Un'architettura mutuata dalle corse
L'elemento che rende l'Alfetta unica nel panorama delle berline degli anni Settanta è la sua meccanica. Alfa Romeo sposta il gruppo frizione-cambio-differenziale al retrotreno, secondo lo schema transaxle già sperimentato in ambito racing, mentre il motore resta all'anteriore.
- Ripartizione dei pesi vicina al 50/50 tra i due assi
- Sospensione posteriore De Dion con parallelogramma di Watt, per contenere le masse non sospese
- Sterzo a cremagliera, una novità assoluta per una berlina Alfa Romeo di serie
Il risultato è una vettura con un baricentro basso e un momento polare d'inerzia ridotto, caratteristiche che le regalano una maneggevolezza fuori scala rispetto alle concorrenti dell'epoca.
Anni di produzione
1972-1984 (berlina); Coupé GT/GTV fino al 1987
Le motorizzazioni
L'Alfetta debutta nel 1972 con il quattro cilindri bialbero da 1,8 litri, cui si affianca nel 1975 la più accessibile 1.6, pensata per allargare il pubblico del modello. Nel 1977 arriva la 2.0, la più potente della gamma a benzina, mentre nel 1979 debutta la prima motorizzazione turbodiesel, con un propulsore fornito da VM Motori, seguita nel 1983 dalla versione 2.4 turbodiesel.
- 1.6 - 1.570 cm³, circa 109 CV
- 1.8 - 1.779 cm³, circa 122 CV
- 2.0 - 1.962 cm³, circa 130 CV
- 2.0 Turbodiesel - 1.995 cm³, circa 82 CV
- 2.4 Turbodiesel - 2.393 cm³, circa 95 CV
Tutti i motori a benzina sono bialbero a 8 valvole con doppio carburatore doppio corpo, mentre per alcuni mercati esteri era disponibile l'iniezione meccanica SPICA.
Erede
Alfa Romeo 90 (dal 1984)
Restyling e varianti nel corso degli anni
Nei dodici anni di carriera l'Alfetta cambia volto più volte. La versione di lancio del 1972 si riconosce per lo scudo stretto con tre listelli cromati; con l'arrivo della 1.6 nel 1975 debuttano i doppi fari tondi più grandi, mentre la 1.8 riceve una nuova calandra con barre orizzontali cromate. Nel 1977 la 2.0 porta un frontale allungato di oltre dieci centimetri con fari rettangolari, e nel 1979 la gamma si aggiorna ulteriormente con maniglie a scomparsa e specchietto retrovisore più grande. Tra il 1981 e il 1983 lo stile viene unificato su tutte le versioni, con l'arrivo anche dell'allestimento Quadrifoglio Oro.
Accanto alla berlina, dal 1974 viene proposta la Alfetta GT, coupé disegnata da Giorgetto Giugiaro per Italdesign, che nel corso della carriera diventerà GTV e infine GTV6 con il motore V6 2.5 litri, restando in listino fino al 1987, tre anni oltre la berlina.
L'Alfetta oggi: collezionismo e mercato dell'usato
Sul mercato dell'usato e del collezionismo l'Alfetta è ricercata soprattutto da appassionati che ne apprezzano il piacere di guida e la storia tecnica. Le quotazioni variano molto in base allo stato di conservazione, all'originalità e alla versione: gli esemplari ben tenuti o restaurati raggiungono valori sensibilmente superiori rispetto alle vetture da rimettere a nuovo.
Il punto più delicato da verificare in fase d'acquisto resta la carrozzeria, per la scarsa protezione anticorrosione di serie: è consigliabile controllare con attenzione passaruota, sottoporta, pianale e vani ruota prima di qualunque acquisto.







