Il motore bicilindrico a due tempi
Il cuore della Trabant P50 è un motore bicilindrico a due tempi da 499 cc, raffreddato ad aria e alimentato a miscela benzina-olio, da cui deriva il caratteristico pennacchio di fumo allo scarico che è diventato uno dei tratti distintivi del modello.
- Versione iniziale (1957-1958): 17 CV
- Versione P50/Z (1958-1959): 18 CV
- Versioni P50/1 e P50/2 (1959-1962): 20 CV
La trasmissione era un manuale a 4 marce con leva al volante, privo di sincronizzatori fino a metà del 1962, quando venne introdotta una versione sincronizzata negli ultimi mesi di produzione.
Motore
Bicilindrico 2 tempi, 499 cc, raffreddato ad aria
La carrozzeria in Duroplast: una scelta obbligata diventata innovazione
Per contenere i costi e aggirare la scarsità di acciaio nella Germania Est del dopoguerra, i tecnici della VEB Sachsenring svilupparono pannelli di carrozzeria in Duroplast, un materiale composito a base di resina rinforzata con fibre di cotone o lana riciclate, montati su una scocca portante in acciaio.
La soluzione, sperimentata sul modello di transizione AWZ P70, si rivelò efficace contro la corrosione della carrozzeria esterna, anche se il telaio in acciaio sottostante restava comunque soggetto a ruggine.
Potenza
17-20 CV a seconda della versione
Le versioni: berlina, station wagon e Camping
La P50 venne proposta principalmente come berlina a due porte, ma dal marzo 1960 si affiancò una versione station wagon a tre porte con portellone posteriore incernierato lateralmente, prodotta con la carrozzeria realizzata dalla VEB Karosseriewerk di Meerane.
Nel 1961 debuttò anche la Trabant P50 Camping, una variante della station wagon pensata per il tempo libero, con sedili ribaltabili e un ampio tettuccio apribile, destinata esclusivamente al mercato interno della DDR.
Velocità massima
Circa 90-100 km/h
Dalla nascita alla fine della produzione
Tra il 1957 e il 1962 furono costruiti complessivamente 131.495 esemplari di Trabant P50, di cui oltre 11.600 nella versione station wagon. Il montaggio richiedeva circa 180 ore di lavoro per ogni vettura presso lo stabilimento di Zwickau, mentre i motori venivano forniti dalla VEB Barkas-Werke.
Nell'ottobre 1962 la produzione lasciò il posto al modello di transizione Trabant 600, che univa la carrozzeria della P50 alla meccanica più moderna della futura Trabant 601, dando così avvio a una delle vetture più longeve e iconiche del blocco orientale.
