Un'eredità a motore posteriore
La Skoda 135 non nasce come progetto nuovo, ma come l'ultimo affinamento di un'architettura tecnica che Skoda porta avanti dalla metà degli anni Settanta con la famiglia 105/120. Quell'impostazione, motore in coda e trazione posteriore, viene aggiornata nel 1984 con la 130, che introduce un nuovo retrotreno a bracci obliqui in sostituzione del vecchio ponte oscillante, e prosegue nel 1987 con l'arrivo parallelo di 135 e 136.
Rispetto alla 130, la 135 adotta un motore rivisto nella testata, pensato per rispondere alle nuove normative sui carburanti e per allinearsi, almeno in parte, agli standard tecnici che il mercato europeo stava iniziando a richiedere anche alle vetture di provenienza cecoslovacca.
Motore
1.3 (1289 cc) benzina, 4 cilindri in linea
Motore e meccanica: il 1.3 con testata in alluminio
Il cuore della Skoda 135 è un quattro cilindri in linea da 1289 cc, evoluzione dell'unità 1.2 già impiegata sulla 120. La differenza sostanziale rispetto alla 130 sta nella testata: non più in ghisa a cinque luci, ma in alluminio a otto luci, una soluzione che consente l'uso di benzina senza piombo. La potenza dichiarata è di 58 CV a 5000 giri/min, abbinati a un cambio manuale a cinque rapporti.
- Motore 1289 cc, 4 cilindri in linea, alimentazione a carburatore (iniezione Bendix sulle versioni per l'esportazione)
- Potenza di 58 CV a 5000 giri/min
- Cambio manuale a 5 marce
- Retrotreno a bracci obliqui con molle elicoidali, erede diretto dell'aggiornamento introdotto sulla 130
La sorella 136, lanciata nello stesso periodo, monta lo stesso propulsore ma con rapporto di compressione più alto e una potenza superiore, pari a 62 CV.
Potenza
58 CV (43 kW) a 5000 giri/min
Berlina e coupé Rapid: due caratteri diversi
La gamma 135 comprende una berlina quattro porte, proposta nelle finiture L e GL, e la coupé due porte Rapid, prodotta nello stabilimento di Kvasiny. È proprio la Rapid a costruire la parte più curiosa della storia di questo modello: la stampa britannica dell'epoca, tra cui le riviste Autocar e Motor, la definì scherzosamente un corso base per chi sognava una Porsche 911, proprio per il layout meccanico condiviso con la sportiva di Stoccarda, motore dietro e trazione al retrotreno.
Un accostamento che oggi può far sorridere per il divario di prestazioni, ma che testimonia quanto quel tipo di impostazione meccanica, ormai rara sulle utilitarie generaliste, rendesse la guida della Rapid diversa e riconoscibile rispetto alle concorrenti a trazione anteriore.
Velocità massima
Circa 150 km/h
Fine di un'epoca e mercato del collezionismo
La produzione della 135 si chiude nel 1990, quando l'arrivo della Skoda Favorit, la prima vettura di serie del marchio con motore anteriore e trazione anteriore, chiude definitivamente il capitolo delle Skoda a motore posteriore iniziato negli anni Settanta. I numeri prodotti restano contenuti, tanto che oggi la 135, e in particolare la coupé Rapid, è un'auto rara da incontrare sul mercato dell'usato.
Le vetture Skoda di quella generazione non godevano di una grande reputazione in fatto di affidabilità e qualità costruttiva rispetto alle concorrenti occidentali, ma erano apprezzate per i costi di acquisto e manutenzione contenuti. Proprio questa combinazione di rarità e carattere sta oggi alimentando un crescente interesse da parte degli appassionati di auto d'epoca dell'Est Europa.









