Tre generazioni per una filosofia costante
La sigla B10 accompagna la casa di Buchloe per quasi vent'anni, sempre applicata alla Serie 5 BMW del momento. La prima serie, realizzata tra il 1985 e il 1987 sulla piattaforma E28 (con una variante coupé sulla E24 di Serie 6), monta un sei cilindri 3.5 aspirato da 261 CV, frutto di pistoni Mahle dedicati, testata rilavorata e nuova centralina Motronic.
Con il passaggio alla E34, tra il 1988 e il 1996, la gamma si allarga a più varianti di cilindrata, fino alla leggendaria Bi-Turbo. La terza e ultima generazione, sulla E39 dal 1997 al 2003, propone sia motori sei cilindri sia V8, disponibili anche in versione Touring.
In ogni fase resta invariato l'approccio Alpina: coppia elevata ai bassi e medi regimi, erogazione progressiva e un assetto pensato per il gran turismo più che per la pista.
Motorizzazioni
6 cilindri 3.2-3.5 litri, Bi-Turbo 3.5, V8 4.6-4.8 litri
Il 1989 e il record della Bi-Turbo
Sviluppata con un investimento dichiarato di 3,2 milioni di dollari e presentata al Salone di Ginevra nel marzo 1989, la Alpina B10 Bi-Turbo nasce smontando un motore BMW M30 di serie e ricostruendolo con pistoni forgiati Mahle, due turbocompressori Garrett T25 raffreddati ad acqua e un sistema Bosch a boost variabile, regolabile dall'abitacolo tra 0,4 e 0,8 bar.
Il risultato sono 360 CV e 520 Nm di coppia, sufficienti per lo 0-100 km/h in 5,6 secondi dichiarati (5,2 nei test indipendenti) e una velocità massima oltre i 290 km/h: al debutto è la berlina di serie più veloce al mondo. Il cambio è un manuale Getrag a 5 rapporti.
La produzione si ferma nel 1994, dopo 507 esemplari, quando BMW interrompe la produzione del motore M30: gli ultimi 50 basamenti vengono spediti ad Alpina per completare gli ultimi esemplari.
Potenza
Da 260 CV a 375 CV (360 CV per la Bi-Turbo)
La terza generazione E39: dal 3.2 alla V8 S
Sulla Serie 5 E39, lanciata nel 1997, la B10 propone per la prima volta una scelta ampia di motorizzazioni. La B10 3.2 nasce dal sei cilindri 2.8 della 528i portato a 3.2 litri con pistoni Mahle più compressi e testata rivista, per 260 CV e 330 Nm; segue una variante 3.3 da 280 CV.
Nel 1998 arriva la B10 V8, basata sul V8 4.4 della 540i ma maggiorato a 4,6 litri con nuovo albero motore e camme più spinte: 340 CV all'esordio, saliti a 347 CV dal 1999. Al vertice della gamma, dal Salone di Ginevra 2002, si colloca la B10 V8 S con il V8 portato a 4,8 litri, 375 CV e 510 Nm, abbinato a freni Brembo maggiorati e cerchi Alpina da 19 pollici.
Tutte le motorizzazioni E39 sono disponibili sia in berlina sia in Touring, con un bagagliaio che sulla station wagon varia tra 410 e 1.525 litri a sedili abbattuti.
Velocità massima
Fino a oltre 290 km/h (Bi-Turbo)
Rarità, documentazione e valore sul mercato dell'usato
Ogni Alpina B10 nasce con una targhetta di produzione numerata ed è per definizione un'auto a tiratura limitata: appena 77 berline e 44 coupé per la prima serie, 507 esemplari per la sola Bi-Turbo. Questa esclusività, unita alla qualità delle rifiniture (pelli pregiate, inserti in radica o Alcantara, dotazioni come sedili con memoria e climatizzatore bizona rare sulle BMW di serie coeve), è ciò che oggi attrae i collezionisti.
Sul mercato dell'usato la documentazione pesa quanto la meccanica: taccuini di servizio originali Alpina, tagliandi certificati e perizie storiche influenzano in modo sensibile la valutazione. A titolo indicativo, una B10 3.5 E34 del 1992 è stata aggiudicata all'asta per circa 23.500 euro, mentre gli esemplari V8 e V8 S della gamma E39 tendono a spuntare quotazioni più elevate.
Va messo in conto che diversi componenti specifici Alpina, dagli ammortizzatori dedicati della Bi-Turbo ai dettagli degli interni, si reperiscono principalmente attraverso la casa madre di Buchloe, che segue tuttora l'assistenza storica dei propri modelli.