Le origini nella Gran Bretagna del dopoguerra
Nel Regno Unito degli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, il razionamento del carburante e il costo elevato delle automobili tradizionali spinsero molte famiglie verso soluzioni di trasporto più economiche. In questo contesto Lawrie Bond mise a punto un piccolo veicolo a tre ruote, semplice e leggero, che Sharp's Commercials iniziò a produrre in serie a partire dal 1949 con il nome Minicar.
La configurazione a tre ruote, unita al peso contenuto e all'assenza iniziale della retromarcia, permetteva di rientrare in una fascia fiscale più favorevole e di essere condotta con una semplice patente per motocicli, due elementi che ne facilitarono la diffusione tra gli acquirenti con budget limitati.
La gamma: dal Mark A al Mark G
- Mark A (1949-1951): la prima serie, con motore Villiers monocilindrico due tempi da 122 cc, poi portato a 197 cc.
- Mark B (1951-1952): evoluzione tecnica della prima serie.
- Mark C (1952-1956): la versione più diffusa del primo periodo, con quasi 6.400 esemplari costruiti.
- Mark D ed E (1956-1958): aggiornamenti estetici e meccanici, con la Dynastart che introduce la possibilità di retromarcia sulle versioni Deluxe.
- Mark F (1958-1963): la serie più prodotta, con oltre 6.400 unità e motore Villiers da 247 cc.
- Mark G (1961-1966): ultima evoluzione, disponibile anche con motore Villiers bicilindrico da 247 cc a partire dal 1963.
Complessivamente, tra il 1949 e il 1966 furono costruiti 24.482 esemplari di Bond Minicar.
Tecnica: leggerezza e materiali innovativi
La Minicar puntava tutto su semplicità e leggerezza: la scocca, inizialmente in alluminio, adottò progressivamente pannelli in fibra di vetro, rendendo la Minicar una delle prime vetture al mondo a impiegare questo materiale su parti di carrozzeria in produzione di serie.
Sui modelli iniziali non era prevista una vera retromarcia: per invertire il senso di marcia si ruotava l'intero gruppo motore-ruota anteriore di 90 gradi, permettendo alla vettura di girare quasi sul posto. Solo con l'introduzione della Dynastart, dal 1956 sulle versioni Deluxe, fu possibile invertire elettricamente il senso di rotazione del motore per ottenere una retromarcia reale.
Da Bond Cars Ltd al Bond Bug: l'eredità del marchio
Nel 1963 Sharp's Commercials cambiò denominazione in Bond Cars Ltd, capitalizzando sulla notorietà ormai acquisita dal nome Bond. L'azienda ampliò la gamma con la Equipe (1963), la prima vettura a quattro ruote del marchio basata sul pianale della Triumph Herald, e con la 875 (1965), un tre ruote con motore quattro cilindri Hillman Imp montato posteriormente.
Nel febbraio 1969 Bond Cars fu rilevata da Reliant Motor Co Ltd, che chiuse lo stabilimento di Preston nel luglio 1970. Il nome Bond sopravvisse fino al 1974 per la sola Bond Bug, il celebre cuneo arancione a tre ruote disegnato da Tom Karen per la Ogle Design e prodotto con meccanica Reliant a Tamworth.
Il declino commerciale
La fortuna commerciale dei tre ruote leggeri come la Minicar si ridimensionò rapidamente dopo il 1962, quando una modifica della tassazione britannica equiparò l'aliquota sulle vetture a quattro ruote a quella dei tre ruote, azzerando di fatto il principale vantaggio economico che aveva reso popolare la formula. La produzione della Minicar si fermò così nel novembre 1966.