Dall'Expo 67 alla produzione di serie
La storia della Montreal parte da lontano, e non da Arese: nel 1967 gli organizzatori dell'Esposizione Universale di Montreal chiedono ad Alfa Romeo una vettura capace di rappresentare la massima aspirazione dell'uomo nel campo dell'automobile. Nascono così due prototipi gemelli, verniciati in bianco perlato ed esposti senza un vero nome commerciale: sarà il pubblico, colpito dalla loro eleganza, a battezzarli semplicemente "la Montreal".
L'interesse suscitato dai due esemplari convince Alfa Romeo a trasformare l'esercizio di stile in un modello di serie. La vettura di produzione viene presentata al Salone di Ginevra nel marzo 1970, ma gli ordini vengono aperti solo due anni dopo, una volta completata l'omologazione definitiva. Tra il 1970 e il 1977 vengono costruiti complessivamente 3.925 esemplari, un numero contenuto anche a causa della crisi petrolifera del 1973, che colpisce duramente il segmento delle sportive di lusso: negli ultimi due anni di produzione vengono immatricolate solamente una cinquantina di unità.
Motore
V8 a 90°, 2.593 cc, iniezione meccanica SPICA
Il design di Bertone: uno stile senza tempo
La firma sulla carrozzeria è quella di Marcello Gandini, all'epoca in forza a Bertone, che disegna una coupé 2+2 dalle proporzioni basse e filanti. Il tratto più riconoscibile resta il frontale, con i fari coperti a metà da griglie mobili che si aprono "a veneziana" quando i proiettori vengono accesi: una soluzione tanto scenografica quanto funzionale, pensata per superare i vincoli di altezza dei fari imposti in alcuni mercati.
- Cofano profondo, con una presa d'aria di tipo NACA puramente decorativa, che nasconde la sporgenza necessaria a contenere il V8
- Parabrezza fortemente inclinato e due lunghe porte a taglio "a L"
- Sei feritoie sui montanti posteriori, anch'esse più estetiche che funzionali
Il risultato è una vettura che, più che una sportiva derivata dalle competizioni, si presenta come una gran turismo elegante e comoda, pensata per un pubblico esigente e disposto a pagarla più cara di rivali diretti come la Porsche 911 o la Jaguar E-Type.
Potenza massima
200 CV a 6.500 giri/min
Il motore V8 e le prestazioni
Sotto il cofano trova posto un V8 a 90° di 2.593 cc, erede diretto dell'unità impiegata sulla 33 Stradale e alimentato dal sistema di iniezione meccanica SPICA. Eroga 200 CV DIN a 6.500 giri/min, abbinati a un cambio manuale ZF a cinque marce e alla trazione posteriore, per una velocità massima dichiarata di 220 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in circa 7 secondi.
Il motore è unanimemente considerato il punto più alto della vettura: tecnico, potente ed elastico per gli standard dell'epoca. Pur non avendo mai corso ufficialmente con i colori Alfa Romeo, questo V8 si è distinto anche in ambiti diversi dalle quattro ruote, alimentando imbarcazioni vincitrici di titoli mondiali offshore negli anni Settanta, mentre Autodelta ne costruì una versione da competizione Gruppo 4 impiegata in gare di durata europee.
Velocità massima
220 km/h
Affidabilità, manutenzione e vita da Alfa Romeo Montreal
Il tallone d'Achille della Montreal è quasi sempre lo stesso: l'iniezione meccanica SPICA. Un sistema raffinato per l'epoca ma delicato, che richiede una messa a punto specialistica e oggi pochi meccanici sono in grado di tarare correttamente. Anche gli interventi meccanici più comuni possono rivelarsi impegnativi: la mole del V8 nel vano motore rende alcune operazioni, come la sostituzione della pompa dell'acqua, particolarmente laboriose.
Sul piano dinamico, la Montreal nasce su un pianale derivato dalla Giulia, non pensato in origine per un motore così ingombrante e pesante: ne derivano un rollio più accentuato rispetto alle Alfa Romeo coeve e un impianto frenante che, pur dotato di dischi autoventilati su tutte le ruote, non sempre si dimostra all'altezza delle prestazioni del motore. Difetti che, tuttavia, secondo molti appassionati passano in secondo piano di fronte al carattere e al fascino complessivo della vettura.
Anni di produzione
1970-1977
La Montreal oggi: un'icona da collezione
Complice la produzione limitata e uno stile che non ha mai smesso di affascinare, la Montreal è oggi una delle Alfa Romeo più ricercate e costose sul mercato del collezionismo. Gli esemplari in buone condizioni partono da circa 40.000 euro, mentre le vetture meglio conservate o restaurate possono superare gli 80.000-90.000 euro, con punte anche più elevate per le combinazioni cromatiche più rare.
Chi valuta l'acquisto di una Montreal usata dovrebbe verificare con attenzione lo stato dell'impianto SPICA, la storia di manutenzione del motore e l'eventuale presenza di interventi di restauro documentati: trattandosi di una vettura complessa e ormai rara nei ricambi originali, la provenienza e la cura nel tempo incidono in modo significativo sul valore.
