Scheda modello

ACM Biagini Passo

Cabriolet a trazione integrale prodotto ad Atessa dal 1990 al 1993, la Biagini Passo nasce assemblando la carrozzeria della Golf Cabriolet di prima serie con la meccanica a quattro ruote motrici della Golf Country, in un progetto artigianale rimasto unico nel suo genere.

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Perché sì

  • Trazione integrale permanente con giunto viscoso derivata dalla Golf Country, efficace anche fuori asfalto
  • Concetto pionieristico: tra i primi esempi al mondo di crossover cabriolet, ripreso decenni dopo da altri costruttori
  • Meccanica di base Volkswagen, diffusa e relativamente semplice da mantenere
  • Rarità e carattere fortemente distintivo, oggi apprezzata nel collezionismo di nicchia

Da valutare

  • Protezione anticorrosione insufficiente, che ha compromesso la scocca di molti esemplari nel tempo
  • Lavorazione artigianale in piccola serie, con possibili disomogeneità costruttive tra un esemplare e l'altro
  • Prestazioni e consumi allineati agli standard di inizio anni Novanta, oggi modesti
  • Ricambi specifici della carrozzeria e degli allestimenti Biagini molto difficili da reperire

In sintesi

Segmento
Cabriolet a trazione integrale
Carrozzeria
Cabriolet 2 porte, 4 posti
Anni di produzione
1990 - 1993
Base tecnica
Volkswagen Golf Cabriolet / Golf Country Syncro
Motore
1.8 benzina EA827, 4 cilindri SOHC
Potenza
da 88 a 98 CV a seconda della versione
Trazione
Integrale con giunto viscoso
Cambio
Manuale a 5 marce
Esemplari prodotti
Stimati tra 65 e 300
Mercati di vendita
Italia e Germania

Quando negli anni Ottanta la produzione dei fuoristrada di derivazione ARO iniziava a esaurire la propria spinta commerciale, l'imprenditore Livio Biagini, già attivo nell'assemblaggio di motocicli Honda in Italia e poi nella distribuzione di veicoli Chrysler, diede vita a una nuova divisione, Automobili Biagini, interna al gruppo ACM di Atessa. Da questa costola nacque la Passo, presentata sul finire del 1990: un'idea tanto semplice quanto insolita, ovvero innestare la trazione integrale e la meccanica della Volkswagen Golf Country di seconda serie sulla scocca aperta della Golf Cabriolet di prima serie, creando di fatto un fuoristrada scoperto prima ancora che il concetto di crossover cabrio venisse codificato dai grandi costruttori. La produzione, realizzata in piccola serie nello stabilimento abruzzese, proseguì fino al 1993, accompagnando la fase finale dell'attività automobilistica del gruppo.

Un cabriolet nato da due Golf diverse

La Passo prende forma dall'incontro di due modelli Volkswagen molto distanti tra loro per vocazione. Dalla Golf Cabriolet di prima generazione arriva la scocca scoperta, con il tetto in tela e l'impostazione da vettura scoperta da strada; dalla Golf Country di seconda serie, invece, proviene l'intero apparato meccanico a quattro ruote motrici, compreso il sistema di trazione integrale con giunto viscoso capace di ripartire la coppia sull'asse posteriore in caso di slittamento delle ruote anteriori.

Per far convivere le due anime, Biagini progettò un telaio ausiliario dedicato, necessario ad alloggiare la meccanica Syncro sotto una carrozzeria che non era mai stata pensata per la trazione integrale. Il risultato fu un fuoristrada scoperto, rialzato da terra, con parafanghi allargati in plastica e un frontale protetto da un bull bar.

Potenza

da 88 a 98 CV a seconda della versione

Meccanica e prestazioni

Il cuore della Passo è il quattro cilindri Volkswagen della famiglia EA827, in versione 1.8 litri a carburatore o iniezione, con potenze che a seconda dell'allestimento variavano indicativamente tra 88 e 98 CV. La trasmissione era un manuale a cinque rapporti, abbinato appunto alla trazione integrale ripartita elettronicamente tramite giunto viscoso, la stessa soluzione tecnica sviluppata da Steyr-Daimler-Puch per la Golf Country.

Le prestazioni erano quelle tipiche di una vettura compatta di inizio anni Novanta appesantita da meccanica e carrozzeria rinforzata: velocità massima nell'ordine dei 150 km/h e consumi non contenuti, coerenti con un'auto pensata più per il carattere fuoristradistico che per l'efficienza.

Anni di produzione

1990 - 1993

Un mosaico di componenti d'epoca

Coerentemente con la logica di un piccolo costruttore che assemblava parti disponibili sul mercato dei fornitori, la Passo mette insieme elementi di provenienza sorprendentemente eterogenea. I fari anteriori e le frecce derivano dalla Fiat Panda di prima serie, gli indicatori laterali dalla Fiat Ritmo, mentre i gruppi ottici posteriori provengono dalla Opel Kadett D. Gli interni, per contro, puntavano su un tocco più sportivo grazie al volante Nardi e ai sedili Recaro disponibili come allestimento.

Le versioni prodotte

Nel corso dei circa tre anni di commercializzazione, la gamma Passo si è articolata in diverse sigle di allestimento, tutte basate sullo stesso propulsore 1.8 ma con differenze di potenza e dotazione: dalla 1.8i L d'esordio alla più ricca LX, fino agli aggiornamenti successivi al 1991 che introdussero, tra le altre cose, la versione con marmitta catalizzata per adeguarsi alle normative ambientali del tempo.

Rarità, ruggine e mercato del collezionismo

La produzione della Passo restò sempre molto limitata, con stime che oscillano tra poche decine e qualche centinaio di esemplari complessivi: un numero comunque esiguo che ne fa oggi un'auto rarissima da incontrare. A complicare ulteriormente la sopravvivenza degli esemplari originali ha contribuito una protezione anticorrosione non all'altezza, che nel tempo ha condannato molte vetture alla rottamazione per problemi di ruggine alla scocca.

  • Gli esemplari sopravvissuti sono oggi ricercati da collezionisti e appassionati di curiosità automobilistiche italiane.
  • La combinazione di rarità, meccanica Volkswagen e concetto pionieristico ne fa un caso studio più che un'auto d'uso quotidiano.

Le generazioni della Biagini Passo

  • Biagini Passo (1990-1993) — Unica generazione prodotta, con aggiornamenti interni di gamma: dalle versioni 1.8i L e LX del debutto, fino agli allestimenti L Plus e LX con marmitta catalizzata introdotti dal 1991 in avanti.

Domande frequenti sulla Biagini Passo

Su quale modello Volkswagen si basa la Biagini Passo?

Utilizza la scocca e la carrozzeria della Golf Cabriolet di prima serie, unite alla meccanica a trazione integrale della Golf Country di seconda serie.

Quanti esemplari di Biagini Passo sono stati costruiti?

Le stime disponibili non concordano su un numero preciso e oscillano indicativamente tra circa 65 e 300 esemplari totali, prodotti tra il 1990 e il 1993.

Che motore monta la Biagini Passo?

Il quattro cilindri Volkswagen EA827 da 1.8 litri a benzina, con potenze comprese tra 88 e 98 CV a seconda della versione e dell'anno di produzione.

La Biagini Passo è considerata un'auto rara?

Sì, per via della produzione già di per sé limitata e della scarsa protezione anticorrosione che ha portato alla demolizione di molti esemplari, oggi la Passo è un'auto da collezione difficile da trovare.

Fonti

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