Scheda modello

ACM 4 WD

L'ACM 4WD è il fuoristrada compatto assemblato dalla ACM di Atessa a partire dalla meccanica della romena Aro 10, proposto in Italia con motori Renault su licenza Dacia e, in seguito, Volkswagen benzina, diesel e turbodiesel.

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Perché sì

  • Telaio a longheroni robusto e trazione integrale con riduttore, adatti a un uso fuoristradistico reale
  • Abitacolo relativamente spazioso e bagagliaio ampio per la categoria
  • Prezzo di listino contenuto rispetto ai rivali giapponesi e americani
  • Ampia scelta di carrozzerie sullo stesso pianale (hard top, cabriolet, furgonetto, pick-up)

Da valutare

  • Affidabilità non sempre all'altezza, con rotture segnalate su trasmissione e semiassi
  • Finiture e comfort di guida rustici rispetto alla concorrenza
  • Accessibilità limitata ai posti posteriori
  • Rete di assistenza e ricambi ridotta già negli anni della commercializzazione, oggi ancora più critica

In sintesi

Segmento
Fuoristrada compatto
Carrozzerie
Hard top, cabriolet/convertibile, furgonetto, pick-up
Anni di produzione
Anni Ottanta fino al 1990
Sede produttiva
Atessa (Chieti), stabilimento ACM
Trazione
Integrale 4x4 con riduttore
Base meccanica
Aro 10 (Romania), derivata dalla Dacia 1300

Nella seconda metà degli anni Ottanta la ACM di Atessa, già impegnata nell'assemblaggio locale del fuoristrada romeno Aro 10, sviluppa una propria linea di allestimento che la stampa e i cataloghi dell'epoca indicano come ACM 4WD. Il progetto nasce dalla base meccanica dell'Aro 10, costruito in Romania a Câmpulung-Muscel e imparentato meccanicamente con la Dacia 1300, ma viene reinterpretato dalla ACM con una quota crescente di componentistica italiana e tedesca man mano che la gamma motori si evolve. Nel corso della produzione il modello cambia più volte motorizzazione e denominazione commerciale, passando dal quattro cilindri Renault su licenza Dacia ai propulsori Volkswagen benzina, diesel e turbodiesel, fino all'arresto della produzione automobilistica del marchio ACM nel 1990.

Dall'Aro 10 romeno al 4WD di Atessa

L'ACM 4WD nasce dall'iniziativa della Ali Ciemme SpA di Atessa, la stessa azienda che negli stessi anni realizza la Biagini Passo, di assemblare in Italia il piccolo fuoristrada romeno Aro 10.

Il veicolo di base, costruito nello stabilimento di Câmpulung-Muscel, condivide numerosi componenti meccanici con la Dacia 1300, a sua volta derivata dalla Renault 12, e viene reinterpretato dalla ACM con una quota crescente di componentistica italiana e tedesca man mano che la gamma motori si evolve.

Anni di produzione

Anni Ottanta fino al 1990

Motori: dal Renault su licenza Dacia al Volkswagen turbodiesel

Nella prima fase della commercializzazione italiana il modello monta un quattro cilindri Renault 1,4 litri a benzina, costruito su licenza da Dacia. Dal 1987 la gamma si arricchisce con propulsori Volkswagen 1,6 litri, disponibili sia a benzina sia in versione diesel, mentre alla fine del 1988 debutta anche un turbodiesel Volkswagen 1,6.

Le versioni con motore tedesco ricevono anche un differenziale rinforzato, necessario per gestire la coppia più elevata rispetto all'unità Renault di origine.

Carrozzerie e allestimenti

  • Hard top: versione chiusa a tre porte, la più diffusa
  • Cabriolet/Convertibile: capote in tela removibile
  • Furgonetto: variante commerciale a vano di carico chiuso
  • Pick-up: cassone posteriore separato dall'abitacolo

Tutte le varianti condividono lo stesso telaio a longheroni e traverse, con sospensioni indipendenti anteriori e assale rigido a balestre al retrotreno.

Affidabilità e mercato dell'usato oggi

La meccanica di base, semplice e derivata da componenti Dacia/Renault ampiamente collaudati, garantiva una manutenzione economica, ma gli esemplari dell'epoca soffrivano di rotture non infrequenti a trasmissione e semiassi in condizioni di uso intenso.

Oggi l'ACM 4WD è un veicolo raro sul mercato dell'usato italiano: gli esemplari sopravvissuti sono ricercati soprattutto da appassionati di auto d'epoca di nicchia, mentre reperire ricambi originali resta la difficoltà principale per chi ne possiede uno.

Le generazioni della 4 WD

  • Prima fase (1984-1987 circa) — Motore Renault 1,4 litri a benzina costruito su licenza da Dacia, prima fase dell'assemblaggio italiano curato da ACM ad Atessa.
  • Seconda fase (1987-1988) — Passaggio ai motori Volkswagen 1,6 litri benzina e diesel, con differenziale rinforzato per gestire la maggiore coppia dei nuovi propulsori.
  • Turbodiesel (fine 1988-1990) — Introduzione del motore Volkswagen 1,6 turbodiesel, ultima evoluzione della gamma prima della chiusura della produzione automobilistica ACM nel 1990.

Domande frequenti sulla 4 WD

Che cos'è l'ACM 4WD?

È il fuoristrada compatto assemblato dalla ACM (Ali Ciemme) nello stabilimento di Atessa, in provincia di Chieti, a partire dalla base meccanica del romeno Aro 10, con componenti italiane e tedesche aggiunte nel corso della produzione.

Che motori montava l'ACM 4WD?

Nella prima fase un quattro cilindri Renault 1,4 litri a benzina costruito su licenza da Dacia; dal 1987 la gamma passò ai motori Volkswagen 1,6 litri, disponibili in versione benzina e diesel, e dalla fine del 1988 anche in versione turbodiesel.

In quali carrozzerie era disponibile?

Il fuoristrada era proposto in versione chiusa con hard top, in versione cabriolet/convertibile, come furgonetto commerciale e come pick-up, tutte basate sullo stesso telaio con trazione integrale.

L'ACM 4WD è un'auto affidabile?

La meccanica di base, semplice e derivata dalla Dacia 1300, era economica da mantenere, ma gli esemplari dell'epoca segnalavano rotture non infrequenti a trasmissione e semiassi; oggi la difficoltà maggiore per i pochi esemplari superstiti è reperire ricambi originali.

Quando è terminata la produzione dell'ACM 4WD?

L'assemblaggio italiano da parte di ACM si interruppe nel 1990, quando l'azienda di Atessa chiuse la propria produzione automobilistica.

Fonti

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