Le generazioni della MINI Cabrio
Prima ancora del marchio moderno, fu la Rover a proporre nel 1993 una Mini Cabriolet basata sulla storica vettura di Issigonis, con meccanica di derivazione Cooper e un allestimento più ricercato, comprensivo di plancia in legno. Si trattò di una produzione limitata, non riproposta dopo la fine degli anni Novanta.
- R52 (dal 2004): la prima MINI Cabrio dell'era BMW, costruita sulla base della hatchback di prima generazione.
- R57 (dal 2009): seconda generazione, che nel corso della carriera commerciale ha accolto anche una variante John Cooper Works ad alte prestazioni.
- F57 (dal 2015): terza generazione, la prima con pianale e scocca interamente ripensati per l'uso senza tetto rigido, con dimensioni più generose rispetto al passato.
- F67 (dal 2024): generazione attuale, con una scocca ulteriormente irrigidita per contenere le torsioni tipiche di una carrozzeria priva di tetto fisso.
Bagagliaio
215 litri (tetto chiuso), 160 litri (tetto aperto)
Motori e meccanica di oggi
La MINI Cabrio più recente punta tutto su due motorizzazioni a benzina turbo da 2.0 litri e quattro cilindri: la Cooper C eroga 163 CV e 250 Nm di coppia, mentre la Cooper S sale a 204 CV e 300 Nm. Entrambe si abbinano esclusivamente a un cambio automatico a doppia frizione con trazione anteriore: il cambio manuale, storicamente un tratto distintivo del marchio, non è più previsto su questa carrozzeria. È inoltre annunciato l'arrivo di una variante John Cooper Works ad assetto e prestazioni ancora più spinte.
Nel corso della sua storia la gamma motori della Cabrio è cambiata più volte: le generazioni precedenti hanno proposto anche unità aspirate e turbo diesel, oltre a un tre cilindri 1.5 turbo da 136 CV montato sulla F57 nelle sue ultime versioni.
Prima versione
Mini Cabriolet classica, 1993
Capote, abitabilità e vita di tutti i giorni
La capote in tela si apre elettricamente in circa 18-20 secondi e può essere azionata anche in marcia fino a una trentina di km/h, una comodità pensata per un uso davvero quotidiano. Il bagagliaio offre 215 litri a tetto chiuso, che scendono a 160 litri quando la capote è ripiegata: uno spazio comunque superiore, seppur di poco, a quello della hatchback di pari generazione.
I posti posteriori restano pensati più per bagagli o passeggeri occasionali che per un uso regolare: lo spazio per le gambe è ridotto e l'accesso, come su ogni due porte, richiede un minimo di elasticità.
Debutto era BMW
2004 (R52)
MINI Cabrio elettrica: un'edizione speciale
Accanto alle versioni a benzina, MINI ha realizzato anche un'edizione limitata di MINI Cabrio a trazione elettrica, prodotta in soli 999 esemplari: monta un motore da 184 CV abbinato a una batteria da 32,6 kWh, per un'autonomia dichiarata secondo il ciclo WLTP di circa 200 km. Un progetto pensato più come dimostrazione tecnica ed edizione da collezione che come proposta di massa.
Mercato dell'usato e affidabilità
Sul mercato dell'usato la MINI Cabrio attira soprattutto chi cerca un'auto dal carattere brioso e da usare tutti i giorni anche in città. Le versioni con motorizzazioni turbo di vecchia generazione, in particolare quelle di inizio anni 2010, sono state a lungo oggetto di discussione tra appassionati e officine specializzate riguardo alla tenuta nel tempo di alcuni componenti del motore, un aspetto da verificare con attenzione in fase di acquisto tramite una storia di manutenzione documentata. In generale, per chi acquista usato vale la pena controllare lo stato della capote e dei meccanismi di apertura, componenti soggetti a usura specifica di questa carrozzeria.







