Scheda modello

Alfa Romeo Alfa 6

L'Alfa 6 è la berlina ammiraglia prodotta da Alfa Romeo tra il 1979 e il 1986, celebre per essere stata la prima vettura di serie del marchio a montare il leggendario motore V6 Busso.

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Perché sì

  • Motore V6 Busso raffinato, elastico e dal sound inconfondibile, al suo debutto assoluto su una vettura di serie
  • Impianto frenante avanzato con dischi ventilati e pinze Ate a quattro pistoncini, tra i primi adottati su una Alfa Romeo di serie
  • Servosterzo idraulico ZF, una dotazione inedita per un'ammiraglia del Biscione
  • Assetto raffinato con ponte De Dion posteriore, che garantisce comfort e tenuta di strada elevati per la categoria
  • Buona abitabilità e livello di finiture curato per l'epoca

Da valutare

  • Linea esterna già superata al momento del lancio, troppo simile alla più economica Alfetta
  • Consumi elevati, in particolare sulla prima serie alimentata a carburatori
  • Manutenzione impegnativa per la gestione dei sei carburatori monocorpo
  • Vendite complessivamente deludenti rispetto alle ambizioni di ammiraglia
  • Immagine penalizzata da un incidente stradale del 1981 che ebbe grande eco mediatica

In sintesi

Segmento
Berlina ammiraglia
Carrozzeria
Berlina 4 porte
Anni di produzione
1979-1986
Nome di progetto
Tipo 119
Stabilimento
Arese (Milano)
Esemplari prodotti
Circa 12.070
Motorizzazioni
V6 2.0, V6 2.5, V6 2.5 iniezione, Turbodiesel 2.5
Cambio
Manuale a 5 marce o automatico ZF a 3 marce
Modello sostituito
Alfa Romeo 2600
Modello successore
Alfa Romeo 164

Il progetto della Alfa 6 nasce già alla fine degli anni Sessanta con l'obiettivo di offrire al Biscione una vera ammiraglia da contrapporre alle berline di lusso tedesche, ma la crisi petrolifera del 1973 blocca lo sviluppo e ne rimanda il debutto di diversi anni. Quando la vettura arriva finalmente sul mercato nel 1979, prodotta nello stabilimento di Arese, la sua linea squadrata risente inevitabilmente dell'attesa e ricorda da vicino quella della coeva Alfetta, con cui condivide peraltro diverse componenti della scocca. Pensata per raccogliere l'eredità della 2600 e in attesa della 164, la Alfa 6 porta però in dote una novità assoluta per il marchio: il motore V6 disegnato dall'ingegnere Giuseppe Busso, un propulsore che diventerà negli anni successivi uno dei simboli meccanici più amati di Alfa Romeo.

Il cuore pulsante: il debutto del V6 Busso

Il tratto distintivo della Alfa 6 è racchiusa già nel nome: i sei cilindri del nuovo motore V6 firmato da Giuseppe Busso, un'unità inedita a 60 gradi con basamento e teste in lega leggera. Sulla prima serie il propulsore da 2,5 litri sviluppa 158 CV grazie all'alimentazione tramite sei carburatori monocorpo, uno per cilindro, con distribuzione a camme comandate da cinghia. Accanto alla versione di punta viene proposta anche una variante da 2,0 litri da 135 CV, pensata per i mercati con fiscalità meno favorevole ai motori di grossa cilindrata.

  • V6 2.0 da 1.997 cm³ e 135 CV
  • V6 2.5 da 2.492 cm³ e 158 CV
  • V6 2.5 a iniezione elettronica da 158 CV (seconda serie)
  • Turbodiesel 2.5 cinque cilindri VM Motori da 105 CV

Anni di produzione

1979-1986

Due serie, uno sguardo rinnovato

Dopo quattro anni di commercializzazione poco brillante, nell'ottobre 1983 Alfa Romeo affida a Bertone un profondo restyling della vettura. La seconda serie abbandona i quattro fari rotondi in favore di proiettori trapezoidali, riceve paraurti ridisegnati, minigonne laterali e spoiler aerodinamici che ne aggiornano la fisionomia. La novità tecnica più importante riguarda però la motorizzazione di punta: il V6 2,5 litri abbandona finalmente i sei carburatori a favore dell'iniezione elettronica, con benefici su erogazione e consumi, mentre viene introdotta anche una variante turbodiesel cinque cilindri realizzata da VM Motori.

Meccanica raffinata, ma un'ammiraglia dal destino complicato

Sul piano tecnico la Alfa 6 introduce diverse soluzioni all'avanguardia per il marchio: è la prima Alfa Romeo di serie dotata di servosterzo idraulico ZF e monta un impianto frenante con dischi anteriori ventilati e pinze Ate a quattro pistoncini. Lo schema sospensivo, con ponte De Dion posteriore guidato da un parallelogramma Watt, garantisce un comportamento dinamico apprezzato dalla critica dell'epoca. Nonostante queste qualità, la vettura si trova a competere in un segmento affollatissimo, conteso da Mercedes-Benz, BMW, Audi, Citroën CX, Ford Granada, Opel Senator, Peugeot 604, Renault 30 e Volvo, e sconta uno stile giudicato datato oltre a consumi importanti, compresi tra 8,7 e 16,4 litri per 100 km a seconda dell'uso. Anche un grave incidente stradale del 1981, che coinvolse l'attore Gino Bramieri e costò la vita all'attrice Liana Trouché, contribuì a offuscare l'immagine del modello, sebbene le indagini avessero attribuito la tragedia al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e non a un difetto della vettura.

Curiosità: l'Alfa 6 di Papa Giovanni Paolo II

Tra gli esemplari più celebri di Alfa 6 c'è una vettura bianca blindata utilizzata da Papa Giovanni Paolo II durante la visita a Milano del maggio 1983, in occasione del XX Congresso Eucaristico. L'auto, oggi parte della collezione storica del marchio, viene ricordata come una delle testimonianze più curiose della carriera di questa ammiraglia, capace di unire raffinatezza meccanica e momenti di storia extra-automobilistica.

Le generazioni della Alfa 6

  • Prima serie (aprile 1979 - ottobre 1983) — Debutta con linea squadrata molto simile all'Alfetta e motore V6 2.5 a sei carburatori da 158 CV, affiancato dalla variante 2.0 da 135 CV. Frontale con quattro fari rotondi e cambio manuale a 5 marce o automatico ZF a 3 rapporti in opzione.
  • Seconda serie (ottobre 1983 - dicembre 1986) — Restyling firmato Bertone con fari trapezoidali, paraurti rinnovati e spoiler aerodinamici. Il V6 2.5 passa all'iniezione elettronica e si aggiunge la motorizzazione turbodiesel 2.5 cinque cilindri VM Motori da 105 CV.

Domande frequenti sulla Alfa 6

Quanti esemplari di Alfa Romeo Alfa 6 sono stati prodotti?

Complessivamente ne furono realizzati circa 12.070 esemplari tra prima e seconda serie, un numero contenuto che riflette il successo commerciale limitato del modello.

Che motore monta l'Alfa Romeo Alfa 6?

Il motore principale è il V6 Busso a 60 gradi, disponibile nelle cilindrate 2.0 e 2.5 litri, inizialmente alimentato da sei carburatori e poi a iniezione elettronica sulla seconda serie. Fu inoltre proposta una variante turbodiesel 2.5 cinque cilindri prodotta da VM Motori.

Perché l'Alfa 6 non ebbe il successo sperato?

Il lungo sviluppo, rallentato dalla crisi petrolifera del 1973, portò la vettura sul mercato con una linea già poco moderna e molto simile alla più economica Alfetta. A questo si aggiunsero consumi elevati e una manutenzione impegnativa dovuta ai sei carburatori della prima serie.

Che differenza c'è tra prima e seconda serie dell'Alfa 6?

La seconda serie, presentata nel 1983 con un restyling curato da Bertone, introduce fari trapezoidali, paraurti e spoiler rinnovati, oltre all'iniezione elettronica sul V6 2.5 e alla nuova motorizzazione turbodiesel, in sostituzione dell'alimentazione a carburatori della prima serie.

Quanto vale oggi un'Alfa Romeo Alfa 6 usata?

Trattandosi di un modello raro e di nicchia nel panorama del collezionismo, le quotazioni sul mercato dell'usato variano molto in base allo stato di conservazione, con prezzi di partenza per esemplari da revisionare e valori più alti per vetture certificate e in ottime condizioni.

Fonti

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