Dalle due ruote alle corse più prestigiose
Prima di diventare un costruttore di automobili, Sunbeam era un marchio affermato nel settore delle biciclette, fondato da John Marston. L'ingresso nel mondo dei motori avviene nei primi anni del Novecento, e nel 1905 nasce ufficialmente la Sunbeam Motor Car Company con sede a Wolverhampton.
Il salto di qualità arriva con l'arrivo del progettista franco-britannico Louis Coatalen, che porta innovazioni tecniche importanti, tra cui l'adozione di blocchi motore in alluminio tra i primi esempi nel settore. Sotto la sua guida, Sunbeam diventa protagonista assoluta delle competizioni: vince gare prestigiose, si aggiudica la 24 Ore di Le Mans nel 1924 e conquista due edizioni della Indianapolis 500, nel 1912 e nel 1922.
I record di velocità terrestre
Uno dei capitoli più celebri della storia Sunbeam riguarda il record di velocità terrestre. Negli anni '20 il marchio costruisce vetture da record sempre più estreme: nel 1922 la Sunbeam 350HP supera i 133 mph, mentre nel 1924 il pilota Malcolm Campbell porta il record oltre i 146 mph a bordo di una Sunbeam.
Il traguardo più straordinario arriva nel 1927, quando la Sunbeam 1000 HP, spinta da due motori aeronautici abbinati, diventa la prima vettura al mondo a superare le 200 miglia orarie, fissando il record a 203,792 mph. Un risultato che consacra definitivamente il marchio come sinonimo di velocità e ingegneria estrema per l'epoca.
Il passaggio a Rootes e l'era Sunbeam-Talbot
Il costoso impegno nelle competizioni mette a dura prova i conti della casa: nel 1920 Sunbeam entra a far parte del gruppo S.T.D. Motors insieme a Talbot e Darracq, ma la crisi finanziaria degli anni '30 porta il marchio sull'orlo del fallimento. Nel 1935 è il gruppo Rootes ad acquisire Sunbeam, dando il via a una nuova fase produttiva.
Dal 1938 nasce il marchio Sunbeam-Talbot, che unisce berline e vetture sportive di fascia medio-alta prodotte su base Rootes. Nel 1954 il nome Talbot viene abbandonato, lasciando spazio al solo marchio Sunbeam, che negli anni successivi darà vita ad alcuni dei modelli più amati della sua storia.
Alpine, Tiger e Rapier: le sportive che hanno fatto la storia
- Sunbeam Alpine: roadster due posti prodotta dalla Rootes Group in due periodi distinti, tra il 1953 e il 1955 e poi tra il 1959 e il 1968, con motorizzazioni che nel tempo passano da 1,5 a 1,7 litri.
- Sunbeam Tiger: nata nel 1964 dall'idea del manager Rootes Ian Garrad e sviluppata con il contributo di Carroll Shelby, che innesta un motore V8 Ford sull'Alpine, dando vita a una roadster compatta ma dalle prestazioni sorprendenti per l'epoca.
- Sunbeam Rapier: berlina sportiva prodotta dal 1955 al 1976 in cinque serie, capostipite anche della variante più potente H120 introdotta nel 1968.
Questi modelli hanno contribuito a rendere Sunbeam un nome familiare anche nel cinema dell'epoca, comparendo in produzioni hollywoodiane e nei primi film della saga di James Bond.
Il declino e la fine del marchio
Negli anni '60 il gruppo Rootes passa progressivamente sotto il controllo di Chrysler, che continua a utilizzare il nome Sunbeam fino al 1976 come marchio a sé stante. Successivamente il nome sopravvive solo come denominazione di modello: prima con la Chrysler Sunbeam, prodotta tra il 1977 e il 1979, poi con la Talbot Sunbeam, realizzata dal gruppo PSA dopo il rilevamento delle attività europee di Chrysler, fino alla sua uscita di produzione nel 1981.
Da allora il marchio Sunbeam non è più tornato in produzione come casa automobilistica, restando però un nome di culto per gli appassionati di auto d'epoca britanniche.
