Il ritorno di un nome storico
Quando Jaguar decide di rilanciare la sigla S-Type nel 1998, l'obiettivo è chiaro: offrire una berlina executive capace di competere con le tedesche premium senza rinunciare al carattere stilistico del marchio. La vettura, disegnata sotto la guida di Geoff Lawson, riprende volutamente alcuni tratti delle Jaguar berlina degli anni Sessanta, dal frontale con i doppi fari tondi alla linea di cintura fluida.
Sotto la carrozzeria, la nuova S-Type utilizza il pianale DEW98, sviluppato in seno al gruppo Ford e condiviso con la Lincoln LS e con la Ford Thunderbird di undicesima generazione, all'epoca in cui Jaguar fa parte del Premier Automotive Group.
Anni di produzione (I serie)
1963-1968
Motori e prestazioni
La gamma motori della S-Type moderna è ampia e copre esigenze diverse: si parte dai V6 a benzina da 2.5 e 3.0 litri, si passa per i V8 aspirati da 4.0 e 4.2 litri, fino ad arrivare alla versione più sportiva, la S-Type R, con V8 4.2 litri sovralimentato pensata per sfidare modelli come la BMW M5 e la Mercedes E55 AMG.
- V6 2.5 litri benzina
- V6 3.0 litri benzina
- V8 4.0 litri benzina
- V8 4.2 litri benzina (anche in versione sovralimentata sulla R)
- V6 2.7 litri turbodiesel, introdotto con il restyling del 2004
Anni di produzione (II serie)
1999-2007
Il restyling del 2004
Nel 2004 la S-Type riceve un aggiornamento estetico e tecnico curato da Ian Callum, che subentra a Lawson alla guida dello stile Jaguar. Il frontale e il posteriore vengono ridisegnati, il cofano diventa in alluminio e debutta il nuovo motore turbodiesel V6 2.7 litri common rail, che diventerà una delle unità più apprezzate della gamma per l'equilibrio tra spinta, silenziosità e consumi contenuti.
La S-Type sul mercato dell'usato
Da usata, la S-Type rappresenta un'occasione interessante per chi cerca una berlina executive dal fascino britannico a un prezzo inferiore rispetto alle concorrenti tedesche coeve. Gli esemplari con motore V6 3.0 benzina si dimostrano generalmente robusti, mentre la trasmissione automatica va sempre verificata con attenzione prima dell'acquisto. Il diesel 2.7 V6 resta una delle scelte più equilibrate per chi percorre molti chilometri. Va tenuto presente che, come molte vetture premium di inizio anni Duemila, la componentistica elettrica ed elettronica può presentare qualche debolezza nel tempo, aspetto da valutare con un controllo pre-acquisto affidato a un meccanico specializzato.





