Storia e generazioni
Il badge Clubman compare per la prima volta nel 1969 sulla Mini classica, per indicare una versione dal frontale squadrato e più rifinita, disponibile anche come familiare Estate. Quella prima serie esce di produzione tra il 1980 e il 1982, e il nome resta inutilizzato per quasi trent'anni.
BMW lo recupera nel 2007 con la generazione R55: una station wagon a cinque porte costruita allungando la piattaforma della MINI tre porte, riconoscibile per il portellone posteriore diviso in due ante laterali e, sul lato destro, da una porta supplementare incernierata posteriormente per facilitare l'accesso ai sedili posteriori.
Nel 2015 debutta la seconda generazione, sigla F54, costruita sulla piattaforma UKL2 condivisa con altri modelli del gruppo BMW. La vettura cresce sensibilmente in dimensioni, perde la porta supplementare mantenendo però il portellone a doppia anta, ed è proposta anche con trazione integrale ALL4. La produzione termina il 5 febbraio 2024 nello stabilimento di Oxford, senza eredi diretti nella gamma MINI, che punta ormai su hatch e crossover come la Countryman.
Bagagliaio
360-1250 litri
Motori e prestazioni
Nel corso della sua storia la Clubman ha proposto una gamma di motorizzazioni benzina e diesel condivise con le altre MINI compatte. Nella seconda generazione, la line-up comprendeva:
- Cooper: 3 cilindri 1.5 turbo benzina da 136 CV
- Cooper S: 4 cilindri 2.0 turbo benzina da circa 178 CV
- Cooper D: 4 cilindri 2.0 turbodiesel da 150 CV
- John Cooper Works: 4 cilindri 2.0 turbo benzina, nella sua versione finale portato a 306 CV e 450 Nm di coppia, abbinato a cambio automatico a 8 rapporti e trazione integrale ALL4, con 0-100 km/h in 4,9 secondi e velocità massima autolimitata a 250 km/h
Sul fronte dei consumi dichiarati, si va dai 6,0-6,2 l/100 km della Cooper ai 6,3-6,5 l/100 km della Cooper S, fino ai 4,9-5,1 l/100 km della Cooper D diesel, decisamente più parca.
Anni di produzione
2007-2024 (era BMW); versione classica 1969-1980
Dimensioni, spazio e bagagliaio
La MINI Clubman di seconda generazione è la più grande mai realizzata nella sua categoria dal marchio inglese: misura 4,275 metri di lunghezza, 1,801 metri di larghezza e 1,440 metri di altezza, su un passo di 2,670 metri, per un peso a vuoto di circa 1.375 kg.
Il portellone a doppia anta, pur scenografico, restituisce un bagagliaio di 360 litri, che sale fino a 1.250 litri abbattendo i sedili posteriori: un valore superiore alla MINI tre porte ma non eccezionale per gli ingombri esterni della vettura. A bordo, lo spazio per i passeggeri anteriori e posteriori è abbondante per gli standard del segmento, mentre il posto centrale posteriore resta penalizzato dal tunnel di trasmissione e dalla consolle centrale piuttosto ingombrante.
Affidabilità e mercato dell'usato
Sul mercato dell'usato la MINI Clubman viene generalmente apprezzata per lo stile riconoscibile, la cura degli interni e il piacere di guida, ma sconta un prezzo che sale rapidamente con le personalizzazioni e una dotazione di serie non sempre generosa.
Tra le criticità più segnalate sugli esemplari con più chilometri, soprattutto sulla prima generazione R55, figurano usura della frizione nei cambi manuali intorno ai 60.000-90.000 km, possibili perdite dalla pompa dell'acqua dopo 80.000-120.000 km, e malfunzionamenti del portellone posteriore a doppia anta, che in alcuni casi non chiude correttamente. Segnalati anche saltuari problemi elettronici al quadro strumenti e alla climatizzazione. Prima dell'acquisto di un usato è quindi consigliabile verificare lo stato di questi componenti e la regolarità della manutenzione.

