Gli anni d'oro di Robert Jankel
La Panther J72, il cui nome è un acronimo informale di "Jankel 1972", riprendeva le forme della Jaguar SS100 degli anni Trenta montando però la meccanica delle Jaguar coeve, compreso il V12 5.3 litri della XJ oltre ai sei cilindri XK da 3.8 e 4.2 litri. La carrozzeria in alluminio battuto a mano era realizzata dall'azienda Shapecraft di Leatherhead, mentre gli interni erano rifiniti in pelle Connolly. Il prezzo, di poco superiore alle 4.400 sterline all'esordio, ne fece rapidamente un'auto simbolo per personaggi dello spettacolo, tra cui Elton John, Michael Jackson, Freddie Mercury ed Elizabeth Taylor. Ne furono realizzati complessivamente 368 esemplari tra il 1972 e il 1981.
Sull'onda di quel successo, nel 1974 arrivò la De Ville, una berlina neoclassica ispirata alle Bugatti Royale degli anni Trenta, disponibile in versione quattro porte, coupé, cabriolet e persino in una rara limousine a sei porte. Se ne costruirono a mano circa una sessantina di esemplari, tra cui undici cabriolet, prima della fine della produzione nel 1985.
Rio e Lima: la ricerca di volumi più larghi
Per ampliare la clientela oltre la nicchia delle vetture di lusso estremo, Panther presentò nel 1975 la Rio, una berlina basata sulla meccanica della Triumph Dolomite ma rifinita secondo standard dichiaratamente ispirati a Rolls-Royce, a un costo pari a circa tre volte quello della Dolomite di partenza. Il progetto restò comunque marginale: ne furono costruiti solamente 18 esemplari.
Ben più fortunata fu la Lima, una due posti cabriolet dal carattere sportivo, presentata nel 1976 e basata su meccanica Vauxhall, disponibile anche in versione turbo. Tra il 1976 e il 1982 ne furono prodotti circa 900 esemplari, il volume più alto mai raggiunto da un modello Panther.
Il passaggio di proprietà e la Kallista
Nel 1980 Panther Westwinds entrò in crisi finanziaria e fu acquisita dall'imprenditore coreano Young Chull Kim, tramite il gruppo Jindo. Sotto la nuova proprietà ripresero la produzione della J72, della De Ville e della Lima, mentre nel 1982 quest'ultima venne reinterpretata con componentistica Ford e rilanciata al British Motor Show come Kallista. La produzione iniziò nel febbraio 1983 nello stabilimento di Canada Road, a Byfleet, per poi trasferirsi nel gennaio 1984 all'interno del circuito di Brooklands. La Kallista si rivelò il modello di maggior successo commerciale della storia del marchio, con 1.740 esemplari venduti prima della fine della produzione nel 1990.
Nel luglio 1987 Jindo cedette la propria quota di Panther Car Company al gruppo SsangYong, che nel febbraio 1988 aprì un nuovo stabilimento a Harlow, in Essex, dedicato alla versione convertibile della Kallista.
La Solo e la chiusura della produzione
Il progetto più ambizioso della gestione SsangYong fu la Solo, una sportiva a motore centrale e trazione integrale il cui sviluppo era iniziato già nel 1983. La versione definitiva, la Solo 2, montava il quattro cilindri turbo 1.993 cc della Ford Sierra RS Cosworth, capace di 204 CV, abbinato a una trazione integrale permanente e a una carrozzeria composita. Tra il Salone di Francoforte del 1987 e il Motorfair di Londra del 1989 furono raccolti ordini per 125 vetture, ma la maggior parte venne in seguito annullata: alla fine furono consegnati solamente 13 esemplari, tra la metà del 1990 e l'inizio del 1991.
Nella primavera del 1990 SsangYong annunciò la fine della produzione della Kallista nello stabilimento di Harlow, seguita in autunno dallo stop definitivo anche della Solo. Nel 2001 Robert Jankel riacquistò il marchio Panther dalla proprietà coreana, lavorando fino alla sua morte, nel 2005, a un nuovo progetto di vettura sportiva che non vide mai la luce.