Una sigla, molte generazioni
Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Novanta, Mercedes-Benz ha utilizzato la sigla "280" per contraddistinguere le proprie vetture equipaggiate con il sei cilindri in linea da circa 2,8 litri, applicandola di volta in volta a modelli molto diversi tra loro per posizionamento e carrozzeria.
- 1967-1972: debutto della sigla sulle berline Sonderklasse W108/W109 (280 S, 280 SE, 280 SEL), sulla coupé e cabriolet W111 280 SE e sulla roadster "Pagoda" W113 280 SL.
- 1972-1980: la sigla passa alla berlina media W114 (280, 280 C, 280 CE) e alla prima Classe S, la W116 (280 S, 280 SE).
- 1976-1985: la generazione più diffusa, la W123, propone 280 e 280 E in versione berlina, 280 C e 280 CE come coupé e 280 TE come prima station wagon della storia Mercedes-Benz.
- 1993-1997: dopo alcuni anni di assenza, il nome torna sulla Classe C W202 come C 280.
Motore
Sei cilindri in linea a benzina, 2,7-2,8 litri
I motori: dal M130 al M110, fino al M104
Il filo conduttore delle varie generazioni è il motore: un sei cilindri in linea a benzina di cilindrata compresa tra 2.746 e 2.799 cm³, proposto sia a carburatore sia con iniezione meccanica o elettronica a seconda del periodo.
- Il M130, montato sulle prime 280 S/SE/SEL e sulla 280 SL, erogava da 140 CV nella versione a carburatore fino a 160-170 CV con l'iniezione.
- Il M110, bialbero con testata a flusso incrociato, ha equipaggiato W114, W116 e W123, con potenze comprese tra 156 CV nelle versioni a carburatore e 185 CV in quelle a iniezione K-Jetronic.
- Il M104, montato sulla C 280 W202 degli anni Novanta, ha portato la potenza a 193 CV con una gestione elettronica moderna e una silenziosità di funzionamento che lo rendono uno dei sei cilindri Mercedes-Benz più apprezzati di sempre.
Potenza
Da 140 a 193 CV a seconda della versione
Sicurezza e comfort: il caso della W123
La generazione W123, la più conosciuta tra quelle a portare la sigla 280, si distingue anche per le soluzioni di sicurezza introdotte in anticipo sui tempi: cellula abitacolo rinforzata, piantone dello sterzo collassabile e, dal 1982, la disponibilità dell'airbag anteriore lato guida, una rarità per un'auto di quel segmento a metà degli anni Ottanta.
Gli interni, rifiniti con sedili in pelle e materiali di qualità, e la scelta tra berlina, coupé e l'inedita station wagon 280 TE hanno contribuito al grande successo commerciale della serie, che ha superato complessivamente i 2,7 milioni di esemplari in tutte le motorizzazioni.
Anni di produzione
1967-1997 (a seconda della generazione)
Il mercato dell'usato e delle auto d'epoca
Oggi le varie "280" sono considerate a tutti gli effetti auto d'epoca e il loro valore varia molto in base a generazione, carrozzeria e stato di conservazione. Le berline W108 e W123 più comuni restano relativamente accessibili, mentre le versioni coupé e soprattutto la roadster 280 SL "Pagoda" - prodotta in poco più di 23.800 esemplari tra il 1968 e il 1971, su quasi 49.000 dell'intera serie W113 - sono tra le più ricercate dai collezionisti.
Per chi valuta l'acquisto di un esemplare storico è importante considerare la disponibilità dei ricambi e la necessità di una manutenzione specialistica sugli impianti di iniezione meccanica e sulla meccanica ormai datata, aspetti tipici di qualsiasi classica di quest'epoca.






