Una rivoluzione a motore centrale
La Lotus Europa nasce nel 1966 come un progetto anglo-francese: il pianale e il cambio derivano dalla Renault 16, mentre l'ingegneria e il telaio portano la firma di Hethel. È la prima vettura stradale del marchio a montare il motore in posizione centrale-posteriore, una scelta che Colin Chapman ritiene capace di migliorare tanto le prestazioni quanto la rigidità strutturale, riducendo al tempo stesso i costi di sviluppo.
Il cuore del progetto è il consueto telaio backbone in acciaio, una spina dorsale scatolata che avvolge il motore e sorregge una carrozzeria in vetroresina. Grazie a questa impostazione la Series 1 pesa appena 612 kg: per contenere ulteriormente la massa, i primi esemplari montano persino sedili fissi non regolabili, con i pedali spostabili tramite un attrezzo dedicato.
Anni di produzione
1966-1975 (Europa) e 2006-2010 (Europa S)
Series 1, Series 2 e Twin-Cam: l'evoluzione della Europa classica
Nel corso di quasi un decennio la Europa cambia più volte pelle. La Series 1 (1966-1968), riconoscibile per la scocca in vetroresina completamente incollata, monta un 4 cilindri Renault da 1.470 cc e 78 CV. Ne arrivano circa 644 esemplari prima del passaggio alla Series 2 (1968-1971), che introduce pannelli di carrozzeria imbullonati anziché incollati e uno stesso propulsore portato a 82 CV.
- Twin-Cam e Special (1971-1975): debutta il motore Lotus-Ford a doppio albero a camme da 1.558 cc, capace di 105 CV nella versione europea e fino a 126 CV nella configurazione "Big Valve", per una velocità massima vicina ai 200 km/h.
- John Player Special: un'edizione speciale del 1972 riprende la livrea nera con filetti oro dello sponsor di Formula 1, richiamando le monoposto Type 72 con cui Lotus dominava in pista negli stessi anni.
Complessivamente la produzione della Europa classica supera i 9.000 esemplari, un numero considerevole per una piccola casa artigianale come Lotus in quegli anni.
Il ritorno nel 2006: nasce la Europa S
Dopo oltre trent'anni di assenza, il nome Europa torna nel 2006 al Salone di Ginevra su una sportiva completamente diversa, sviluppata internamente con il nome in codice Type 121 (soprannome "Sepang"). La base tecnica è quella di Elise ed Exige, con una struttura in estrusi di alluminio incollati e pannelli in materiale composito che portano il peso a 995 kg, comunque contenuto per gli standard del segmento.
Sotto il cofano lavora un 4 cilindri turbo GM Ecotec da 2,0 litri, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti Getrag: eroga 200 CV e 272 Nm di coppia, per uno 0-100 km/h in circa 5,5 secondi e una velocità massima di 230 km/h. Rispetto alle sorelle Elise ed Exige, la Europa S punta su un uso più quotidiano, con un bagagliaio più capiente, un abitacolo più insonorizzato e un accesso a bordo meno acrobatico.
Alla guida: pregi, difetti e mercato dell'usato
La Europa S si distingue dalle altre Lotus del periodo per una dotazione più ricca, con climatizzatore automatico, cerchi in lega da 17 pollici, fendinebbia, interni in pelle e navigatore. Nel 2008 arriva la variante SE, che porta la potenza a 225 CV e la coppia a 300 Nm grazie a un turbocompressore rivisto, una centralina ricalibrata e candele più fredde, oltre a freni anteriori maggiorati da 308 mm con pinze AP Racing e un assetto rivisto.
Sul fronte dei difetti, gli automobilisti segnalano un bagagliaio da soli 154 litri, poco adatto a un uso in coppia, e sospensioni molto rigide, più a proprio agio in pista che sull'asfalto cittadino. La leva del cambio ha una corsa piuttosto lunga, mentre la posizione di guida rasoterra e il lunotto molto inclinato complicano le manovre di parcheggio. Sul mercato dell'usato la componentistica Toyota condivisa con altre Lotus del periodo aiuta la reperibilità dei ricambi, ma i costi di manutenzione restano superiori alla media del segmento.









