Dalle Mulliner Park Ward alla nascita della Corniche
Prima di chiamarsi Corniche, la vettura esisteva già come variante a due porte della Silver Shadow, allestita dalla carrozzeria Mulliner Park Ward con le denominazioni Saloon e Drophead Coupé. Solo nel marzo 1971 Rolls-Royce decide di dare a queste versioni un'identità propria, battezzandole Corniche in omaggio a un prototipo sperimentale del 1939 disegnato dal francese Georges Paulin, andato perduto durante i bombardamenti bellici sul porto di Dieppe.
- Produzione iniziale a Londra, presso gli stabilimenti Mulliner Park Ward
- Due carrozzerie: coupé a tetto fisso e cabriolet (drophead)
- Meccanica derivata dalla berlina Silver Shadow
Motore
V8 6.75 litri, aspirato o turbocompresso
Le generazioni: da Corniche I a Corniche IV
Nell'arco di oltre vent'anni la Corniche viene aggiornata più volte senza mai stravolgere l'impostazione originale. La Corniche II, presentata nel 1977, introduce lo sterzo a cremagliera, paraurti in gomma e lega leggera e un impianto di climatizzazione perfezionato. La Corniche III, mostrata al Salone di Francoforte del 1989, aggiunge airbag, iniezione elettronica Motronic ed evoluzioni della sospensione. Con la Corniche IV, dal 1992, la produzione si sposta definitivamente a Crewe e debutta il cambio automatico a quattro rapporti, insieme a una sospensione adattiva e al lunotto in vetro sulla capote.
Nel 1995 la gamma si chiude temporaneamente con una piccola serie speciale, la Corniche S, equipaggiata con motore turbocompresso e targhette numerate in plancia.
Potenza massima
Circa 325 CV (Corniche V turbo)
Corniche V: l'ultimo capitolo, il più costoso
Dopo alcuni anni di pausa, nel gennaio 2000 debutta la quinta e ultima serie della Corniche, basata sulla piattaforma della Bentley Azure e proposta con un prezzo di partenza di circa 359.900 dollari, che la rende all'epoca la Rolls-Royce più costosa del listino. È la prima Corniche a montare di serie il V8 turbocompresso e la prima Rolls-Royce con capote in tela ripiegabile automaticamente all'interno della carrozzeria.
Ne vengono realizzati complessivamente 384 esemplari, di cui 45 fanno parte della serie speciale finale "Final Series". L'ultima vettura, con telaio numero 2079, esce dalla linea di Crewe il 30 agosto 2002, chiudendo un'epoca prima che la produzione Rolls-Royce si trasferisse a Goodwood.
Anni di produzione
1971-2002
Motore e meccanica
Per tutta la sua storia la Corniche monta il celebre V8 Rolls-Royce da 6,75 litri, con blocco in lega di alluminio e silicio e camicie dei cilindri in ghisa. Nei primi anni l'alimentazione avviene tramite carburatori SU, poi Solex a quattro corpi, fino all'adozione dell'iniezione Bosch per i mercati export a partire dal 1980. Sulla Corniche V il propulsore diventa turbocompresso, erogando una potenza intorno ai 325 CV e una coppia molto abbondante già a bassi regimi, per prestazioni dichiarate di 0-100 km/h in circa 8 secondi e una velocità massima di 135 mph.
Il cambio è sempre automatico, dapprima a tre rapporti e poi a quattro marce sulle serie più recenti, abbinato esclusivamente alla trazione posteriore.
La Corniche oggi: collezionismo e mercato dell'usato
Sul mercato dell'usato la Corniche è considerata un'auto da collezione più che un mezzo per l'uso quotidiano: le quotazioni variano molto in base ad anno, serie e stato di conservazione, con le versioni più rare (come la Corniche S turbo o gli ultimi esemplari Final Series) generalmente più ricercate. Chi valuta l'acquisto deve mettere in conto costi di manutenzione elevati e la necessità di affidarsi a officine specializzate in vetture d'epoca di lusso, data la complessità meccanica ed elettrica di queste vetture.


