Una targa al posto della cabriolet
Quando Jaguar decise di offrire una versione a cielo aperto della XJ-S, scartò l'idea di una cabriolet tradizionale per motivi di rigidità strutturale e optò per una soluzione targa. La XJ-SC manteneva un arco centrale fisso in metallo sopra l'abitacolo anteriore, mentre due pannelli rimovibili coprivano i sedili dei passeggeri davanti. Dietro, un softtop in tessuto ripiegabile sostituiva il tetto rigido della coupé.
- Montante centrale fisso per preservare la rigidità torsionale della scocca
- Pannelli anteriori removibili e riponibili
- Softtop posteriore pieghevole, con lunotto inizialmente in plastica
Per fare spazio al meccanismo del tetto posteriore, Jaguar eliminò i piccoli sedili di emergenza della coupé, rendendo la XJ-SC un'auto strettamente a due posti.
Potenza massima
Circa 295 CV (V12)
Motori: dal sei cilindri al V12
La XJ-SC debuttò nel 1983 esclusivamente con il nuovo sei cilindri in linea AJ6 da 3,6 litri, capace di circa 225 CV e abbinato inizialmente al solo cambio manuale Getrag a cinque marce; dal 1987 si aggiunse l'automatico ZF 4HP22 a quattro rapporti.
Nel 1985 arrivò la variante più ambita, la XJ-SC V12: il dodici cilindri 5.3 litri in specifica HE (High Efficiency), abbinato esclusivamente al cambio automatico Turbo-Hydramatic a tre rapporti, erogava circa 295 CV, sufficienti per uno 0-100 km/h in poco meno di 7 secondi e una velocità massima intorno ai 246 km/h.
- 6 cilindri 3.6 AJ6: circa 225 CV, manuale o automatico
- V12 5.3 HE: circa 295 CV, solo automatico
Velocità massima
246 km/h (V12)
Un capitolo breve ma da collezione
Nonostante la raffinatezza tecnica, la XJ-SC non incontrò il favore del pubblico quanto sperato da Jaguar: la formula targa a due posti risultò meno versatile di una cabriolet vera e propria, e la produzione si fermò nel gennaio 1988 dopo 5.013 esemplari, ceduta il passo alla XJS Convertible a tetto in tela integrale, ben più venduta.
Proprio questa brevità produttiva rende oggi la XJ-SC un modello ricercato dai collezionisti di Jaguar classiche, complice anche la sua storia particolare: un esemplare V12 del 1987 fu l'auto personale di Diana, Principessa del Galles, ed è oggi conservato nella collezione del Jaguar Daimler Heritage Trust.









