Le origini: la C1 2.3 su base E21
La prima Alpina C1 debutta nel 1980 sulla BMW Serie 3 E21, prendendo come base la 323i e trasformandola attraverso il tipico approccio Alpina: non uno stravolgimento estetico, ma un affinamento meccanico mirato. Il sei cilindri 2.3 litri riceve pistoni Mahle, un rapporto di compressione elevato, testata e scarico rivisti, oltre a un impianto di lubrificazione a carter secco pensato per sopportare un uso sportivo prolungato.
La potenza sale a circa 170 CV, scaricati a terra tramite un cambio manuale a cinque rapporti ravvicinati e un differenziale autobloccante. Nonostante l'assenza di servosterzo, la C1 2.3 viene ricordata soprattutto per la precisione e la comunicativa del suo sterzo, qualità che ancora oggi la rendono apprezzata dagli appassionati di guida pura.
Motore
6 cilindri in linea, 2.3 - 2.5 litri benzina
La C1 2.3 rinasce sulla E30
Con l'arrivo della seconda generazione della Serie 3, la E30, Alpina ripropone la sigla C1 sulla nuova 323i. Tra il 1984 e il 1986 vengono realizzati circa 35 esemplari di questa versione, inizialmente proposta come kit di aggiornamento installabile presso i concessionari Alpina e in seguito costruita come vettura completa direttamente nello stabilimento di Buchloe.
Anche su base E30 il propulsore resta un sei cilindri 2.3 litri da 170 CV, ma la vettura beneficia di una scocca più moderna e di un assetto ulteriormente affinato rispetto alla precedente E21.
Potenza
170 - 190 CV
C1 2.5: la risposta alla 325i
Quando BMW sostituisce la 323i con la più potente 325i, Alpina reagisce ampliando la cilindrata del proprio sei cilindri fino a 2,5 litri, per una potenza di circa 190 CV. Nasce così la C1 2.5, prodotta tra il 1986 e il 1987 in circa 50 esemplari, ultima diretta erede della sigla C1 prima che Alpina orientasse la propria gamma verso altre denominazioni.
Anni di produzione
1980 - 1987
Meccanica e filosofia Alpina
Al di là delle differenze tra le varie versioni, la filosofia che accomuna tutte le C1 resta la stessa: intervenire sulla meccanica BMW con la cura di un piccolo costruttore, senza rincorrere l'esasperazione estetica. Tra gli elementi ricorrenti nella gamma figurano:
- Cerchi in lega Alpina disegnati appositamente per ogni generazione
- Sospensioni e sterzo tarati per privilegiare la precisione di guida
- Interni con strumentazione, volante e pomello del cambio a marchio Alpina
- Iniezione meccanica del carburante e messa a punto dedicata
Questo approccio artigianale è anche ciò che, nel 1983, porta il Ministero dei Trasporti tedesco a riconoscere ufficialmente Alpina come casa costruttrice, uno status raggiunto proprio negli anni in cui la gamma C1 era in produzione.
La C1 oggi: una rarità da collezione
Realizzata in numeri contenutissimi su tutte le sue varianti, la Alpina C1 è oggi una delle vetture più ricercate dal collezionismo legato al marchio bavarese. Le aste internazionali degli ultimi anni hanno visto esemplari ben conservati aggiudicarsi cifre indicativamente comprese tra i 45.000 e i 65.000 euro, con punte più alte per le vetture dalla storia documentata e dal chilometraggio contenuto.
Trovare oggi una C1 in vendita non è semplice: la maggior parte degli esemplari sopravvissuti appartiene a collezionisti privati e cambia proprietario raramente, complice anche la difficoltà di reperire parti di ricambio specifiche Alpina per una vettura fuori produzione da decenni.