Le origini: dalla joint venture con Steyr-Daimler-Puch alla prima G 300
La sigla G 300 compare per la prima volta sulla generazione W460, prodotta dal 1979 al 1991. In quella gamma la G 300 GE rappresentava la motorizzazione a benzina più potente disponibile, un sei cilindri in linea da 2.746 cc capace di 158 CV a 5.250 giri e 226 Nm di coppia a 4.250 giri, sufficienti per uno 0-100 km/h in circa 14 secondi e una velocità massima di 165 km/h. Esistette anche una rara variante elaborata da AMG, con potenza portata a 180 CV.
- G 300 GE (W460, 1979-1990): motore a benzina, il più potente della prima serie
- G 300 GD «Wolf» (W461, 1985-1987): variante diesel a cinque cilindri sviluppata per la Bundeswehr tedesca
Motorizzazioni
Benzina 6 cilindri o diesel 5/6 cilindri, circa 3.0 litri
La G 300 e la G 300 Turbodiesel sulla W463
Con l'arrivo della generazione W463, più orientata al comfort e al mercato civile, la sigla G 300 torna a identificare due motorizzazioni distinte. Tra il 1989 e il 1994 viene proposta una G 300 a benzina con motore M103 E30 da 2.960 cc, capace di circa 170 CV a 5.000 giri e 235 Nm di coppia, affiancata da una versione diesel aspirata con la stessa sigla.
Nel 1996, in occasione del Salone del fuoristrada di Monaco, debutta la G 300 Turbodiesel: un sei cilindri in linea OM 606 da 2.996 cc che eroga 177 CV a 4.600 giri e 330 Nm di coppia già disponibili tra 1.600 e 3.600 giri, abbinato a un cambio automatico a quattro rapporti mantenuto come eccezione rispetto al resto della gamma. Rimasta in produzione fino al 2000-2001, viene poi sostituita dalla G 270 CDI, un cinque cilindri da 2.685 cc e 156 CV.
Anni di produzione della sigla G 300
Dal 1979 al 2019, in periodi non continuativi
La G 300 CDI Professional: l'anima militare e istituzionale
Dal 2010 al 2019 la sigla G 300 torna sulla variante W461 Professional, pensata per impieghi governativi, militari e professionali e affiancata alla più lussuosa W463 venduta al pubblico. Il motore è un V6 turbodiesel OM 642 da 2.987 cc, capace di 184 CV a 3.800 giri e 400 Nm di coppia tra 1.600 e 2.600 giri, con velocità massima limitata a 120 km/h.
Questa versione, disponibile in configurazioni wagon, furgone e cabinato, è stata scelta da diverse forze armate e corpi istituzionali: tra gli utilizzatori figurano l'esercito svedese, che ha ordinato unità in configurazione 6x6, l'esercito svizzero come sostituto dei mezzi Puch, e i reparti di scorta presidenziale indonesiani. Tecnicamente offre trazione integrale permanente, tre bloccaggi dei differenziali, capacità di guado fino a 600 mm e la possibilità di superare pendenze fino all'80%.
Affidabilità e mercato dell'usato
Le versioni G 300, in particolare quelle a benzina e le prime turbodiesel, godono fama di grande solidità meccanica, merito di una costruzione che ricalca specifiche di derivazione militare. Il motore M103 della G 300 a benzina è considerato affidabile, con l'unico difetto ricorrente rappresentato da una tendenza a piccole perdite d'olio dalla guarnizione della testata sugli esemplari con molti chilometri o manutenzione trascurata.
Il limite principale, comune a tutte le versioni più datate, resta il peso elevato del veicolo, che unito a una potenza non esuberante lo rende meno agile su terreni cedevoli o viscidi rispetto a fuoristrada più moderni e leggeri. Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato dovrebbe verificare con attenzione lo stato del telaio separato e della trazione integrale, componenti chiave per preservare nel tempo le doti fuoristradistiche che hanno reso celebre la Classe G.









