Dalla 230 SL alla 250 SL: un'evoluzione mirata
Quando debutta nel 1967, la SL 250 non stravolge l'impostazione della 230 SL che la precede, ma ne perfeziona la meccanica. La cilindrata del sei cilindri in linea cresce a 2.496 cc grazie a una corsa dei pistoni allungata, mentre il numero di supporti di banco dell'albero a camme sale a sette e viene introdotto un radiatore dell'olio dedicato, entrambi accorgimenti pensati per migliorare l'affidabilità nell'uso quotidiano.
La potenza resta invariata a 150 CV, ma la coppia cresce del 10% rispetto alla 230 SL, rendendo la vettura più elastica e piacevole da guidare a basso regime. Il serbatoio del carburante viene inoltre ampliato da 65 a 82 litri, per garantire un'autonomia più adatta ai lunghi viaggi tipici di una gran turismo.
Motore
6 cilindri in linea 2.496 cc a benzina, iniezione meccanica Bosch
Meccanica e sicurezza attiva
Sul fronte della frenata, la SL 250 introduce dischi anche sull'asse posteriore, mentre le pinze anteriori vengono maggiorate e viene aggiunto un regolatore di forza frenante: un pacchetto di aggiornamenti che colma uno dei limiti più sentiti della 230 SL.
- Motore 6 cilindri in linea M129 da 2.496 cc con iniezione meccanica Bosch multipunto
- Rapporto di compressione 9,5:1
- Cambio manuale a 4 marce di serie, con manuale ZF a 5 marce o automatico a 4 marce disponibili a richiesta
- Sospensioni anteriori a doppio braccio oscillante, posteriori a bracci obliqui con compensatore
- Differenziale bloccante disponibile come optional
Potenza massima
150 CV (110 kW) a 5.500 giri/min
Design e varianti di carrozzeria
La linea, disegnata da Paul Bracq sotto la direzione stilistica di Friedrich Geiger, resta fedele a quella della 230 SL: superfici pulite, vetrature ampie e il celebre hardtop rimovibile dal profilo leggermente concavo, che ha dato origine al soprannome 'Pagoda'. Cofano, coperchio del bagagliaio e pannelli delle portiere sono realizzati in alluminio per contenere il peso.
Accanto alla roadster con capote in tela e alla coupé con hardtop, la SL 250 introduce a marzo 1967, al Salone di Ginevra, una nuova variante 2+2 nota come 'California Coupé': priva della capote in tela ma dotata di due sedili posteriori pieghevoli, pensata per chi cercava maggiore praticità senza rinunciare allo stile della Pagoda.
Velocità massima
Circa 195-200 km/h
Mercato dell'usato: cosa sapere prima dell'acquisto
La ruggine è il nemico numero uno di ogni W113: la scocca monoscocca presenta numerose cavità dove l'umidità può insinuarsi, soprattutto sotto i tappetini, nei longheroni, nei sottoporta e nei punti di sollevamento. Anche esemplari apparentemente perfetti all'esterno possono nascondere corrosione strutturale importante, per cui una verifica accurata della scocca è il primo passo prima di qualsiasi acquisto.
L'impianto di iniezione meccanica Bosch è un altro punto delicato: se trascurato o mal funzionante, la sua revisione richiede un intervento specialistico e costi non trascurabili. Vanno inoltre controllate le condizioni della guarnizione della testata, più a rischio sulle vetture rimaste a lungo ferme, oltre a eventuali perdite dal cambio e all'efficienza del radiatore.
Trattandosi della Pagoda più rara, la SL 250 in buone condizioni raggiunge quotazioni elevate sul mercato del collezionismo internazionale, con un premio ulteriore per gli esemplari con storia documentata e alto grado di originalità.









