è richiesto il possesso di una patente nautica, proprio perché a tutti gli effetti l'auto è considerata anche una piccola imbarcazione.