Il significato del nome Strich-Acht
Il soprannome Strich-Acht, tradotto letteralmente come "barra otto", nasce da un dettaglio tecnico: sulla targhetta identificativa Mercedes-Benz riportava la cifra finale dell'anno di introduzione del modello, in questo caso il 1968. Da qui la sigla popolare /8, diffusa sia in Germania sia in Italia, dove la vettura è conosciuta anche semplicemente come "otto".
- W114: versione a sei cilindri
- W115: versione a quattro e cinque cilindri
Esemplari prodotti
Oltre 1,9 milioni
Motori e meccanica
La gamma motori copriva un ventaglio molto ampio di esigenze. Tra le versioni a benzina figuravano la 200 e la 220 a quattro cilindri, la 230 disponibile sia a quattro sia a sei cilindri, la 250 e la 280 a sei cilindri, fino alla 280E con iniezione meccanica da 185 CV, la più potente della gamma. Sul fronte diesel debuttarono la 200D, la 220D e la 240D a quattro cilindri, affiancate dalla 240D 3.0, equipaggiata con il primo motore diesel a cinque cilindri mai prodotto da Mercedes-Benz, il celebre OM617.
Dal punto di vista meccanico, la novità più significativa riguardava il retrotreno: l'azienda abbandonò definitivamente il semiasse oscillante a giunto singolo dei modelli precedenti in favore di una soluzione a triangoli obliqui montati su telaio ausiliario, che migliorava sensibilmente comfort di marcia e tenuta di strada. Di serie su tutta la gamma anche i freni a disco sulle quattro ruote.
Anni di produzione
1968-1976 (Coupé fino al 1977)
Sicurezza e restyling del 1973
La W114/W115 fu tra le prime vetture di serie a introdurre concetti di sicurezza passiva oggi imprescindibili, come le zone di deformazione controllata dell'abitacolo e l'impianto frenante a doppio circuito. Nell'agosto del 1973 la gamma venne aggiornata con un restyling che abbassò la linea del cofano, allargò la calandra e sostituì i doppi paraurti con un unico paraurti anteriore, oltre a rivedere dettagli di illuminazione e finiture degli interni.
La leggenda dell'affidabilità
La fama di indistruttibilità della Strich-Acht è legata anche a un aneddoto divenuto celebre: nel 2004 un tassista greco donò al Museo Mercedes-Benz la propria 240D, che aveva percorso circa 4,6 milioni di chilometri, il chilometraggio più alto mai registrato su una vettura del marchio. Un simbolo della robustezza dei motori diesel montati su questa generazione, capaci di reggere un utilizzo intensivo per decenni.
Il mercato dell'usato e del collezionismo
Oggi la W114/W115 è considerata una youngtimer di riferimento tra le Mercedes-Benz classiche, apprezzata per l'accessibilità dei prezzi rispetto ad altri modelli coevi del marchio e per la buona reperibilità dei ricambi meccanici grazie al supporto dei club di appassionati. La versione coupé, con le sue linee filanti e l'assenza di montante centrale, è la più ricercata dai collezionisti. Attenzione va invece riposta nello stato della carrozzeria: la corrosione resta il rischio principale su esemplari non conservati con cura, in particolare su passaruota, sottoscocca e punti di sollevamento.









