Un restyling profondo della Sportcoupé
Dietro la sigla CLC si nasconde in realtà un'evoluzione molto spinta della Classe C Sportcoupé, tanto che il codice interno del progetto, CL203, resta invariato. Il cambiamento stilistico è però tutt'altro che superficiale: il frontale viene aggiornato per richiamare il linguaggio formale della Classe C di seconda generazione, mentre la coda riceve gruppi ottici completamente nuovi a sviluppo orizzontale e un lunotto realizzato in un solo pezzo di vetro, al posto dei due elementi separati della vecchia Sportcoupé.
- Frontale ridisegnato in continuità con la gamma Mercedes-Benz dell'epoca
- Coda con nuovi fari a sviluppo orizzontale e lunotto unico
- Sterzo derivato dalla Classe SLK e assetto rivisto
- Porte, tetto e fiancate posteriori ereditati dalla Sportcoupé
Nonostante l'ampiezza degli interventi, la sostanza tecnica resta quella della Classe C W203, con la CLC pensata come proposta di accesso alla famiglia coupé del marchio, rivolta a un pubblico più giovane rispetto alla clientela tradizionale della Stella.
Motori benzina
Da 1.6 a 3.5 litri, 129-272 CV
Motori e prestazioni
La gamma motori della CLC comprendeva, al lancio, quattro unità a benzina e due turbodiesel, ampliate nel 2009 con l'arrivo della più efficiente CLC 160 BlueEFFICIENCY.
- CLC 160 BlueEFFICIENCY: 1.6 litri, 129 CV
- CLC 180 Kompressor: 1.8 litri sovralimentato, 143 CV
- CLC 200 Kompressor: 1.8 litri sovralimentato, 184 CV
- CLC 250 (ex 230): V6 2.5 litri, 204 CV
- CLC 350: V6 3.5 litri, 272 CV, top di gamma
- CLC 200 CDI: 2.1 litri turbodiesel, 122 CV
- CLC 220 CDI: 2.1 litri turbodiesel, 150 CV
Il cambio manuale a sei rapporti era di serie su tutta la gamma, con automatico a cinque marce disponibile a richiesta sui quattro cilindri e cambio 7G-Tronic a sette rapporti riservato alle versioni V6. Le prestazioni spaziavano dagli 11,3-11,5 secondi nello 0-100 km/h delle versioni d'accesso ai 6,3 secondi della CLC 350, capace di superare i 250 km/h di velocità massima.
Motori diesel
2.1-2.2 CDI, 122-150 CV
Guida, abitabilità e difetti di gioventù
Le prove dell'epoca hanno apprezzato la sensazione di guida agile tipica di una coupé a trazione posteriore, con un assetto brillante nel misto e sedili anteriori confortevoli, abbinati a un abitacolo dalle finiture curate per la categoria. Non sono mancate però le critiche.
- Visibilità posteriore molto penalizzata dal disegno della coda e dai finestrini stretti, un limite avvertito soprattutto in manovra
- Sterzo giudicato troppo leggero, poco preciso per un'auto dal carattere sportivo
- Sospensioni rigide sulle asperità, con comfort non sempre all'altezza delle attese
- Accesso ai divani posteriori scomodo, con spazio limitato per i passeggeri più alti
Il bagagliaio, da 310 litri estendibili fino a 1.100 litri abbattendo i sedili posteriori, resta invece uno dei punti di forza pratici del modello.
Bagagliaio
310-1.100 litri
Affidabilità e mercato dell'usato
Sul fronte dell'affidabilità la CLC viene generalmente considerata solida se sottoposta a manutenzione regolare, ma con alcune criticità note da tenere sotto controllo.
- I motori benzina Kompressor della famiglia M271 possono soffrire di allungamento prematuro della catena di distribuzione, con rumorosità metallica e, nei casi più gravi, danni al motore
- I sei cilindri M272 hanno mostrato occasionali problemi all'elettromagnete dell'albero a camme e alla catena di distribuzione
- I diesel CDI sono generalmente robusti, con interventi più frequenti su valvola EGR e filtro antiparticolato ad alto chilometraggio
- Le versioni con tetto panoramico sono state interessate da un richiamo per il rischio di distacco del pannello in marcia
Oggi la CLC è un'auto di nicchia sul mercato dell'usato italiano: le quotazioni partono da poche migliaia di euro, con le diffuse varianti turbodiesel 200 CDI e 220 CDI che si attestano generalmente tra i 5.000 e gli 8.500 euro in base a chilometraggio e stato di conservazione.
