Scheda modello

Alfa Romeo Alfetta

Berlina medio-alta a trazione posteriore prodotta dal 1972 al 1984, celebre per il cambio transaxle e la sospensione posteriore De Dion che le regalarono un equilibrio di guida fuori dal comune per l'epoca.

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Perché sì

  • Ripartizione dei pesi quasi perfetta grazie al cambio transaxle posteriore, con tenuta di strada ai vertici della categoria per l'epoca
  • Motori bialbero brillanti e dal sound caratteristico, abbinati per la prima volta su un'Alfa di serie allo sterzo a cricco e cremagliera
  • Sospensione posteriore De Dion che garantisce un comportamento stabile e prevedibile anche a velocità sostenute
  • Ampia gamma di motorizzazioni benzina e turbodiesel, adatta sia a un uso quotidiano sia a una guida più sportiva
  • Meccanica robusta nella parte alta del motore, con distribuzione a catena silenziosa nota per la durata

Da valutare

  • Protezione anticorrosione carente all'origine: la carrozzeria soffre facilmente la ruggine, soprattutto su passaruota, sottoporta e fondi
  • Carburatori sensibili agli sbalzi climatici, che richiedono regolazioni frequenti per mantenere un regime al minimo stabile
  • Leve del cambio piuttosto lunghe a causa della posizione arretrata del gruppo transaxle, con innesti meno immediati e prima marcia talvolta ostica
  • Reperibilità di alcune parti di carrozzeria e finiture non sempre semplice sul mercato del ricambio d'epoca

In sintesi

Segmento
Berlina medio-alta sportiva
Carrozzeria
Berlina 4 porte (variante Coupé GT/GTV)
Anni di produzione
1972-1984 (berlina); Coupé GT/GTV fino al 1987
Motorizzazioni
Benzina 1.6, 1.8, 2.0; Turbodiesel 2.0 e 2.4
Trazione
Posteriore, cambio transaxle con differenziale in blocco
Esemplari prodotti
Oltre 475.000 unità (linea berlina)
Erede
Alfa Romeo 90 (dal 1984)

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Presentata nel maggio 1972, l'Alfetta nasce per raccogliere l'eredità della Giulia e della sua evoluzione 1750, offrendo una berlina di fascia medio-alta capace di coniugare comfort familiare e carattere sportivo. Il nome richiama direttamente la mitica monoposto da Gran Premio Tipo 158/159, soprannominata Alfetta, che tra il 1950 e il 1951 conquistò i primi due campionati del mondo di Formula 1 con Nino Farina e Juan Manuel Fangio al volante. Con la nuova berlina, Alfa Romeo trasferisce sulla produzione di serie soluzioni fino ad allora riservate alle corse, aprendo una stagione tecnica che influenzerà i modelli successivi del marchio per oltre un decennio.

Un'architettura mutuata dalle corse

L'elemento che rende l'Alfetta unica nel panorama delle berline degli anni Settanta è la sua meccanica. Alfa Romeo sposta il gruppo frizione-cambio-differenziale al retrotreno, secondo lo schema transaxle già sperimentato in ambito racing, mentre il motore resta all'anteriore.

  • Ripartizione dei pesi vicina al 50/50 tra i due assi
  • Sospensione posteriore De Dion con parallelogramma di Watt, per contenere le masse non sospese
  • Sterzo a cremagliera, una novità assoluta per una berlina Alfa Romeo di serie

Il risultato è una vettura con un baricentro basso e un momento polare d'inerzia ridotto, caratteristiche che le regalano una maneggevolezza fuori scala rispetto alle concorrenti dell'epoca.

Anni di produzione

1972-1984 (berlina); Coupé GT/GTV fino al 1987

Le motorizzazioni

L'Alfetta debutta nel 1972 con il quattro cilindri bialbero da 1,8 litri, cui si affianca nel 1975 la più accessibile 1.6, pensata per allargare il pubblico del modello. Nel 1977 arriva la 2.0, la più potente della gamma a benzina, mentre nel 1979 debutta la prima motorizzazione turbodiesel, con un propulsore fornito da VM Motori, seguita nel 1983 dalla versione 2.4 turbodiesel.

  • 1.6 - 1.570 cm³, circa 109 CV
  • 1.8 - 1.779 cm³, circa 122 CV
  • 2.0 - 1.962 cm³, circa 130 CV
  • 2.0 Turbodiesel - 1.995 cm³, circa 82 CV
  • 2.4 Turbodiesel - 2.393 cm³, circa 95 CV

Tutti i motori a benzina sono bialbero a 8 valvole con doppio carburatore doppio corpo, mentre per alcuni mercati esteri era disponibile l'iniezione meccanica SPICA.

Erede

Alfa Romeo 90 (dal 1984)

Restyling e varianti nel corso degli anni

Nei dodici anni di carriera l'Alfetta cambia volto più volte. La versione di lancio del 1972 si riconosce per lo scudo stretto con tre listelli cromati; con l'arrivo della 1.6 nel 1975 debuttano i doppi fari tondi più grandi, mentre la 1.8 riceve una nuova calandra con barre orizzontali cromate. Nel 1977 la 2.0 porta un frontale allungato di oltre dieci centimetri con fari rettangolari, e nel 1979 la gamma si aggiorna ulteriormente con maniglie a scomparsa e specchietto retrovisore più grande. Tra il 1981 e il 1983 lo stile viene unificato su tutte le versioni, con l'arrivo anche dell'allestimento Quadrifoglio Oro.

Accanto alla berlina, dal 1974 viene proposta la Alfetta GT, coupé disegnata da Giorgetto Giugiaro per Italdesign, che nel corso della carriera diventerà GTV e infine GTV6 con il motore V6 2.5 litri, restando in listino fino al 1987, tre anni oltre la berlina.

L'Alfetta oggi: collezionismo e mercato dell'usato

Sul mercato dell'usato e del collezionismo l'Alfetta è ricercata soprattutto da appassionati che ne apprezzano il piacere di guida e la storia tecnica. Le quotazioni variano molto in base allo stato di conservazione, all'originalità e alla versione: gli esemplari ben tenuti o restaurati raggiungono valori sensibilmente superiori rispetto alle vetture da rimettere a nuovo.

Il punto più delicato da verificare in fase d'acquisto resta la carrozzeria, per la scarsa protezione anticorrosione di serie: è consigliabile controllare con attenzione passaruota, sottoporta, pianale e vani ruota prima di qualunque acquisto.

Le generazioni della Alfetta

15anni di storia

1972—19753 anni

Alfetta 1.8

Versione di lancio con motore 1.8 bialbero, riconoscibile dallo scudo anteriore stretto a tre listelli cromati e dai paraurti con rostri cromati e inserto in gomma nera.

1974—198713 anni

Alfetta GT / GTV / GTV6

Variante coupé disegnata da Giorgetto Giugiaro per Italdesign, evoluta nel tempo in GTV e infine in GTV6 con motore V6 2.5 litri; resta in produzione fino al 1987, oltre la fine della berlina.

1975—19772 anni

Alfetta 1.6 e 1.8 restyling

Introduzione della motorizzazione base 1.6 con doppi fari tondi più grandi; la 1.8 viene aggiornata con una calandra dallo scudo centrale più largo e barre orizzontali cromate.

1977—19781 anno

Alfetta 2.0

Arriva la motorizzazione 2.0, la più potente della gamma a benzina, con frontale allungato di oltre dieci centimetri, fari rettangolari e nuovi paraurti con lama in acciaio inox.

1979—19845 anni

Alfetta Turbodiesel

Debutta la prima Alfetta a gasolio, con motore turbodiesel fornito da VM Motori; nel 1983 la gamma diesel si amplia con la variante 2.4.

1981—19843 anni

Serie finale e Quadrifoglio Oro

Unificazione dello stile su tutta la gamma, con dettagli come maniglie a scomparsa e specchietto retrovisore maggiorato; nel 1982 viene introdotto l'allestimento speciale Quadrifoglio Oro.

Domande frequenti sulla Alfetta

Perché l'Alfa Romeo Alfetta si chiama così?

Il nome è un omaggio alla monoposto da Gran Premio Tipo 158/159, soprannominata Alfetta, che vinse i primi due campionati del mondo di Formula 1 nel 1950 e nel 1951.

Cosa rende speciale il layout meccanico dell'Alfetta?

Il cambio, la frizione e il differenziale sono collocati al retrotreno secondo lo schema transaxle, abbinato a una sospensione posteriore De Dion: una soluzione che avvicina la ripartizione dei pesi al 50/50 e migliora sensibilmente la tenuta di strada rispetto alle berline coeve.

Quali motori montava l'Alfa Romeo Alfetta?

La gamma comprendeva motori a benzina bialbero da 1.6, 1.8 e 2.0 litri, oltre a due motorizzazioni turbodiesel da 2.0 e 2.4 litri introdotte rispettivamente nel 1979 e nel 1983.

Quali sono i principali difetti da controllare su un'Alfetta usata?

Il punto più critico è la carrozzeria, per la scarsa protezione anticorrosione di serie: vanno controllati con cura passaruota, sottoporta e pianale. Da verificare anche la regolazione dei carburatori e lo stato della linea di comando del cambio, che su questa vettura è più lunga per la posizione arretrata del gruppo transaxle.

Che rapporto c'è tra l'Alfetta e altri modelli Alfa Romeo come la 90 e la 75?

L'impostazione meccanica dell'Alfetta, con il gruppo transaxle e la sospensione De Dion, è stata ripresa e sviluppata dall'Alfa Romeo 90, che nel 1984 ne ha raccolto l'eredità come berlina medio-alta, e in seguito dall'Alfa Romeo 75.

Quante Alfa Romeo Alfetta sono disponibili su Carzaa?

Su Carzaa sono disponibili 11 Alfa Romeo Alfetta, pubblicate esclusivamente da concessionari professionali verificati.

Quanto costa una Alfa Romeo Alfetta su Carzaa?

Le Alfa Romeo Alfetta su Carzaa partono da 9.950 €, con un prezzo medio di 17.227 €. Il prezzo varia in base a versione, anno, chilometraggio e allestimento.

Chi vende Alfa Romeo Alfetta su Carzaa?

10 concessionari professionali verificati pubblicano Alfa Romeo Alfetta su Carzaa: i privati non possono inserire annunci e sui dealer premium è disponibile il report Carfax.

Fonti

Alfetta verificate

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