Dalla B11 alla prima B12: nasce il V12 di Alpina
La storia della B12 comincia nel 1988, quando Alpina sostituisce la B11 4.0 con una nuova ammiraglia costruita sulla BMW Serie 7 E32. La novità principale è sotto il cofano: per la prima volta un'Alpina di serie monta un motore a dodici cilindri, un propulsore da 5,0 litri capace di 350 CV a 3.500 giri e 470 Nm di coppia a 4.000 giri.
La potenza viene scaricata a terra tramite un cambio automatico ZF a 4 rapporti, per uno 0-100 km/h coperto in circa 6,9 secondi e una velocità massima dichiarata di 275 km/h. La vettura viene proposta sia in versione berlina sia a passo lungo, mantenendo l'impostazione da ammiraglia di rappresentanza ma con un carattere decisamente più sportivo rispetto alla BMW 750i di partenza.
Motore
V12 aspirato, cilindrata 5.0 / 5.7 / 6.0 litri
La Coupé E31: l'anima più sportiva della B12
Tra il 1990 e il 1996 la sigla B12 approda anche sulla coupé di punta di Monaco, la BMW Serie 8 E31, dando vita alla variante più esclusiva della gamma. Accanto a una B12 5.0 che riprende il V12 da 350 CV già visto sulla berlina (97 esemplari costruiti), Alpina propone la B12 5.7, presentata nel novembre 1992 e destinata a diventare una delle Alpina più ricercate dai collezionisti.
- Motore V12 5,7 litri derivato dal BMW S70B56, da 416 CV e 570 Nm di coppia
- Cambio manuale Getrag a 6 marce di serie, oppure il raro cambio robotizzato Shift-Tronic, montato solo su 32 esemplari
- Cofano in fibra di carbonio con prese d'aria dedicate e feritoia NACA
- 0-100 km/h in 5,8 secondi e velocità massima dichiarata di 300 km/h
In totale vengono costruite 57 B12 5.7 Coupé, l'ultima nel novembre 1996, a suggello di una delle Alpina stradali più performanti mai realizzate su base BMW.
Potenza massima
430 CV (versione B12 6.0)
La terza generazione su base E38: le versioni 5.7 e 6.0
Nel 1995 la B12 si rinnova ancora, questa volta sulla nuova BMW Serie 7 E38. Il V12 deriva dal BMW M73 montato sulla 750i, ma Alpina ne rivede l'aspirazione, le teste e i pistoni Mahle per portare la cilindrata a 5,7 litri: la potenza sale così a circa 382 CV, con 560 Nm di coppia. Il cambio è un automatico ZF a 5 rapporti con la modalità manuale Switch-Tronic, mentre le prestazioni parlano di uno 0-100 km/h in 6,4 secondi e di una velocità massima che, aggirando il tetto di 250 km/h rispettato dalle grandi berline tedesche di serie, arriva fino a 280 km/h. Di questa versione vengono realizzati 202 esemplari, riconoscibili anche dai cerchi da 20 pollici e dal badge che segnala il catalizzatore riscaldato elettronicamente.
Nel 1999, sulla Serie 7 E38 rinnovata dal restyling, debutta la B12 6.0, l'ultima e più potente evoluzione della sigla: la cilindrata cresce fino a 6,0 litri, per 430 CV e 600 Nm di coppia, erogati esclusivamente attraverso il cambio automatico Switch-Tronic a 5 marce. Con pneumatici da 245/40 all'anteriore e 275/35 al posteriore su cerchi da 20 pollici, la vettura scatta da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi e raggiunge circa 291 km/h, coprendo il chilometro da fermo in 23,5 secondi. Costruita a mano in meno di 100 esemplari fino al 2001, monta il motore aspirato più grande e potente mai realizzato da Alpina, prima di lasciare il testimone alla B7 su base Serie 7 E65.
Velocità massima
Fino a 300 km/h dichiarati (B12 5.7 Coupé)
Filosofia Alpina: prestazioni e comfort senza compromessi
Ciò che distingue la B12 dalle BMW su cui è costruita non è solo la potenza aggiuntiva, ma un approccio complessivo alla vettura. Gli interni vengono rifiniti con pellami anthracite dalle cuciture a contrasto e inserti in legno pregiato, mentre l'assetto viene ricalibrato per offrire un comportamento più preciso senza sacrificare il comfort tipico di un'ammiraglia. Non è un caso che la B12 venga spesso descritta come la vettura pensata per chi percorre lunghe distanze in autostrada alla massima andatura consentita, restando comodamente seduto in un abitacolo curato nei minimi dettagli.
Anni di produzione
1988–2001
Mercato dell'usato e collezionismo oggi
Trattandosi di vetture prodotte in numeri estremamente limitati, oggi la Alpina B12 è ricercata soprattutto da collezionisti e appassionati del marchio bavarese. Le quotazioni variano molto in base a versione, chilometraggio e stato di conservazione: sul mercato internazionale gli esemplari E38 si trovano generalmente in una forcella che va da poche decine di migliaia di euro per le vetture più percorse fino a cifre ben più elevate per le B12 6.0 meglio tenute e a basso chilometraggio.
Chi valuta l'acquisto di una B12 deve mettere in conto una manutenzione da affidare a specialisti del marchio, la necessità di reperire ricambi dedicati Alpina non sempre disponibili con facilità e l'importanza di una documentazione di servizio completa, elemento che su queste vetture incide molto sul valore residuo.