Dalle origini militari alla svolta civile
La CJ-5 debutta nell'ottobre 1954 come erede della CJ-3B, di cui riprende l'impostazione generale adattandola alle linee più morbide e arrotondate derivate dal mezzo militare M-38A1, impiegato durante la guerra di Corea. Rispetto al modello precedente, la nuova Jeep cresce leggermente nel passo e nella lunghezza complessiva, guadagnando margini di comfort e versatilità senza rinunciare alla vocazione fuoristradistica che aveva reso celebre il marchio fin dagli anni '40.
Il debutto commerciale avviene sotto la proprietà di Kaiser, che nel frattempo ha acquisito Willys-Overland: un passaggio di mano che anticipa una lunga serie di cambi di proprietà destinati ad accompagnare il modello per tutta la sua carriera.
Motori
Da 4 cilindri 2,2 litri a V8 5,0 litri
Motori e meccanica: un'evoluzione lunga trent'anni
Nei primi anni la CJ-5 monta il quattro cilindri Willys Hurricane da 2,2 litri, affiancato dal 1961 al 1965 da un'opzione turbodiesel Perkins da 3,1 litri. La svolta arriva nel 1965 con l'introduzione del V6 Buick Dauntless da 3,7 litri, che diventa rapidamente il motore più richiesto dalla clientela.
- 1954-1971: quattro cilindri 2,2 litri, V6 3,7 litri dal 1965, diesel Perkins 3,1 litri come opzione
- Dal 1972: sei cilindri AMC da 3,8 e 4,2 litri, V8 AMC da 5,0 litri
- 1980-1983: quattro cilindri GM Iron Duke da 2,5 litri
Con l'ingresso di American Motors Corporation nella proprietà del marchio, dal 1972 la gamma motori viene rinnovata con propulsori di produzione AMC, fino all'arrivo, a inizio anni '80, di un nuovo quattro cilindri per rispondere alle esigenze di consumi più contenuti.
Anni di produzione
1954-1983
Il redesign del 1972 e l'era AMC
Il 1972 segna il cambiamento più profondo nella storia della CJ-5. Il passo viene allungato di circa 6 cm e parafanghi e cofano si estendono di circa 13 cm, mentre un nuovo assale anteriore Dana 30 riduce sensibilmente il raggio di sterzata. Il telaio passa dalla costruzione rivettata a quella saldata, irrigidita da sei traverse, migliorando robustezza strutturale e comportamento su strada.
Questi interventi, voluti da American Motors Corporation dopo l'acquisizione del marchio, permettono alla CJ-5 di restare competitiva per un altro decennio, aprendo la strada alle numerose versioni speciali che ne caratterizzeranno gli ultimi anni di carriera.
Passo
2057 mm (1954-1971), 2121 mm (1972-1983)
Le versioni speciali: da Renegade a Golden Eagle
Accanto alla versione base, la CJ-5 viene proposta nel tempo in numerosi allestimenti speciali che oggi sono i più ricercati dai collezionisti.
- Tuxedo Park (1961-1965): allestimento orientato al comfort
- Renegade I e II (1970-1971): edizioni limitate con colorazioni particolari e cerchi in lega
- Renegade (1972-1983): V8 5,0 litri, cerchi in lega e differenziale autobloccante, diventata poi opzione di listino regolare
- Super Jeep (1973): pacchetto estetico prodotto in poche centinaia di esemplari
- Golden Eagle (1977-1983): capote rigida o morbida, freni a disco assistiti, motore V8 e aria condizionata
- Silver Anniversary (1979): 1.000 esemplari a tiratura limitata con vernice metallizzata dedicata
- Laredo (1980-1983): sedili in pelle, servosterzo e contagiri
La fine di un'epoca e l'eredità della Wrangler
Alla fine del 1980 la CJ-5 diventa suo malgrado protagonista di un caso mediatico legato a test di ribaltamento condotti per verificarne la stabilità in curva. Le successive verifiche ridimensionano la portata del problema, ma l'eco della vicenda contribuisce ad accelerare la fine della produzione, che si conclude nel 1983 dopo 29 anni di carriera.
Il testimone passa idealmente al Jeep Wrangler, presentato nel 1987 sullo stesso passo della CJ-7 e ancora oggi considerato l'erede naturale della filosofia costruttiva inaugurata dalla serie CJ.



