Scheda modello

Alfa Romeo Quadrifoglio

Quadrifoglio è la storica denominazione che Alfa Romeo riserva alle proprie vetture più sportive e performanti. Non identifica un singolo modello, ma un allestimento e una filosofia che oggi si concretizzano soprattutto nelle versioni Quadrifoglio di Giulia e Stelvio, equipaggiate con il motore 2.9 V6 Biturbo da 520 CV.

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Perché sì

  • Motore V6 biturbo da 520 CV con erogazione e sonorità da vera sportiva
  • Dinamica di guida e precisione di sterzo tra le migliori della categoria
  • Record di categoria al Nürburgring per la Giulia Quadrifoglio berlina
  • Ottimo rapporto peso/potenza grazie all'ampio uso di alluminio e fibra di carbonio
  • Valore di mercato dell'usato solido nel tempo

Da valutare

  • Manutenzione impegnativa e costosa, soprattutto sulle unità con molti km
  • Storici problemi di affidabilità elettronica su infotainment e connettività Bluetooth
  • Frizione pesante e pedale del freno poco graduale sulle versioni manuali
  • Alcuni casi di perdite dal circuito di raffreddamento e trafilamenti d'olio sugli esemplari più vecchi

In sintesi

Tipo di denominazione
Allestimento/gamma sportiva, non un modello singolo
Debutto del simbolo
1923, Targa Florio
Prima auto di serie con il nome
Giulia TI Super, 1963
Modelli attuali
Giulia Quadrifoglio e Stelvio Quadrifoglio
Motore
2.9 V6 Biturbo in alluminio
Potenza massima
520 CV
Coppia massima
600 Nm
0-100 km/h (Giulia)
3,9 secondi
Velocità massima (Giulia)
307 km/h
Trazione
Posteriore (Giulia) o integrale Q4 (Stelvio)

Il quadrifoglio verde su sfondo triangolare bianco nasce come portafortuna nel 1923, quando il pilota Ugo Sivocci lo dipinse sulla propria Alfa RL in gara alla Targa Florio, che vinse. Da allora il simbolo ha accompagnato le Alfa Romeo più veloci, dalle vetture da competizione degli anni Venti fino ai monoposto di Formula 1 degli anni Cinquanta guidate da Farina e Fangio. Nel 1963 il quadrifoglio compare per la prima volta su un'auto di serie, la Giulia TI Super, dando inizio a una lunga tradizione di versioni Quadrifoglio Verde su modelli come Giulia Sprint GT Veloce, Alfetta, GTV6, 33 e 164. Dopo un periodo di assenza, il badge è tornato su MiTo e Giulietta alla fine degli anni Duemila, per poi diventare dal 2016 il nome ufficiale delle varianti più potenti di Giulia e Stelvio, i due modelli che oggi rappresentano al massimo livello lo spirito sportivo del Biscione.

Origine e significato del quadrifoglio

Il quadrifoglio verde su sfondo bianco triangolare è uno dei simboli più riconoscibili del motorsport italiano. Nasce nel 1923 come amuleto personale del pilota Ugo Sivocci, che lo dipinse sulla propria Alfa RL alla Targa Florio, gara che vinse. Dopo la sua morte in un incidente pochi mesi più tardi, il quadrifoglio fu adottato stabilmente sulle vetture da corsa Alfa Romeo, diventando un tributo alla memoria del pilota e, insieme, un portafortuna per le auto più veloci del marchio.

  • Il simbolo ha accompagnato le vittorie Alfa Romeo in Formula 1 negli anni Cinquanta con Farina e Fangio
  • È tornato sulle monoposto del team Alfa Romeo Sauber in Formula 1 tra il 2018 e il 2023
  • Dal 1963 identifica anche le versioni di serie più sportive del marchio

Potenza massima

520 CV

Dalle Quadrifoglio Verde storiche alle Quadrifoglio moderne

Per decenni il nome Quadrifoglio Verde ha contraddistinto le varianti più potenti dei modelli Alfa Romeo di produzione: dalla Giulia TI Super del 1963 alla Alfetta Quadrifoglio Oro, fino alle 33 e 164 Quadrifoglio Verde tra gli anni Ottanta e Novanta. Dopo una parentesi di assenza, il badge è ricomparso su MiTo e Giulietta a cavallo tra il 2008 e il 2010. Con il lancio della Giulia nel 2016, Alfa Romeo ha scelto Quadrifoglio come denominazione ufficiale per la propria vettura sportiva di punta, estendendola l'anno successivo al SUV Stelvio.

Velocità massima (Giulia)

307 km/h

Il motore V6 Biturbo e le prestazioni

Il cuore delle attuali Giulia e Stelvio Quadrifoglio è un motore V6 biturbo da 2,9 litri in alluminio, sviluppato con la collaborazione tecnica di Ferrari. Le due bancate da tre cilindri funzionano in modo indipendente, ciascuna con turbina e centralina dedicate, permettendo la disattivazione di una bancata nei regimi di carico parziale per ridurre i consumi.

  • 520 CV di potenza massima e 600 Nm di coppia
  • Cambio automatico ZF a 8 rapporti con cambiate fino a 150 millisecondi in modalità Race
  • Giulia Quadrifoglio: 0-100 km/h in 3,9 secondi, punta a 307 km/h
  • Stelvio Quadrifoglio: 0-100 km/h in 3,8 secondi, punta a 285 km/h, con trazione integrale Q4

Debutto del simbolo

1923, Targa Florio

Affidabilità e mercato dell'usato

Le Alfa Romeo Quadrifoglio moderne offrono un'affidabilità nel complesso buona, a patto di una manutenzione regolare e non economica vista la meccanica sofisticata. Sugli esemplari più datati sono stati segnalati problemi al sistema di infotainment, con schermo che si spegne e connessione Bluetooth instabile, in parte risolti con aggiornamenti software nel tempo. Su alcune unità con il V6 Biturbo sono emersi anche casi di perdite dal circuito di raffreddamento e trafilamenti d'olio. Sul mercato dell'usato, sia Giulia sia Stelvio Quadrifoglio mantengono valori di rivendita solidi, sostenuti dalla ridotta diffusione e dal carattere sportivo molto apprezzato dagli appassionati.

Le generazioni della Quadrifoglio

  • 1923 – Nascita del simbolo — Il quadrifoglio verde debutta come portafortuna sulle vetture da corsa Alfa Romeo, a partire dalla vittoria di Ugo Sivocci alla Targa Florio.
  • 1963 – Prima auto di serie — La Giulia TI Super è la prima vettura di produzione a portare il quadrifoglio, aprendo la strada alle future versioni Quadrifoglio Verde.
  • Anni '70-'90 – Le Quadrifoglio Verde e Oro — Il badge contraddistingue le varianti più sportive o di punta di modelli come Alfetta, GTV6, 33 e 164.
  • 2008-2010 – Ritorno su MiTo e Giulietta — Dopo anni di assenza, il Quadrifoglio Verde torna sulle compatte Alfa Romeo con motori turbo derivati dalla gamma 159/Brera/Spider.
  • 2016-oggi – Giulia e Stelvio Quadrifoglio — Quadrifoglio diventa il nome ufficiale delle versioni sportive di punta di Giulia (dal 2016) e Stelvio (dal 2018), con motore V6 Biturbo da 510-520 CV; nel 2023 entrambe ricevono un restyling con aggiornamenti tecnici ed estetici.

Domande frequenti sulla Quadrifoglio

Quadrifoglio è un modello Alfa Romeo?

No, Quadrifoglio non è un modello a sé stante ma il nome che Alfa Romeo riserva alle versioni più sportive e potenti dei propri modelli, oggi rappresentate da Giulia Quadrifoglio e Stelvio Quadrifoglio.

Da dove deriva il nome Quadrifoglio?

Il nome deriva dal quadrifoglio verde su sfondo triangolare bianco, simbolo portafortuna adottato dal pilota Ugo Sivocci nel 1923 e diventato poi il marchio distintivo delle Alfa Romeo più performanti.

Che motore hanno le attuali Alfa Romeo Quadrifoglio?

Giulia e Stelvio Quadrifoglio montano un motore V6 Biturbo da 2,9 litri da 520 CV e 600 Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico a 8 rapporti.

Le Alfa Romeo Quadrifoglio sono affidabili?

L'affidabilità è generalmente buona se la manutenzione viene svolta con regolarità, anche se sugli esemplari più vecchi sono stati segnalati problemi di infotainment e, in alcuni casi, del circuito di raffreddamento.

Il Quadrifoglio è legato anche alla Formula 1?

Sì, il simbolo ha una lunga storia nel motorsport: comparve sulle Alfa Romeo che vinsero i primi due campionati di Formula 1 negli anni '50 ed è tornato sulle monoposto del team Alfa Romeo Sauber tra il 2018 e il 2023.

Fonti

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