Il motore SD: il diesel più potente della gamma MINI
La sigla SD identifica storicamente il turbodiesel di punta della gamma MINI, un 2.0 litri a quattro cilindri sviluppato in seno a BMW e condiviso con altri modelli del gruppo. Sulla seconda generazione R56, presentata nel 2011, il motore N47 eroga 143 CV e 305 Nm di coppia, abbinato a cambio manuale a 6 marce o automatico Steptronic e a trazione anteriore.
Con l'arrivo della terza generazione F56 nel 2014 il propulsore viene sostituito dal più moderno B47, che porta la potenza a 170 CV e la coppia a 360 Nm, migliorando al contempo i consumi dichiarati. Sulla Countryman, unico modello MINI disponibile con trazione integrale ALL4, la Cooper SD ha accompagnato l'intera vita del modello: prima con 143 CV sulla generazione R60, poi con un deciso salto a 190 CV sulla più recente F60.
- Cooper SD R56 (hatch): 143 CV, 305 Nm
- Cooper SD F56 (hatch): 170 CV, 360 Nm
- Cooper SD Countryman F60 ALL4: 190 CV, 400 Nm
Potenza
Da 143 CV a 190 CV a seconda della generazione
Le carrozzerie e le generazioni
La Cooper SD non è mai stata un modello a sé, ma una motorizzazione offerta su gran parte della gamma MINI dell'epoca. Oltre alla tre porte, il propulsore diesel più potente ha equipaggiato la Clubman a due porte posteriori supplementari, la Cabrio, la Coupé a due posti e, appunto, la Countryman.
Non è mai esistita, invece, una Cooper SD sulla primissima generazione MINI (R50/R53, 2001-2006): la sigla compare solo a partire dal 2011, quando la seconda generazione era già in commercio da alcuni anni. Con il tempo, e con lo spostamento della strategia del marchio verso benzina ed elettrico, la Cooper SD è progressivamente uscita di listino sulle carrozzerie compatte, mentre sulla Countryman il diesel è sopravvissuto qualche anno in più prima della sua definitiva cancellazione dalla gamma.
Consumo dichiarato
Da circa 4,0 a 4,9 l/100 km in ciclo omologativo
Guida e comportamento su strada
Il punto di forza della Cooper SD resta il carattere del motore: pronto in accelerazione, elastico a bassi regimi e capace di restituire un'andatura brillante senza far lievitare troppo i consumi. Il telaio, storicamente uno dei tratti distintivi delle MINI moderne, offre uno sterzo diretto e una tenuta di strada superiore alla media del segmento, a costo però di un comfort non sempre generoso sulle asperità, complice anche l'adozione frequente di cerchi di grandi dimensioni.
Il cambio manuale, pur preciso, richiede innesti energici, mentre l'automatico Steptronic, specie nelle versioni più datate, non sempre risponde con la prontezza attesa da un'auto dal piglio sportivo.
Anni di produzione
Dal 2010 (Countryman) al 2023 circa, a seconda della carrozzeria
Affidabilità e mercato dell'usato
Il motore N47 montato sulle prime Cooper SD è un'unità nota per due criticità tipiche dei diesel BMW di quella generazione: l'usura della catena di distribuzione interna, che in caso di trascuratezza può portare a rumori metallici a freddo, e la tendenza all'intasamento della valvola EGR e del filtro antiparticolato in caso di uso prevalentemente cittadino. Su un usato di questo tipo è quindi opportuno verificare lo stato della distribuzione e la regolarità del minimo, oltre alla storia dei tagliandi.
Sul mercato dell'usato la Cooper SD si trova oggi in una fascia di prezzo molto ampia, che parte da poche migliaia di euro per gli esemplari più vecchi e con chilometraggi elevati fino a superare i 15.000-20.000 euro per le versioni più recenti e meglio tenute, con oscillazioni significative a seconda di carrozzeria, allestimento e stato di manutenzione.







