Scheda modello

Mercedes-Benz 260

Il numero 260 compare più volte nella storia Mercedes-Benz, sempre legato alla cilindrata del motore montato: prima sulla pionieristica 260 D del 1936, la prima automobile al mondo con motore diesel di serie, poi negli anni Ottanta sulle berline 260 E (Classe E W124) e 260 SE (Classe S W126), entry level a sei cilindri delle rispettive gamme.

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Perché sì

  • La 260 D del 1936 fu la prima automobile al mondo con motore diesel di serie, capostipite di una tecnologia che avrebbe reso celebre il marchio
  • Consumi molto contenuti per l'epoca sulla 260 D, circa 9 l/100 km contro i 13 l/100 km della equivalente versione a benzina
  • Le 260 E e 260 SE ereditano la solidità costruttiva tipica delle Mercedes anni '80, con meccaniche in grado di percorrere centinaia di migliaia di chilometri con manutenzione ordinaria
  • Motore sei cilindri in linea M103 elastico e apprezzato per la sua affidabilità su 260 E e 260 SE
  • Valore storico e collezionistico elevato per la rarissima 260 D, oggi pezzo da museo

Da valutare

  • Il nome 260 fu usato su modelli molto diversi tra loro nel corso dei decenni, il che può generare confusione tra chi cerca informazioni sul modello
  • Della 260 D sopravvivono pochissimi esemplari sui 1.967 costruiti tra il 1936 e il 1940, con reperibilità e costi di restauro molto elevati
  • Le 260 E e 260 SE, ormai auto storiche di quarant'anni, possono presentare cuscinetti ruota, guarnizioni del cambio e supporti motore usurati se non sottoposte a manutenzione costante
  • La 260 SE, versione entry level della Classe S W126, ha consumi elevati per gli standard attuali, oltre 10 l/100 km

In sintesi

Segmento
Berlina di lusso storica (260 D) / berlina executive e ammiraglia (260 E, 260 SE)
Carrozzeria
Pullman landaulet e cabriolet (260 D); berlina a 4 porte (260 E, 260 SE)
Anni di produzione
1936-1940 (260 D); 1985-1992 (260 E); 1985-1989 (260 SE)
Motore 260 D
4 cilindri diesel OM 138, 2.545 cc, 45 CV
Motore 260 E / 260 SE
6 cilindri in linea M103, 2.599 cc, 160-170 CV
Esemplari prodotti 260 D
1.967 unità
Esemplari prodotti 260 E
154.391 unità

Il badge 260 nasce nel 1936 con la 260 D, presentata al Salone dell'Automobile di Berlino come prima vettura al mondo dotata di serie di un motore diesel per uso passeggeri, dopo che 13 esemplari pilota erano già stati realizzati nel 1935. Il nome derivava dalla cilindrata di circa 2,6 litri del quattro cilindri diesel OM 138. Il modello ebbe grande successo tra i tassisti grazie ai bassi consumi rispetto alle equivalenti versioni a benzina, ma la produzione si fermò nel 1940 per la conversione bellica delle fabbriche Daimler-Benz. La sigla tornò quasi cinquant'anni dopo, negli anni Ottanta, quando Mercedes-Benz la riutilizzò per indicare le varianti con motore sei cilindri da 2,6 litri delle nuove gamme executive e ammiraglia: la 260 E nella Classe E W124 e la 260 SE nella Classe S W126, entrambe pensate come punto d'accesso alle rispettive famiglie di berline di lusso tedesche.

260 D: la prima Mercedes diesel di serie

La 260 D (sigla interna W138) debutta ufficialmente nel febbraio 1936 al Salone di Berlino, dopo che 13 unità pilota erano già state prodotte a partire dal 1935. È la prima automobile al mondo a montare in serie un motore diesel, il quattro cilindri OM 138 da 2.545 cc con iniezione Bosch a precamera, capace di 45 CV a 3.200 giri.

  • Prima serie con cambio a 3 marce con overdrive
  • Seconda serie, dal 1937, con cambio a 4 marce completamente sincronizzato, condiviso con la coeva Typ 230 W143
  • Carrozzeria iniziale Pullman landaulet a sei posti, seguita da berline e cabriolet a 2 e 4 porte

Il basso consumo, circa 9 litri contro i 13 della corrispondente versione a benzina, la rese particolarmente amata dai tassisti dell'epoca. La produzione si interruppe nel 1940 quando la Daimler-Benz dovette convertirsi interamente alla produzione bellica, dopo 1.967 esemplari costruiti.

Motore 260 D

4 cilindri diesel OM 138, 2.545 cc, 45 CV

260 E e 260 SE: il badge torna negli anni '80

Quasi cinquant'anni dopo, Mercedes-Benz riutilizza la denominazione 260 per indicare le versioni con motore sei cilindri da 2,6 litri delle nuove generazioni di berline. La 260 E debutta nel gennaio 1985 come variante d'accesso della Classe E W124, mentre la 260 SE arriva nel settembre 1985 come porta d'ingresso alla gamma Classe S W126, la generazione più venduta della storia dell'ammiraglia tedesca con oltre 892.000 esemplari complessivi.

Entrambe montano il sei cilindri in linea M103.940 da 2.599 cc, con potenze comprese tra 160 e 170 CV a seconda del mercato e della presenza del catalizzatore. La 260 E fu prodotta fino all'ottobre 1992 per un totale di 154.391 unità, mentre la 260 SE restò in gamma fino al febbraio 1989.

Motore 260 E / 260 SE

6 cilindri in linea M103, 2.599 cc, 160-170 CV

Motori e prestazioni

Il quattro cilindri diesel OM 138 della 260 D eroga 45 CV a 3.200 giri, sufficienti per una velocità massima di circa 95 km/h, valori coerenti con gli standard motoristici degli anni '30.

Il sei cilindri M103 delle versioni anni '80 è invece un'unità più moderna, con iniezione elettronica: sulla 260 SE offre uno 0-100 km/h in 10,5 secondi e una velocità massima di 200-205 km/h, con consumi medi dichiarati intorno a 10,3-10,7 l/100 km. La 260 E condivide lo stesso propulsore, abbinato a cambi manuali o automatici a seconda dell'allestimento, e fu offerta anche in versione a trazione integrale 4MATIC.

Anni di produzione

1936-1940 (260 D); 1985-1992 (260 E); 1985-1989 (260 SE)

260 usato: cosa sapere oggi

Trovare oggi una 260 D è un'impresa da collezionisti, vista la produzione limitata a meno di 2.000 esemplari e la rarità dei superstiti dopo quasi novant'anni. Chi cerca invece una 260 E o una 260 SE si confronta con auto storiche capaci di superare tranquillamente le centinaia di migliaia di chilometri se ben mantenute, ma da valutare con attenzione su punti tipici dell'usura: cuscinetti ruota, guarnizioni del cambio e del differenziale, supporti motore e stato della carrozzeria. La solidità costruttiva e la semplicità meccanica restano il motivo principale per cui queste Mercedes anni '80 sono ancora oggi apprezzate dagli appassionati.

Le generazioni della 260

  • 260 D (W138) — 1936-1940 — Prima Mercedes-Benz con motore diesel di serie, disponibile inizialmente come Pullman landaulet e successivamente anche in versione berlina e cabriolet. Aggiornata nel 1937 con cambio a 4 marce sincronizzato. Prodotta in 1.967 esemplari.
  • 260 E (W124) — 1985-1992 — Variante con motore sei cilindri 2.6 della Classe E, disponibile come berlina e anche con trazione integrale 4MATIC. Sostituita a fine produzione dalla denominazione 300 E 2.6 in alcuni mercati come gli Stati Uniti. Realizzata in 154.391 unità.
  • 260 SE (W126) — 1985-1989 — Versione d'accesso della seconda generazione di Classe S, con motore sei cilindri 2.6 e cambio manuale a 5 marce o automatico opzionale. Fa parte della generazione W126, la più prodotta nella storia della S-Class con oltre 892.000 esemplari totali.

Domande frequenti sulla 260

Perché la Mercedes 260 è considerata una vettura storica importante?

Perché con la 260 D del 1936 Mercedes-Benz ha introdotto la prima automobile al mondo dotata di serie di un motore diesel per uso passeggeri, una scelta tecnica che negli anni successivi avrebbe segnato profondamente l'identità del marchio.

La 260 D, la 260 E e la 260 SE sono la stessa auto?

No, sono tre modelli diversi che condividono solo la cilindrata di circa 2,6 litri del motore e quindi la stessa denominazione numerica: la 260 D è una berlina degli anni '30 con motore diesel, mentre 260 E e 260 SE sono rispettivamente una Classe E e una Classe S a benzina degli anni '80.

Quanti esemplari di Mercedes 260 D sono stati prodotti?

Tra il 1936 e il 1940 ne furono costruiti 1.967 esemplari, prima che la produzione venisse interrotta per la conversione bellica delle fabbriche Daimler-Benz.

La Mercedes 260 E e la 260 SE sono affidabili come auto usate?

Sono generalmente considerate meccaniche solide e longeve, capaci di percorrere centinaia di migliaia di chilometri con manutenzione regolare, anche se trattandosi di auto storiche vanno controllati con attenzione punti soggetti a usura come cuscinetti ruota, guarnizioni e supporti motore.

Fonti

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