Il cuore pulsante: il debutto del V6 Busso
Il tratto distintivo della Alfa 6 è racchiusa già nel nome: i sei cilindri del nuovo motore V6 firmato da Giuseppe Busso, un'unità inedita a 60 gradi con basamento e teste in lega leggera. Sulla prima serie il propulsore da 2,5 litri sviluppa 158 CV grazie all'alimentazione tramite sei carburatori monocorpo, uno per cilindro, con distribuzione a camme comandate da cinghia. Accanto alla versione di punta viene proposta anche una variante da 2,0 litri da 135 CV, pensata per i mercati con fiscalità meno favorevole ai motori di grossa cilindrata.
- V6 2.0 da 1.997 cm³ e 135 CV
- V6 2.5 da 2.492 cm³ e 158 CV
- V6 2.5 a iniezione elettronica da 158 CV (seconda serie)
- Turbodiesel 2.5 cinque cilindri VM Motori da 105 CV
Anni di produzione
1979-1986
Due serie, uno sguardo rinnovato
Dopo quattro anni di commercializzazione poco brillante, nell'ottobre 1983 Alfa Romeo affida a Bertone un profondo restyling della vettura. La seconda serie abbandona i quattro fari rotondi in favore di proiettori trapezoidali, riceve paraurti ridisegnati, minigonne laterali e spoiler aerodinamici che ne aggiornano la fisionomia. La novità tecnica più importante riguarda però la motorizzazione di punta: il V6 2,5 litri abbandona finalmente i sei carburatori a favore dell'iniezione elettronica, con benefici su erogazione e consumi, mentre viene introdotta anche una variante turbodiesel cinque cilindri realizzata da VM Motori.
Meccanica raffinata, ma un'ammiraglia dal destino complicato
Sul piano tecnico la Alfa 6 introduce diverse soluzioni all'avanguardia per il marchio: è la prima Alfa Romeo di serie dotata di servosterzo idraulico ZF e monta un impianto frenante con dischi anteriori ventilati e pinze Ate a quattro pistoncini. Lo schema sospensivo, con ponte De Dion posteriore guidato da un parallelogramma Watt, garantisce un comportamento dinamico apprezzato dalla critica dell'epoca. Nonostante queste qualità, la vettura si trova a competere in un segmento affollatissimo, conteso da Mercedes-Benz, BMW, Audi, Citroën CX, Ford Granada, Opel Senator, Peugeot 604, Renault 30 e Volvo, e sconta uno stile giudicato datato oltre a consumi importanti, compresi tra 8,7 e 16,4 litri per 100 km a seconda dell'uso. Anche un grave incidente stradale del 1981, che coinvolse l'attore Gino Bramieri e costò la vita all'attrice Liana Trouché, contribuì a offuscare l'immagine del modello, sebbene le indagini avessero attribuito la tragedia al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e non a un difetto della vettura.
Curiosità: l'Alfa 6 di Papa Giovanni Paolo II
Tra gli esemplari più celebri di Alfa 6 c'è una vettura bianca blindata utilizzata da Papa Giovanni Paolo II durante la visita a Milano del maggio 1983, in occasione del XX Congresso Eucaristico. L'auto, oggi parte della collezione storica del marchio, viene ricordata come una delle testimonianze più curiose della carriera di questa ammiraglia, capace di unire raffinatezza meccanica e momenti di storia extra-automobilistica.









