Scheda modello

MINI 1000

La Mini 1000 è la variante con motore 998 cc della celebre utilitaria disegnata da Alec Issigonis, prodotta dal 1959 al 2000 e diventata un'icona dell'automobilismo britannico. Rappresenta la versione intermedia della gamma, tra l'economica 850 e la sportiva Cooper, apprezzata anche in Italia grazie alla produzione su licenza Innocenti.

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Perché sì

  • Agilità di guida e tenuta di strada eccellenti per l'epoca, grazie al layout a trazione anteriore e alle ruote poste agli angoli della carrozzeria
  • Ingombri ridottissimi che rendono l'auto pratica in città e facile da parcheggiare
  • Scocca in lamiera spessa che, se ben conservata, limita i cedimenti strutturali gravi
  • Meccanica semplice e relativamente diffusa nel circuito degli appassionati e dei club di settore
  • Valore da collezione in costante rivalutazione sul mercato dell'usato d'epoca

Da valutare

  • Tendenza alla corrosione di parafanghi, pannelli sotto le porte, pianali e cofano posteriore sugli esemplari non trattati o conservati male
  • Officine davvero specializzate sulla meccanica e la carrozzeria della Mini classica sempre più rare
  • Ricambi di carrozzeria talvolta difficili da reperire in Italia, con necessità di rivolgersi al mercato britannico
  • Comfort di marcia essenziale, con sospensioni rigide e abitacolo spartano rispetto agli standard attuali
  • Potenza contenuta rispetto alle varianti Cooper e Cooper S della stessa gamma

In sintesi

Segmento
Utilitaria compatta
Carrozzeria
Berlina 2 porte
Anni di produzione
1959-2000 (Mini classica); versione 1000 dal 1967
Motore
4 cilindri in linea, benzina, 998 cc
Potenza
circa 38-42 CV
Cambio
Manuale a 4 marce (automatico opzionale su alcune versioni)
Trazione
Anteriore
Lunghezza
circa 3.055 mm
Passo
2.036 mm
Velocità massima
circa 145 km/h

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Il progetto nasce alla fine degli anni Cinquanta, quando la crisi di Suez spinge la British Motor Corporation a chiedere all'ingegnere Alec Issigonis una vettura compatta capace di offrire il massimo spazio utile nel minimo ingombro esterno. Presentata nell'agosto 1959 con i nomi Austin Seven e Morris Mini-Minor, l'auto adotta soluzioni all'epoca rivoluzionarie, come il motore trasversale abbinato al cambio integrato nel basamento e le ruote spinte agli angoli della carrozzeria. Il successo commerciale e sportivo trasforma rapidamente la Mini in un fenomeno di costume, tanto che dal 1969, dopo la nascita della British Leyland, il nome smette di essere legato ai marchi Austin e Morris e diventa un marchio autonomo. La variante con motore da 998 cc, poi conosciuta come Mini 1000, arriva a completare la gamma nella seconda metà degli anni Sessanta, affiancandosi alla più economica 850 e restando in produzione, con continui affinamenti, fino alla chiusura della linea nel 2000.

Il progetto Issigonis e la nascita della Mini

La Mini nasce da un'esigenza molto concreta: offrire un'auto piccola all'esterno ma sorprendentemente abitabile all'interno, in un momento storico in cui il costo del carburante era diventato un tema centrale per l'industria britannica.

  • Motore posizionato in senso trasversale rispetto al senso di marcia
  • Cambio integrato nel basamento motore, soluzione poi ripresa da gran parte delle utilitarie a trazione anteriore moderne
  • Ruote spinte ai quattro angoli della vettura per massimizzare lo spazio interno

Presentata nel 1959 con i marchi Austin e Morris, l'auto conquista da subito pubblico e critica, ponendo le basi per una carriera lunga oltre quarant'anni.

Motore

4 cilindri in linea, benzina, 998 cc

La Mini 1000: la via di mezzo tra la 850 e la Cooper

All'interno della gamma classica, la Mini si è sempre articolata su più motorizzazioni pensate per pubblici diversi. La versione con motore da 998 cc, poi commercializzata come Mini 1000, si è inserita come alternativa più brillante rispetto alla economica 850 (motore 848 cc), senza però raggiungere le prestazioni delle varianti sportive Cooper e Cooper S, dotate di propulsori più grandi e preparati.

Il motore 998 cc, alimentato da un singolo carburatore, offre un compromesso apprezzato tra vivacità di marcia, consumi contenuti e affidabilità meccanica, caratteristiche che ne hanno decretato la lunga permanenza in gamma fino agli ultimi anni di produzione.

Potenza

circa 38-42 CV

La produzione italiana: l'Innocenti Mini 1000

In Italia la Mini viene costruita su licenza dalla Innocenti, nello stabilimento di Lambrate a Milano, a partire dal 1965. La specifica denominata proprio Innocenti Mini 1000, equipaggiata con lo stesso motore 998 cc della controparte inglese, viene affiancata da allestimenti con finiture più curate e componentistica in parte di produzione italiana.

Va distinta dalla successiva Innocenti Nuova Mini, presentata a metà anni Settanta con una carrozzeria completamente ridisegnata dal Centro Stile Bertone: quest'ultima condivide l'impostazione meccanica ma ha un aspetto estetico del tutto diverso rispetto alla Mini classica di derivazione inglese.

Velocità massima

circa 145 km/h

L'evoluzione nelle diverse serie della Mini classica

Nel corso dei quattro decenni di carriera, la Mini classica e con essa la versione 1000 hanno attraversato diverse revisioni tecniche ed estetiche, mantenendo però l'impostazione originale del progetto Issigonis.

  • Prime serie con cerniere delle portiere a vista e finestrini scorrevoli
  • Introduzione della motorizzazione 998 cc come alternativa alla 850 nella seconda metà degli anni Sessanta
  • Passaggio a cerniere interne e finestrini a manovella con la nascita del marchio Mini indipendente
  • Aggiornamenti progressivi su impianto frenante, dotazioni interne e, nelle ultime serie, iniezione elettronica al posto del carburatore

L'ultimo esemplare della Mini classica esce di produzione nell'ottobre 2000, chiudendo una storia che ha superato i cinque milioni di unità complessive tra tutte le varianti e i mercati.

Anni di produzione

1959-2000 (Mini classica); versione 1000 dal 1967

Mercato dell'usato e attenzioni all'acquisto

La Mini 1000, insieme alle altre motorizzazioni della gamma classica, è oggi un'auto ricercata da collezionisti e appassionati, con quotazioni che salgono sensibilmente per gli esemplari originali e ben conservati o correttamente restaurati.

Chi valuta l'acquisto di un esemplare storico dovrebbe controllare con attenzione lo stato delle lamiere, in particolare parafanghi, pannelli sotto le portiere, pianale e cofano posteriore, punti tipicamente più esposti alla corrosione. È inoltre utile verificare eventuali deformazioni della scocca dovute a urti pregressi e lo stato del semitelaio anteriore, spesso protetto nel tempo dalle piccole perdite d'olio tipiche del motore.

Le generazioni della 1000

41anni di storia

1959—19678 anni

Mk1

Prima serie della Mini, con cerniere delle portiere a vista e finestrini scorrevoli; la motorizzazione da 998 cc arriva solo verso la fine di questo periodo.

1967—19692 anni

Mk2

Introduce ufficialmente la versione con motore 998 cc, con calandra e dettagli estetici rivisti rispetto alla prima serie.

1969—200031 anni

Mk3 e serie successive

Il nome Mini diventa un marchio autonomo; si passa a cerniere interne e finestrini a manovella, con progressivi aggiornamenti meccanici ed elettrici fino all'iniezione elettronica delle ultime versioni.

Domande frequenti sulla 1000

Che differenza c'è tra la Mini 1000 e la Mini Cooper?

La Mini 1000 monta il motore 998 cc in versione stradale, pensato per un uso quotidiano equilibrato tra prestazioni e consumi, mentre le Cooper e Cooper S adottano propulsori più grandi o preparati, orientati a un utilizzo più sportivo.

La Mini 1000 e l'Innocenti Mini 1000 sono la stessa auto?

Condividono lo stesso motore da 998 cc e l'impostazione meccanica di base, ma l'Innocenti Mini 1000 era costruita su licenza in Italia, nello stabilimento di Lambrate, con alcune differenze di finiture e componentistica rispetto alla versione inglese.

Quando è terminata la produzione della Mini classica?

L'ultimo esemplare della Mini classica è uscito dalla catena di montaggio nell'ottobre 2000, dopo oltre quarant'anni di carriera e più di cinque milioni di unità prodotte complessivamente.

A cosa prestare attenzione comprando una Mini 1000 d'epoca?

I punti più delicati sono la corrosione delle lamiere, in particolare parafanghi, pianale e cofano posteriore, oltre a eventuali deformazioni della scocca dovute a urti pregressi e allo stato generale della meccanica originale.

Quante MINI 1000 sono disponibili su Carzaa?

Su Carzaa sono disponibili 2 MINI 1000, pubblicate esclusivamente da concessionari professionali verificati.

Quanto costa una MINI 1000 su Carzaa?

Le MINI 1000 su Carzaa partono da 9.500 €, con un prezzo medio di 12.700 €. Il prezzo varia in base a versione, anno, chilometraggio e allestimento.

Chi vende MINI 1000 su Carzaa?

2 concessionari professionali verificati pubblicano MINI 1000 su Carzaa: i privati non possono inserire annunci e sui dealer premium è disponibile il report Carfax.

Fonti

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