Il progetto: da motorista a costruttore
L'idea originaria di Ford era circoscritta: chiedere a Colin Chapman un motore performante da inserire nella Cortina di serie. Chapman, però, rilavora l'intero pacchetto tecnico, alleggerendo la vettura con pannelli in alluminio su cofano, portiere e baule e intervenendo sulle sospensioni posteriori con un nuovo schema a molle elicoidali e staffa di localizzazione dell'assale.
Il risultato prende il nome di Consul Cortina Developed by Lotus e, dopo l'omologazione in Gruppo 2 nel settembre 1963, diventa nota semplicemente come Lotus Cortina, riconoscibile per la livrea bianca con le caratteristiche strisce verdi laterali.
Motore
4 cilindri Lotus Twin Cam 1.558 cc
Il cuore bialbero firmato Lotus
Il propulsore è il vero elemento distintivo della vettura: un 4 cilindri da 1.558 cc con testata bialbero, sviluppato da Harry Mundy a partire dal blocco Ford Kent, con il contributo di messa a punto di Keith Duckworth. Nella versione stradale eroga circa 105 CV, una cifra considerevole per una berlina compatta dei primi anni Sessanta, mentre nelle versioni preparate per le corse la potenza saliva ben oltre.
Abbinato a un peso contenuto grazie all'uso dell'alluminio, questo motore regala alla Cortina Lotus un carattere brillante e una vocazione sportiva che la berlina di partenza non aveva.
Potenza
105 CV (Mk1) - 109/110 CV (Mk2)
Dalla Mk1 alla Mk2: due filosofie a confronto
- Mk1 (1963-1966): assemblata in parte dalla Lotus a Cheshunt, con pannelli in alluminio e il complesso schema di sospensioni posteriori a molle elicoidali, poi sostituito a metà produzione da una soluzione a balestre più semplice e affidabile.
- Mk2 (1967-1970): costruita interamente da Ford a Dagenham insieme al resto della gamma Cortina, adotta la sospensione posteriore standard di tipo GT, una carrozzeria più larga e una maggiore attenzione al comfort, risultando più semplice da costruire e da mantenere.
Anni di produzione
1963-1970
Un palmares da vettura da corsa
La Lotus Cortina si è costruita una solida reputazione sportiva fin dal debutto: nel 1964 Jim Clark conquista il titolo nel campionato turismo britannico al volante della Mk1, mentre nel 1965 John Whitmore vince il Campionato Europeo Turismo. La vettura si è distinta anche nei rally, con affermazioni come quella nel RAC Rally del 1966 firmata da Soderstrom e Palm, confermando la validità del progetto tanto sull'asfalto dei circuiti quanto sugli sterrati.









