Dalla concept alla produzione
La MINI Roadster debutta come concept al Salone di Francoforte del 2009, insieme alla MINI Coupé Concept: le due vetture vengono presentate con il nomignolo di "Oxford Twins". Una seconda concept, più vicina alla versione definitiva, viene mostrata al Salone di Detroit nel 2011.
La versione di serie arriva nel 2012, lanciata al Salone di Ginevra come sesto modello della gamma MINI e prima vettura scoperta a due posti nella storia del marchio. Il progetto porta la sigla interna R59 e viene assemblato nello stabilimento di Oxford, la stessa fabbrica della Coupé con cui condivide pianale, meccanica e gran parte della struttura.
Bagagliaio
240 litri
Motorizzazioni e prestazioni
- MINI Cooper Roadster: 1.6 litri aspirato da 122 CV e 160 Nm, 0-100 km/h in 9,2 secondi, velocità massima 199 km/h
- MINI Cooper S Roadster: 1.6 litri turbo da 184 CV e 240 Nm, 0-100 km/h in 7 secondi, velocità massima 227 km/h
- MINI John Cooper Works Roadster: 1.6 litri turbo da 211 CV e 260 Nm, 0-100 km/h in 6,5 secondi, velocità massima 237 km/h
- MINI Cooper SD Roadster: 2.0 litri turbodiesel da 143 CV e 305 Nm, 0-100 km/h in 8,1 secondi, velocità massima 212 km/h
Tutte le versioni sono abbinabili al cambio manuale a 6 rapporti; su alcune motorizzazioni è disponibile in alternativa il cambio automatico Steptronic a 6 rapporti.
Anni di produzione
2012–2015
Carrozzeria, capote e abitabilità
La MINI Roadster adotta una carrozzeria biposto con parabrezza fortemente inclinato e una capote in tela, azionabile manualmente o elettricamente a seconda del mercato e dell'allestimento. Dietro i sedili sono integrati due roll-bar fissi, pensati per la protezione in caso di ribaltamento e diventati uno dei tratti distintivi del design.
Nonostante l'impostazione sportiva, il bagagliaio offre 240 litri di capacità, un valore che i test hanno definito sorprendente per una vettura di questo tipo, sufficiente per i bagagli di una coppia in viaggio.
Alla guida: pregi e difetti
Su strada la Roadster mantiene il carattere brillante tipico delle MINI moderne: sterzo diretto, assetto rigido e motore turbo pronto a rispondere fanno della guida il punto di forza del modello, definita divertente anche a velocità autostradali. Nella versione Cooper S il propulsore viene descritto come potente ed elastico, con consumi tutto sommato ragionevoli per la categoria.
Di contro, l'assetto sportivo sacrifica il comfort, i sedili di serie non trattengono adeguatamente il corpo in curva e con la capote abbassata si avvertono fruscii aerodinamici e turbolenze. Il prezzo, che nella Cooper S sfiora i 30.000 euro nella sola versione base, resta uno degli aspetti più penalizzanti, così come la capote ad azionamento manuale su alcune versioni, giudicata poco in linea con la tradizione delle roadster inglesi.
Affidabilità e mercato dell'usato
Trattandosi di un modello di nicchia venduto in numeri contenuti, i dati specifici sull'affidabilità della Roadster sono limitati, ma in generale il marchio MINI si colloca nella parte medio-bassa delle classifiche di affidabilità tra i costruttori generalisti e premium. Sui motori 1.6 turbo dei primi anni sono stati segnalati casi di usura della catena di distribuzione legati a cali di pressione dell'olio in fase di avviamento, mentre tra le criticità più comuni figurano anche interventi sulla sospensione, sollecitata dall'assetto sportivo, e piccoli guasti agli impianti elettrici accessori come climatizzatore e navigatore.
Per chi valuta l'acquisto usato, è quindi consigliabile verificare lo storico tagliandi e la cura riservata alla meccanica, più che badare al solo chilometraggio.









