Un nuovo linguaggio stilistico per Rolls-Royce
Quando debutta nel 1955, la Silver Cloud rappresenta una svolta nel design della casa di Goodwood. Il progetto è affidato a John Blatchley, allora appena nominato capo dello stile, che disegna per la prima volta una carrozzeria a piena larghezza al posto dei parafanghi separati tipici dei modelli precedenti.
Il lavoro di sviluppo passa attraverso un modello in scala ridotta e successivamente sette prototipi, prima di arrivare alla vettura definitiva. Il nuovo telaio, con struttura scatolata saldata, offre una rigidità torsionale sensibilmente superiore rispetto al passato, mentre il motore a sei cilindri in linea viene portato a 4,9 litri di cilindrata.
Motore Serie I
6 cilindri in linea, 4,9 litri
Le tre serie: dal sei cilindri al V8
- Silver Cloud I (1955-1959): motore 6 cilindri in linea da 4,9 litri, cambio automatico a 4 rapporti di derivazione General Motors, introduzione dello sterzo assistito nel 1956.
- Silver Cloud II (1959-1962): arriva il nuovo motore V8 Rolls-Royce da 6,2 litri, con un aumento di potenza stimato attorno al 20% rispetto alla Serie I, e lo sterzo assistito diventa di serie.
- Silver Cloud III (1962-1966): aggiornamento estetico con doppi fari anteriori e cofano ridisegnato, oltre a un peso complessivo leggermente ridotto rispetto alle serie precedenti.
Motore Serie II e III
V8, 6,2 litri
Le carrozzerie speciali dei grandi coachbuilder
La Silver Cloud è anche l'ultima Rolls-Royce offerta sia come vettura completa sia come semplice telaio, destinato a carrozzieri indipendenti che realizzavano allestimenti su misura per la clientela più esigente.
Accanto alla berlina di serie, prodotta prevalentemente su scocca in acciaio stampato dalla Pressed Steel Company, coachbuilder come H.J. Mulliner, Park Ward e James Young hanno realizzato coupé, cabriolet e persino rare versioni station wagon, oggi tra gli esemplari più ricercati dai collezionisti.
Velocità massima
Da circa 166 km/h (Serie I) a circa 183 km/h (Serie II)
Possederne una oggi: manutenzione e mercato dell'usato
La meccanica della Silver Cloud, se mantenuta con cura, si dimostra robusta, ma su un esemplare d'epoca vanno controllati con attenzione l'usura delle sospensioni e dello sterzo assistito, eventuali perdite d'olio e il funzionamento degli impianti elettrici, specialmente su vetture con dotazioni come i vetri elettrici o l'aria condizionata.
Le carrozzerie, in gran parte in acciaio con elementi in alluminio, possono soffrire di corrosione nei punti meno visibili, mentre gli interni in pelle e legno richiedono cure specialistiche. Il valore di mercato dipende molto da originalità, storia documentata, chilometraggio e stato di conservazione: gli esemplari meglio tenuti, in particolare le Silver Cloud III, restano quelli più apprezzati dagli appassionati.


