La prima Elan (1962-1975): la leggerezza come manifesto
La Elan originale, identificata internamente come Type 26 nella versione roadster e Type 36 nella coupé a tetto fisso, è la prima vettura stradale Lotus a montare il telaio a dorso d'asino in acciaio con carrozzeria in vetroresina imbullonata: una struttura semplice ma molto rigida, pensata per ridurre al minimo il peso complessivo.
Il motore è il quattro cilindri bialbero Lotus Twin Cam, derivato da un blocco Ford e dotato di testata in alluminio, offerto inizialmente in 1.499 cc e poi stabilizzato sui 1.558 cc con potenze che, a seconda delle versioni Elan 1500, 1600, S2, S3, S4 e Sprint, sono andate da circa 100 fino ai 126 CV della Sprint “Big Valve”, la variante più performante della gamma.
- Serie 2, 3 e 4 con affinamenti progressivi a meccanica, interni e dotazioni
- Versione Sprint con motore maggiorato e schema di verniciatura a due tonalità
- Variante da competizione Type 26R, utilizzata anche in ambito sportivo
Motore prima serie
4 cilindri Twin Cam Lotus 1.558 cc, circa 100-126 CV
Elan +2: la Lotus di famiglia
Nel 1967 debutta la Elan +2 (Type 50), una versione allungata e a quattro posti pensata per un pubblico più orientato al gran turismo che alla pura auto sportiva biposto. Rispetto alla Elan originale cresce in lunghezza, larghezza e passo, con un aumento di peso coerente con l'impostazione più votata al comfort.
La gamma +2 viene aggiornata nel tempo fino alla +2S 130, equipaggiata con il motore Big Valve, e alla +2S 130/5, che introduce il cambio a cinque marce. La produzione della +2 prosegue fino al 1975, in parallelo all'ultima fase di vita della Elan classica.
Motore M100
4 cilindri Isuzu 1.588 cc DOHC 16V, aspirato o turbo
Elan M100: la trazione anteriore che ha diviso Hethel
Dopo quattordici anni di assenza, il nome Elan torna nel 1989 su una vettura completamente nuova, sviluppata da Lotus con il coinvolgimento tecnico di Isuzu e il sostegno finanziario di General Motors, allora proprietaria del marchio. Disegnata da Peter Stevens, la M100 rappresenta un cambio di paradigma per Hethel: è infatti l'unica Lotus stradale mai realizzata a trazione anteriore.
Il quattro cilindri Isuzu 4XE1 da 1.588 cc, DOHC a 16 valvole, viene offerto in versione aspirata da 130 CV e turbo da circa 165 CV, quest'ultima capace di scattare da 0 a 100 km/h in poco più di 6 secondi e di superare i 200 km/h di velocità massima. Nel 1991 la M100 viene insignita del British Design Council Award.
La produzione si interrompe tra il 1992 e il 1994 per le difficoltà finanziarie del marchio, per poi riprendere brevemente con la S2, edizione limitata riservata al mercato britannico, fino alla chiusura definitiva nel 1995. Tra il 1996 e il 1999 una versione con motore 1.8 viene inoltre prodotta su licenza in Corea del Sud da Kia.
Anni di produzione
1962-1975 (prima serie); 1989-1995 (M100)
Il mercato dell'usato: cosa sapere prima di acquistarla
Sul mercato dell'usato la prima Elan è ricercata soprattutto dai collezionisti per la sua leggerezza e per il valore storico, mentre la M100 resta una scelta di nicchia spesso sottovalutata rispetto ad altre Lotus dell'epoca.
- Verificare lo stato dei bracci delle sospensioni posteriori, soggetti a corrosione
- Controllare capote e guarnizioni, punti tipici di infiltrazioni d'acqua sulla M100
- Il motore Isuzu della M100 è generalmente considerato affidabile se la manutenzione è stata regolare
- La carrozzeria in vetroresina, su entrambe le generazioni, resiste bene nel tempo rispetto alla lamiera tradizionale
