Dalla 127 alla Fura: un cambio di nome obbligato
La Fura nasce da un vincolo più che da una scelta stilistica libera: con la fine della licenza di produzione Fiat, SEAT deve modificare a sufficienza la 127 per poterla continuare a vendere senza violare i diritti sul disegno originale. Il risultato è una vettura che nell'aspetto generale ricorda molto da vicino la progenitrice italiana, ma che viene proposta con un nome tutto nuovo e una propria identità commerciale.
Presentata a fine 1981 come SEAT 127 Fura, perde quasi subito il riferimento numerico e resta in listino semplicemente come SEAT Fura, disponibile in carrozzeria a tre e cinque porte.
Motorizzazioni
0.9 (903 cc, 40 CV) e 1.4 (1438 cc, 75 CV nella Crono)
Le versioni: L, GL e Fura Dos
- Fura L: allestimento base a tre porte, con cambio a quattro marce e finiture essenziali.
- Fura GL: disponibile a tre o cinque porte, con cambio a cinque marce e un livello di rifinitura superiore; sulla versione a cinque porte debutta l'Econotronic, un contaconsumi elettronico a sette segmenti LED, allora una dotazione tipica di vetture ben più costose.
- Fura Dos: il restyling del 1983 aggiorna leggermente il frontale, con gruppi ottici e frecce di dimensioni ridotte, senza stravolgere l'impostazione della vettura.
Anni di produzione
1981-1986
Fura Crono: il volto sportivo della gamma
Accanto alle versioni per l'uso quotidiano, SEAT propone la Fura Crono, disponibile solo a tre porte e riconoscibile per paraurti anteriore nero con doppi fendinebbia, spoiler, deflettore posteriore sul tetto e cerchi in lega leggera da 13 pollici con pneumatici ribassati.
Sotto il cofano monta il quattro cilindri da 1438 cc capace di 75 CV, che con un peso a vuoto di circa 760 kg permette di scattare da 0 a 100 km/h in 10,8 secondi e di raggiungere i 160 km/h di velocità massima. Attorno alla Crono nasce anche la Copa Fura, un trofeo monomarca che per alcune stagioni riunisce piloti spagnoli emergenti.
La Fura oggi: mercato dell'usato e collezionismo
Uscita di produzione a metà degli anni '80 per lasciare spazio alla Ibiza, la Fura è oggi una vettura rara sul mercato italiano, ricercata soprattutto dagli appassionati di auto d'epoca spagnole. La semplicità della meccanica, derivata direttamente dalla 127, ne rende sostenibile la manutenzione, mentre la principale difficoltà per chi la possiede resta il reperimento di ricambi originali e di carrozzeria.









