Dal progetto condiviso alla firma Pininfarina
La 164 nasce da un progetto di piattaforma condivisa tra più costruttori europei, una scelta industriale comune negli anni Ottanta per contenere i costi di sviluppo delle grandi berline. Alfa Romeo, pur partendo dalla stessa base meccanica di altre vetture del gruppo, affida lo stile a Pininfarina: il designer Enrico Fumia elabora le prime linee già nel 1981, arrivando nel 1982 a un modello in scala reale.
Il risultato è una carrozzeria a cuneo con muso basso e coda tronca, capace di un coefficiente aerodinamico di 0,30, tra i migliori della sua categoria all'epoca del debutto. La vettura viene presentata al Salone di Francoforte nell'agosto 1987 e lanciata sul mercato subito dopo, proprio nei mesi in cui Fiat rileva il controllo di Alfa Romeo.
Bagagliaio
540 litri
I motori: dal Twin Spark al V6 Busso
La gamma motori della 164 copre un ventaglio ampio di soluzioni. All'esordio figurano il quattro cilindri 2.0 Twin Spark aspirato da 148 CV, il 2.0 Turbo a 16 valvole da 175 CV e il V6 3.0 aspirato, inizialmente a 2 valvole per cilindro con circa 192 CV.
- Nel 1992 il V6 3.0 adotta la distribuzione a 24 valvole, salendo fino a 211 CV nella versione di serie
- La variante Quadrifoglio spinge lo stesso motore fino a 232 CV, con velocità di punta oltre i 245 km/h
- Per chi cercava un'alternativa turbo debutta anche il V6 2.0 Turbo a 12 valvole, pensato per i mercati con fiscalità legata alla cilindrata
- Per l'utenza diesel arriva il 2.5 turbodiesel VM Motori, proposto in due livelli di potenza da 117 e 125 CV
Il V6 Busso, in particolare, resta uno dei motori più amati della storia Alfa Romeo per l'erogazione brillante e il sound distintivo.
Anni di produzione
1987-1997
Il restyling Super e le versioni speciali
Dopo un primo intervento del 1990 su assetto e altezza da terra, la 164 riceve nel 1992 l'aggiornamento più importante, noto come versione Super: paraurti e gruppi ottici ridisegnati, abitacolo rinnovato e, per il mercato italiano, l'introduzione dell'airbag.
Tra le versioni più ricercate dagli appassionati c'è la Q4, l'unica con trazione integrale, abbinata al V6 3.0 e dotata di giunto viscoso e differenziale Torsen per ripartire la coppia tra gli assi. Un capitolo a parte merita la 164 ProCar, muletto sperimentale del 1988 equipaggiato con un V10 di derivazione Formula 1 da oltre 600 CV, mai destinato alla produzione ma conservato nel Museo Storico Alfa Romeo.
Sui mercati del Sud-Est asiatico, dove il numero 4 è considerato di cattivo auspicio, la berlina viene commercializzata con la sigla 164 riadattata in 168.
Affidabilità e mercato dell'usato
Chi ha posseduto una 164 la ricorda come un'auto solida, comoda e capace di regalare un piacere di guida superiore alla media della categoria, grazie a un assetto preciso e a motori robusti. Il punto debole resta l'elettronica di bordo, allora all'avanguardia con tre centraline dedicate a motore, climatizzazione e strumentazione, ma non sempre esente da noie nel tempo.
Sull'usato di oggi, gli esemplari sopravvissuti richiedono attenzione soprattutto su impianto di scarico, soggetto a corrosione, e su tenuta delle guarnizioni ed elettronica d'epoca, componenti che con gli anni diventano più difficili da reperire.



