Una vettura pensata per pesare il meno possibile
Quando Colin Chapman disegna la Seven nel 1957, l'obiettivo è sostituire la piccola Mark VI con un'auto ancora più essenziale, capace di essere guidata su strada nei giorni feriali e portata in pista nel weekend. Il telaio tubolare, ispirato a quello della Lotus Eleven, e la carrozzeria in alluminio lavorata a mano riducono il peso a livelli che, ancora oggi, restano un riferimento nel settore.
- Motore Ford Sidevalve 1.172 cc da 36 CV per la Series 1 di lancio
- Peso contenuto entro i 330-400 kg a seconda della configurazione
- Vendita prevalente in kit, per aggirare la tassazione britannica dell'epoca sulle auto già assemblate
Motorizzazioni
4 cilindri da 1.172 a 1.599 cc, da 36 a 125 CV
Il nome "Super Seven": la versione più spinta di ogni serie
La dicitura Super Seven non identifica una generazione separata, ma accompagna nel tempo le declinazioni più performanti del modello base. Già sulla Series 1 compare una variante con motore Coventry Climax FWA da 1.098 cc e 75 CV, decisamente più brillante del Ford Sidevalve di serie. Sulla Series 2, lanciata nel 1960, la Super Seven riceve unità Ford Kent preparate da Cosworth, capaci di erogare fino a oltre 100 CV in un'auto che pesa poco più di 400 kg.
Il vertice della sigla si raggiunge tra la Series 3 e la Series 4, quando nasce la Twin Cam SS: appena 13 esemplari costruiti, equipaggiati con il motore Lotus Twin Cam 1.558 cc da 125 CV derivato dalla Elan, capace di scattare da 0 a 60 miglia orarie in circa 6,2 secondi. All'epoca era la Seven più potente, costosa e veloce mai realizzata da Lotus.
Anni di produzione (Lotus)
1957-1973
L'evoluzione delle quattro serie
Tra il 1957 e il 1973 la Seven attraversa quattro serie principali, ciascuna con carattere proprio.
- Series 1 (1957-1960): telaio tubolare in acciaio, carrozzeria in alluminio a doppia curvatura, circa 243 esemplari prodotti
- Series 2 (1960-1967): struttura semplificata e più economica da costruire, circa 1.310 unità, la più diffusa delle quattro
- Series 3 (1968-1970): adozione del motore Ford Kent crossflow 1.599 cc, cambio a quattro marce, circa 340 esemplari
- Series 4 (1970-1973): carrozzeria in vetroresina dalle linee più squadrate e convenzionali, telaio rivisto, circa 625 unità
Erede attuale
Caterham Seven, prodotta dal 1973
Da Lotus a Caterham: un progetto che non è mai finito
Nel 1973 Lotus decide di abbandonare l'immagine di costruttore di kit-car per concentrarsi su vetture da competizione in piccola serie e modelli stradali più raffinati. I diritti sulla Seven vengono così ceduti a Caterham Cars nel Regno Unito e a Steel Brothers Limited in Nuova Zelanda, che continua ad assemblare kit forniti da Lotus fino alla fine degli anni Settanta. Caterham, esaurite le scorte della Series 4, torna alla base della Series 3 e la sviluppa progressivamente fino all'attuale Caterham Seven, un'auto che pur mantenendo l'impostazione originale non condivide più alcun componente con la Lotus di partenza.
Sul mercato dell'usato le Lotus Super Seven originali restano ricercate soprattutto dai collezionisti: gli esemplari più rari, come la Twin Cam SS, raggiungono valutazioni ben superiori alla media della gamma, mentre le versioni più comuni delle Series 2 e 3 rappresentano ancora oggi un accesso relativamente abbordabile al mondo delle sportive inglesi d'epoca.









