La genesi: rispondere a BMW con il proprio stile
La Alpina C2 nasce come risposta diretta alle mosse di BMW nella seconda metà degli anni Ottanta. Quando la Casa madre sostituisce la 323i con la 325i, più potente e moderna, Alpina interviene sul sei cilindri M20 per ottenere un motore più corposo, in grado di offrire un vantaggio tangibile rispetto alla base di partenza pur restando nel solco della filosofia del marchio: elaborazioni raffinate piuttosto che stravolgimenti radicali.
L'arrivo della BMW M3, pensata soprattutto per l'omologazione sportiva e per la pista, cambia però lo scenario. Alpina risponde con una filosofia diversa da quella della M3: non una vettura da competizione travestita da stradale, ma una gran turismo compatta capace di unire prestazioni elevate a un uso quotidiano più raffinato e confortevole.
Motore
6 cilindri in linea, 2.5 o 2.7 litri
Motori: dal 2.5 al 2.7 litri
La prima versione, la C2 2.5, utilizza un sei cilindri di 2552 cm³ ottenuto combinando l'alesaggio maggiorato del propulsore M20B25 con un albero motore intermedio, per una potenza di 182 CV e una coppia di 246 Nm. Ne vengono realizzati solamente 74 esemplari tra il 1985 e il novembre 1986, la maggior parte destinati al mercato giapponese.
Nel febbraio 1986 debutta la C2 2.7, che porta la cilindrata a 2,7 litri riutilizzando l'albero motore della 325e per allungare la corsa dei pistoni. Nella versione priva di catalizzatore eroga 207 CV e 267 Nm di coppia, rendendo la vettura la E30 più veloce disponibile sul mercato in quel periodo, con una velocità massima dichiarata di 227 km/h. Ne vengono costruiti 108 esemplari. Segue poi la versione con catalizzatore, da 204 CV, prodotta in numero decisamente maggiore fino alla trasformazione nella successiva Alpina B3 2.7.
Potenza massima
Da 182 a 207 CV a seconda della versione
La versione Allrad: la prima Alpina a trazione integrale
- Introdotta nel 1987, la C2 2.7 Allrad rappresenta una novità assoluta per il marchio di Buchloe
- È la prima vettura della storia Alpina equipaggiata con trazione integrale
- La meccanica si appoggia alla piattaforma a quattro ruote motrici già sviluppata da BMW per la 325iX
- Nasce per offrire maggiore trazione e sicurezza nella guida sportiva su fondi meno aderenti, senza rinunciare al carattere del sei cilindri Alpina
Anni di produzione
1985 - 1987
Allestimento e tratti distintivi
Al di là della componente meccanica, la C2 si riconosce per i dettagli tipici delle elaborazioni Alpina: la strumentazione dedicata, i caratteristici cerchi in lega multirazza, le minigonne e gli spoiler discreti che non stravolgono le proporzioni originali della BMW di base, e un abitacolo rifinito con materiali ed elementi esclusivi. Questa cura per l'eleganza sobria, unita a un assetto e a un impianto frenante rivisti rispetto alla vettura di serie, è ciò che ha reso la C2 una delle Alpina più apprezzate dagli appassionati dell'epoca, spesso messa a confronto proprio con la BMW M3 nella stampa specializzata di allora.