La Type 14: la rivoluzione in vetroresina
La prima Elite nasce in gran segreto in un piccolo laboratorio vicino alla sede Lotus di Hornsey, per poi debuttare all'Earls Court Motor Show di Londra nell'ottobre 1957. La firma stilistica è di Peter Kirwan-Taylor, mentre lo studio aerodinamico porta la mano di Frank Costin, capace di ottenere un coefficiente di resistenza di appena 0,29, un valore notevole per la fine degli anni Cinquanta.
- Struttura a guscio autoportante interamente in fibra di vetro, senza un telaio metallico separato
- Motore Coventry Climax FWE da 1.216 cm³, con potenze comprese tra 75 e 85 CV a seconda della versione
- Peso a vuoto contenuto in circa 670-680 kg
Questa impostazione costruttiva, all'epoca senza precedenti su un'auto stradale, garantisce alla piccola coupé prestazioni brillanti nonostante la potenza modesta, oltre a un comportamento su strada che la rende competitiva anche nelle corse gentleman-driver, compresa una partecipazione alla 24 Ore di Le Mans del 1959.
Anni di produzione
1957-1963 e 1974-1982
Il ritorno negli anni Settanta: la Type 75/83, una GT a quattro posti
Dopo undici anni di assenza, il nome Elite torna nel 1974 su un'auto completamente diversa: la prima quattro posti vera nella storia Lotus, con carrozzeria a due volumi in stile shooting brake firmata da Oliver Winterbottom. L'obiettivo è intercettare una clientela più matura, magari già proprietaria di una berlina di lusso, senza però tradire il piacere di guida che ha reso celebre il marchio.
- Motore Lotus 907 da 2,0 litri e circa 155 CV sulla Type 75
- Dal 1980 arriva la Elite Mark 2, denominata Type 83, con il nuovo motore Lotus 912 da 2,2 litri
- Cambio manuale a 4 marce, sostituito da un'unità a 5 marce dal 1976, con opzione automatica a 3 rapporti
Proprio la Type 83 introduce anche un telaio a spina centrale zincato, un accorgimento pensato per rimediare ai problemi di corrosione che avevano afflitto le prime vetture della serie.
Motori e allestimenti
La gamma della Type 75/83 viene articolata in diversi livelli di allestimento, numerati da 501 a 504, che aggiungono progressivamente dotazioni come l'aria condizionata e il servosterzo fino alla versione più completa. Le prestazioni della Type 75 parlano di uno 0-100 km/h coperto in circa 8 secondi e una velocità massima intorno ai 200 km/h, valori ragguardevoli per una vettura pensata anche per l'uso quotidiano in famiglia.
Sul fronte della sicurezza, la vettura ottiene un riconoscimento importante vincendo il Don Safety Trophy nel 1974, un premio che testimonia l'attenzione riposta da Lotus nella struttura della scocca anche su un modello dal taglio più stradale rispetto alle sportive pure del marchio.
Pregi, difetti e l'usato oggi
Chi si avvicina oggi a una Lotus Elite deve innanzitutto scegliere quale delle due anime preferisce: l'agilità quasi da vettura da corsa della Type 14, oppure il compromesso più morbido e pratico della Type 75/83. In entrambi i casi la rarità gioca un ruolo importante: con poche migliaia di esemplari prodotti in totale, reperire ricambi originali e carrozzieri specializzati non è sempre semplice.
Sulla seconda serie, in particolare, gli acquirenti dell'epoca lamentarono più di una volta problemi di qualità costruttiva e affidabilità meccanica, oltre alla tendenza alla ruggine del telaio nelle prime annate, poi corretta con la zincatura. Questi aspetti vanno tenuti in considerazione da chi valuta oggi l'acquisto di un esemplare, privilegiando vetture con una storia manutentiva documentata.









