Dall'Alfasud alla 33: la nascita di un'icona popolare
La Alfa Romeo 33 debutta nell'estate del 1983 come naturale erede della Alfasud, di cui riprende pianale, sospensioni semplificate, impianto frenante e la storica meccanica boxer. La carrozzeria a cinque porte, firmata dal Centro Stile Alfa Romeo diretto da Ermanno Cressoni, adotta una linea definita due volumi e mezzo: un piccolo bagagliaio sporgente abbinato a un portellone posteriore incernierato al tetto.
La produzione avviene nello stabilimento campano di Pomigliano d'Arco, oggetto di un importante piano di ammodernamento pensato per superare le criticità qualitative che avevano penalizzato l'immagine dell'Alfasud. Il risultato commerciale premia la scelta: con quasi un milione di unità vendute in oltre un decennio, la 33 diventa la seconda Alfa Romeo più prodotta di sempre dopo la stessa Alfasud.
Potenza
Da 68 a 137 CV
I motori boxer e la versione turbodiesel
Il cuore della 33 resta per tutta la carriera il motore boxer a quattro cilindri contrapposti, proposto in diverse cilindrate: si parte dal 1.2 da 1.186 cm³, si passa per il 1.3 (1.351 cm³) e il 1.5 (1.490 cm³), fino al 1.7 (1.712 cm³), disponibile anche in versione a 16 valvole sulle varianti più sportive. Le potenze spaziano da circa 68 CV delle prime unità 1.2 fino ai 137 CV della 1.7 16V.
Alimentazione e tecnologia evolvono nel tempo: ai primi carburatori si affianca progressivamente l'iniezione elettronica, mentre per chi cercava consumi più contenuti la gamma include anche un turbodiesel 1.8 a tre cilindri di origine VM, con potenze comprese tra 72 e 84 CV. Non manca infine una declinazione a trazione integrale, pensata per un uso più versatile su fondi scivolosi.
Esemplari prodotti
Quasi 1 milione
Carrozzerie, allestimenti e serie speciali
Accanto alla berlina a cinque porte, la gamma si arricchisce nel 1984 della versione familiare, inizialmente chiamata Giardinetta e disegnata da Pininfarina, poi ribattezzata Sportwagon. Tra gli allestimenti più ricercati dagli appassionati spicca la Quadrifoglio Verde (QV), pensata per chi cercava un'anima più sportiva, insieme a varianti come la Imola.
- Berlina 5 porte a due volumi e mezzo
- Giardinetta/Sportwagon, la versione familiare firmata Pininfarina
- Versioni a trazione integrale 4x4
- Allestimento sportivo Quadrifoglio Verde (QV)
La vettura riceve un primo, leggero restyling nell'autunno 1986, con piccoli ritocchi estetici e un abitacolo rinnovato, seguito da un aggiornamento più profondo tra fine 1989 e inizio 1990, quando nasce la cosiddetta Nuova 33 (Tipo 907), con paraurti e plancia ridisegnati e una diffusione più ampia dell'iniezione elettronica.
Anni di produzione
1983 - 1995
Affidabilità, difetti noti e mercato dell'usato
Per gli standard della sua epoca, la Alfa Romeo 33 è considerata una vettura tutto sommato affidabile dal punto di vista meccanico, a patto di una manutenzione costante del propulsore boxer, generalmente robusto e duraturo. I punti deboli più citati riguardano invece la componentistica elettrica, non sempre all'altezza, e una certa propensione alla ruggine sulla carrozzeria, difetto peraltro diffuso su gran parte delle vetture italiane di quegli anni.
Oggi la 33 è diventata un'auto d'interesse per gli appassionati di youngtimer, con quotazioni dell'usato molto variabili in base allo stato di conservazione: si va dai pochi esemplari da restaurare, reperibili a prezzi contenuti, fino alle unità meglio tenute o alle versioni più ricercate come la Quadrifoglio Verde, che spuntano valutazioni sensibilmente più alte.

