Le origini: la W187 e il ritorno ai sei cilindri
La sigla Mercedes-Benz 220 nasce nel 1951, quando la casa di Stoccarda presenta al Salone di Francoforte una berlina a sei cilindri destinata a segnare la ripresa del marchio nel dopoguerra. Il codice tecnico è W187 e il motore, denominato M180, è un sei cilindri in linea di 2.195 cc con testa monoalbero, capace di 80 CV iniziali, saliti a 85 CV dal 1954.
Al lancio la 220 condivide ancora diverse soluzioni stilistiche con la produzione prebellica, ma introduce una meccanica aggiornata e un abitacolo più curato rispetto alle quattro cilindri della gamma. Oltre alla berlina, il catalogo comprende due varianti cabriolet e, dal 1953, un coupé a tiratura estremamente limitata: appena 85 esemplari, che ne fanno oggi la versione più rara dell'intera serie.
La produzione complessiva della W187 si ferma a 18.514 unità in circa quattro anni, un volume contenuto che riflette la natura ancora artigianale della lavorazione Mercedes in quegli anni.
Motore
6 cilindri in linea, 2.195 cc, a carburatore o a iniezione meccanica Bosch nelle versioni SE
La svolta "Ponton": scocca portante e nuovo design
Nel marzo 1954 la 220 volta pagina con l'arrivo della serie W180, conosciuta come "Ponton" per la carrozzeria a scafo unico, priva delle nervature separate tra cofano, parafanghi e fiancate tipiche del modello precedente. È la prima Mercedes-Benz con scocca portante autoportante, una svolta tecnica che consente un abitacolo più spazioso a parità di ingombro esterno.
La gamma si articola su tre livelli meccanici, tutti basati sul medesimo sei cilindri 2.195 cc: la 220a con carburatore singolo e 85 CV, la 220S con doppio carburatore Solex fino a 106 CV, e dal 1958 la 220SE, la prima ad adottare l'iniezione meccanica Bosch, con 115-120 CV. Dal 1956 debuttano anche coupé e cabriolet a passo accorciato, carrozzati con particolare cura e venduti a un prezzo quasi doppio rispetto alla berlina.
Complessivamente le versioni 220a, 220S e 220SE totalizzano circa 84.600 berline, oltre ad alcune migliaia di coupé e cabriolet, questi ultimi oggi tra gli esemplari più contesi dai collezionisti per l'esclusività della tiratura.
Potenza
Da 80 a 120 CV a seconda della versione
La "Heckflosse": stile e sicurezza in primo piano
Il 1959 porta un nuovo cambio di carrozzeria con la serie W111, ribattezzata "Heckflosse" (coda a pinna) per le piccole alette posteriori a punta che ne caratterizzano il disegno. Mercedes le chiamava "Peilstege", barre di riferimento utili al conducente per percepire l'ingombro posteriore in manovra.
Al di là dell'estetica, la vera rivoluzione della W111 riguarda la sicurezza: per la prima volta su un'auto di serie Mercedes-Benz vengono introdotte una cellula abitacolo rigida e zone di deformazione programmata anteriori e posteriori, insieme a piantone dello sterzo collassabile e cinture di sicurezza retrattili. Sono principi che porranno le basi per gran parte della sicurezza passiva automobilistica a venire.
Anche in questa generazione la gamma comprende 220, 220S e 220SE, affiancate dal 1961 da coupé e cabriolet a due porte. I freni a disco, inizialmente riservati alle versioni S e SE, si estendono a tutta la gamma entro il 1965. La produzione della famiglia "220" in questa serie supera le 310.000 unità complessive, il volume più alto delle tre generazioni.
Velocità massima
Da 140 a 172 km/h a seconda della motorizzazione
Motori e prestazioni attraverso le generazioni
Nelle tre generazioni la 220 resta fedele allo stesso schema di base: un sei cilindri in linea di 2.195 cc, evoluto negli anni in potenza ma non in cilindrata. Si parte dagli 80 CV della prima W187 fino ai 120 CV della 220SE Heckflosse, passando per le versioni intermedie a doppio carburatore Solex. L'introduzione dell'iniezione meccanica Bosch sulla 220SE, dal 1958, rappresenta il salto tecnico più significativo, capace di elevare potenza ed elasticità del motore rispetto alle versioni a carburatore.
- 220 / 220a: 80-95 CV, velocità massima 140-160 km/h
- 220S: 100-110 CV, velocità massima 160-165 km/h
- 220SE: 115-120 CV a iniezione, velocità massima fino a 172 km/h
Il cambio manuale a quattro marce al volante è di serie su tutta la gamma, con la frizione automatica "Hydrak" proposta come opzione dal 1957 e, sulle versioni Heckflosse di punta, un cambio automatico disponibile a richiesta.
Anni di produzione
1951-1965, su tre generazioni: W187, W180 Ponton, W111 Heckflosse
Mercato dell'usato e collezionismo oggi
Oggi la Mercedes-Benz 220, in tutte le sue declinazioni, appartiene al mondo del collezionismo classico. Le berline, prodotte in numero maggiore, restano le più accessibili e rappresentano un buon punto di ingresso per chi vuole avvicinarsi alle Mercedes d'epoca. Le versioni coupé e cabriolet, soprattutto quelle a iniezione SE, spuntano quotazioni molto più elevate per via delle tirature ridotte.
Va tenuto presente che si tratta di vetture di oltre sessant'anni: la manutenzione richiede competenze specialistiche e la reperibilità di alcuni ricambi può risultare complessa al di fuori dei canali dedicati alle auto storiche. Per contro, la robustezza costruttiva tipica di Stoccarda in quegli anni rende molti esemplari sopravvissuti ancora in condizioni di marcia sorprendentemente buone.

