La genesi della Baby Benz
Alla fine degli anni Settanta, Mercedes-Benz avvia un ambizioso programma di sviluppo, durato circa otto anni, per realizzare una berlina più compatta rispetto alla gamma esistente, senza però rinunciare a comfort, sicurezza e qualità costruttiva tipiche del marchio. Il progetto, all'epoca guardato con scetticismo da chi temeva potesse svalutare l'immagine della Stella, si concretizza con la presentazione ufficiale nell'autunno del 1982 e l'arrivo sul mercato nel 1983 con la sigla interna W201.
- Design firmato da Bruno Sacco, con linee tese e superfici nette che influenzeranno i modelli Mercedes successivi
- Coefficiente aerodinamico molto basso per l'epoca, migliorato rispetto alle vetture di segmento superiore allora in gamma
- Debutto di un nuovo retrotreno multilink a cinque bracci, poi adottato anche da Classe C ed E
Anni di produzione
1982/1983 - 1993
Motorizzazioni benzina e diesel
Al lancio la gamma comprende motori a benzina a quattro cilindri da 2.0 litri: la 190 con carburatore, inizialmente da 90 CV e successivamente aggiornata a potenze superiori, e la 190 E a iniezione, più brillante. Nel corso della carriera commerciale la gamma benzina si allarga con le unità 1.8, 2.0, 2.3 e 2.6 litri, capaci di erogare da poco più di 100 CV fino a oltre 160 CV nella versione di maggiore cilindrata.
Sul fronte diesel, la 190 D debutta con un due litri aspirato, cui si affiancano in seguito le varianti 2.5 aspirata e turbodiesel, quest'ultima capace di superare i 120 CV. Le diesel, pur meno brillanti, hanno contribuito in modo significativo al successo commerciale del modello grazie ai bassi consumi e all'estrema affidabilità.
Le versioni sportive Cosworth ed Evoluzione
Per affrontare le competizioni turismo, Mercedes-Benz commissiona alla britannica Cosworth lo sviluppo di una testata a quattro valvole per cilindro, montata sul blocco 2.3 litri. Nasce così la 190 E 2.3-16, presentata al Salone di Francoforte del 1983, capace di erogare circa 185 CV. Nell'agosto dello stesso anno, tre esemplari quasi di serie di questo modello stabiliscono a Nardò tre record mondiali di velocità e distanza, percorrendo 50.000 km in poco più di 201 ore a una media di quasi 248 km/h.
Per restare competitiva nel campionato tedesco turismo DTM, Mercedes-Benz porta la cilindrata a 2.5 litri e introduce le serie limitate Evoluzione I (1989) ed Evoluzione II (1990), entrambe realizzate in circa 500 esemplari e riconoscibili per i vistosi kit aerodinamici. La 190 E 2.5-16 Evoluzione II, l'ultima e più estrema, arriva a superare i 230 CV e pone le basi tecniche per il titolo DTM conquistato da Mercedes-Benz nel 1992.
Affidabilità e mercato dell'usato
La 190 gode ancora oggi di una solida reputazione di affidabilità, alimentata da numerose testimonianze di esemplari, soprattutto diesel, che hanno superato il milione di chilometri con la manutenzione ordinaria. Le versioni della terza serie, prodotte tra il 1988 e il 1993, prevedono intervalli di tagliando più ampi e beneficiano di piccoli affinamenti meccanici ed estetici rispetto ai primi anni di produzione.
Sul mercato dell'usato le versioni di serie restano generalmente accessibili, mentre le rare Evoluzione I e II sono ormai considerate vere e proprie auto da collezione, con quotazioni e costi di gestione molto più elevati.







