Dal progetto Giugiaro al debutto del 1976
L'idea di una coupé sportiva derivata dall'Alfasud circola negli studi di Italdesign già dal 1968, ma il progetto prende forma definitiva solo a metà degli anni Settanta. La vettura viene svelata alla stampa il 21 settembre 1976 a Baia Domizia, in Campania, non lontano dallo stabilimento di Pomigliano d'Arco dove viene assemblata, e poco dopo conquista il pubblico al Salone dell'Automobile di Torino.
Il disegno di Giugiaro punta su forme cuneiformi e un frontale basso e affilato, in netto contrasto con la berlina da cui deriva la meccanica: motore boxer a quattro cilindri montato longitudinalmente e trazione sulle ruote anteriori, una configurazione insolita per una sportiva ma capace di garantire un baricentro molto basso.
Potenza massima
118 CV (1.7 Quadrifoglio Verde)
L'evoluzione delle motorizzazioni
Al lancio la Alfasud Sprint monta un boxer da 1.286 cm3 in grado di erogare 76 CV a 6.000 giri. Nel 1978 questo propulsore lascia spazio a due nuove unità, da 1.351 e 1.490 cm3, entrambe alimentate da carburatori doppio corpo. L'anno successivo arriva la versione Veloce, che porta la potenza rispettivamente a 86 e 95 CV.
- 1976: debutto con il boxer 1.286 cm3 da 76 CV
- 1978: introduzione dei motori 1.351 e 1.490 cm3
- 1979: arrivo delle versioni Veloce (86 e 95 CV)
- 1983: cambio di denominazione in Sprint e debutto della 1.5 Quadrifoglio Verde da 105 CV
- 1987: al vertice della gamma arriva la 1.7 Quadrifoglio Verde da 1.712 cm3 e 118 CV, capace di 196 km/h
Dal 1984 il modello adotta inoltre diverse componenti tecniche riprese dall'Alfa Romeo 33, tra cui l'avantreno rivisto e i freni anteriori non più di tipo entrobordo.
Velocità massima
196 km/h (1.7 Quadrifoglio Verde)
Design, dimensioni e vita a bordo
Lunga circa 4,02 metri, larga 1,62 metri e con un passo di 2.455 mm, la Sprint è una coupé compatta ma sorprendentemente abitabile per quattro persone, grazie anche al portellone posteriore che ne fa quasi una via di mezzo tra coupé e familiare sportiva. Il peso, contenuto tra 838 e 915 kg a seconda della versione, contribuisce a un rapporto peso/potenza favorevole soprattutto nelle varianti Veloce e Quadrifoglio Verde.
Anni di produzione
1976-1989
Il presente: un'auto d'epoca da conoscere bene prima di acquistarla
Complessivamente sono stati costruiti 116.552 esemplari tra Alfasud Sprint e Sprint, un numero che oggi rende il modello relativamente reperibile sul mercato dell'usato d'epoca. Il tallone d'Achille resta però la corrosione: le prime serie hanno sofferto di lamiere di qualità non eccelsa e di trattamenti anticorrosione carenti, un problema in parte attenuato dal 1977 grazie all'introduzione del trattamento Zincrometal sulla versione Super. Chi valuta l'acquisto di un esemplare deve quindi controllare con attenzione i punti critici della scocca, a fronte di una meccanica che invece si conferma solida e appagante da guidare.


