Nascita del progetto e ruolo della X-Bow R
Quando KTM decide di affacciarsi al mondo delle quattro ruote, lo fa senza compromessi: la X-Bow debutta nel 2008 come una delle prime vetture di serie al mondo dotate di una monoscocca interamente realizzata in fibra di carbonio, una tecnologia fino ad allora riservata alle corse. Il progetto nasce dalla collaborazione fra tre partner specializzati: lo studio di design KISKA, che firma le linee spigolose e futuristiche della carrozzeria; Dallara, che sviluppa telaio e assetto con il know-how maturato nei prototipi da competizione; e Audi, che fornisce il propulsore e diversi componenti meccanici.
La sigla R viene introdotta nel 2011 per identificare la variante più performante della gamma, con un motore rivisto, una dotazione tecnica ampliata di serie e un carattere ancora più orientato alla pista rispetto alla X-Bow di lancio.
Potenza
300 CV
Motore e prestazioni
Il cuore della X-Bow R è il quattro cilindri 2.0 turbo di origine Audi, portato a erogare 300 CV con una coppia massima di 400 Nm disponibile già a 3.300 giri al minuto. Abbinato a una vettura che non supera i 790 kg di peso, questo propulsore garantisce un rapporto peso/potenza da vera sportiva radicale, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in circa 3,9 secondi e una velocità massima che supera i 220 km/h.
La trasmissione affida la potenza alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a 6 rapporti, in alternativa al sequenziale Holinger a 6 marce con doppia frizione proposto come optional. Di serie trova posto anche un differenziale autobloccante Drexler, pensato per ottimizzare la trazione in uscita di curva.
Velocità massima
Oltre 220 km/h
Telaio, sospensioni e guida
Il telaio è una monoscocca in fibra di carbonio abbinata a strutture ausiliarie in alluminio, una soluzione che permette di contenere il peso complessivo mantenendo una rigidità torsionale molto elevata. Le sospensioni, di tipo pushrod, sono regolabili sia in compressione sia in estensione e permettono di adattare l'assetto della vettura all'uso in pista o su strada aperta. A completare il pacchetto ci sono impianti frenanti Brembo dedicati.
Alla guida, la X-Bow R restituisce sensazioni molto vicine a quelle di una vettura da corsa: lo sterzo, privo di servoassistenza, è diretto e comunicativo, mentre l'assenza di elettronica invasiva lascia al pilota il controllo quasi totale della dinamica. Il rovescio della medaglia è un cambio manuale percepito da alcuni tester come non sempre all'altezza del resto della vettura in termini di rapidità.
Un'auto per la strada? Uso quotidiano e mercato dell'usato
La X-Bow R nasce senza porte, senza parabrezza e senza alcun tipo di comfort: si sale a bordo scavalcando il roll-bar centrale e, per guidarla su strada aperta, è necessario indossare il casco, esattamente come su una moto. Queste caratteristiche la rendono una vettura dal fascino radicale ma con una praticità d'uso quotidiano estremamente limitata, più vicina a un'esperienza da track day che a un mezzo di trasporto convenzionale.
Sul mercato dell'usato la X-Bow R resta un'auto di nicchia, con quotazioni che si mantengono elevate grazie alla produzione limitata e al fascino esclusivo del marchio: gli annunci individuati per esemplari con pochi chilometri percorsi si attestano in un intorno di 70-80.000 euro, a conferma di un buon mantenimento del valore nel tempo.