Scheda modello

Jaguar MK II

Presentata nel 1959, la Jaguar MK II è la berlina di lusso a quattro porte che ha unito eleganza, spazio e velocità, diventando un'icona britannica degli anni '60 tanto tra i collezionisti quanto nell'immaginario popolare.

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Perché sì

  • Motori XK a sei cilindri potenti e raffinati per l'epoca, fino a 220 CV nella versione 3.8 litri
  • Abitacolo luminoso e spazioso, con superfici vetrate aumentate del 18% rispetto al modello precedente
  • Freni a disco su tutte le ruote di serie, una rarità per il segmento a fine anni '50
  • Prestazioni di rilievo per una berlina di lusso, con punte di 201 km/h sulla versione 3.8
  • Palmares sportivo di prestigio in gare turismo e rally, con piloti come Roy Salvadori
  • Design elegante e senza tempo, oggi molto ricercato dal mercato del collezionismo

Da valutare

  • Retrotreno a ponte rigido con balestre, meno moderno rispetto a soluzioni indipendenti dell'epoca
  • Cambio manuale a quattro marce con prima non sincronizzata sui primi esemplari
  • Sul motore 6 cilindri in linea l'assetto tende a un maggiore sottosterzo rispetto alla variante Daimler con V8
  • Reperibilità di ricambi ed esemplari ben conservati non sempre semplice, trattandosi di un'auto d'epoca

In sintesi

Segmento
Berlina di lusso sportiva
Carrozzeria
Berlina a 4 porte
Anni di produzione
1959-1967 (poi 240 e 340 fino al 1969)
Motori benzina
6 cilindri in linea XK 2.4L, 3.4L, 3.8L; Daimler V8 2.5L
Potenza massima
220 CV (versione 3.8 litri)
Velocità massima
201 km/h (versione 3.8 litri)
0-97 km/h
8,5 secondi (versione 3.8 litri)
Passo
2.718 mm
Lunghezza
4.572 mm
Peso
1.440 kg

La Jaguar MK II debutta nel 1959 all'Earls Court Motor Show di Londra, come evoluzione delle berline 2.4 e 3.4 Litre prodotte dal 1955, retroattivamente ribattezzate Mark 1. Il progetto incarna il motto coniato dal fondatore William Lyons, secondo cui un'auto Jaguar deve offrire grazia, spazio e velocità insieme. Il successo è immediato: la MK II diventa rapidamente una delle berline sportive più desiderate del suo tempo, apprezzata sia dalla clientela borghese sia, paradossalmente, da polizia e malviventi per la sua velocità. Rimane in produzione fino al 1967, quando lascia il posto alle versioni evolute 240 e 340, prodotte fino al 1969.

Il debutto e il contesto storico

Quando Jaguar presenta la MK II nel 1959, l'obiettivo è superare le già apprezzate berline 2.4 e 3.4 Litre in vendita dal 1955, che da quel momento vengono ricordate come Mark 1. La nuova vettura non stravolge la meccanica di base, ma la perfeziona in ogni dettaglio, puntando a un pubblico che cerca un'auto elegante quanto una berlina di rappresentanza, ma capace di prestazioni sportive.

Il risultato è talmente convincente da rendere la MK II uno dei modelli più venduti nella storia del marchio fino a quel momento, con quasi 84.000 esemplari realizzati in meno di un decennio.

Potenza massima

220 CV (versione 3.8 litri)

Design e abitabilità

Rispetto alla generazione precedente, la MK II viene ridisegnata sopra la linea di cintura: i montanti anteriori si assottigliano, il parabrezza si allarga e la superficie vetrata complessiva dell'abitacolo cresce del 18%, migliorando sensibilmente la visibilità di guida.

  • Lunotto posteriore più avvolgente
  • Finestrini laterali maggiorati con caratteristica cornice a "D"
  • Nuovo impianto di riscaldamento esteso anche al vano posteriore

Il tutto senza rinunciare alla linea sinuosa ed elegante che aveva reso celebri i modelli Jaguar del decennio.

Velocità massima

201 km/h (versione 3.8 litri)

Motori e prestazioni

La gamma meccanica si basa sul pregiato sei cilindri in linea XK, proposto in tre cilindrate: 2,4 litri da 120 CV, 3,4 litri da 210 CV e 3,8 litri da 220 CV, quest'ultimo derivato dal propulsore montato sulla sportiva E-Type.

La versione di punta, la 3.8, è tra le berline più veloci del suo tempo: raggiunge i 201 km/h di velocità massima e scatta da 0 a 97 km/h in 8,5 secondi, un dato di assoluto rilievo per un'auto a quattro porte a fine anni '50. Dal 1962 si affianca alla gamma anche la variante Daimler, equipaggiata con un V8 2,5 litri da 142 CV, più leggero e compatto del sei cilindri e capace di offrire un comportamento in curva più neutro.

Tutte le versioni adottano freni a disco sulle quattro ruote di serie, cambio manuale a quattro marce con overdrive opzionale e, in alternativa, il cambio automatico a tre rapporti.

0-97 km/h

8,5 secondi (versione 3.8 litri)

Successi sportivi e presenza nella cultura popolare

Grazie al rapporto peso/potenza favorevole, la MK II 3.8 litri si distingue nelle competizioni turismo dell'epoca: vince il Campionato Turismo Europeo del 1963 con Peter Nöcker, il Campionato Turismo Australiano nel 1962 e 1963 con Bob Jane, e si impone più volte al Tour de France Automobile tra il 1960 e il 1963.

Al successo agonistico si affianca una fama particolare nell'immaginario collettivo britannico: la MK II diventa l'auto simbolo sia delle pattuglie di polizia sia, all'opposto, dei malviventi, complice l'impiego come vettura di fuga nella celebre Grande Rapina al Treno del 1963. Il modello raggiunge poi nuova popolarità televisiva grazie all'ispettore Morse, protagonista dell'omonima serie, al volante di una MK II 2.4 litri.

Anni di produzione

1959-1967 (poi 240 e 340 fino al 1969)

Dalla Mark 2 a 240 e 340: l'evoluzione finale

Nel 1967 la gamma viene aggiornata e ribattezzata 240 e 340, in base alla cilindrata arrotondata dei motori 2,4 e 3,4 litri. Le modifiche riguardano soprattutto dettagli estetici, come paraurti più sottili e nuovi coprimozzo, oltre a una revisione della testata del motore 2,4 litri che, per la prima volta, permette a questa versione di superare i 160 km/h di velocità massima.

La produzione della famiglia MK II si chiude definitivamente nel 1969, lasciando spazio alla nuova ammiraglia Jaguar XJ6. L'eredità stilistica del modello resterà comunque visibile per decenni, influenzando in seguito anche la Jaguar S-Type di fine anni '90.

Le generazioni della MK II

10anni di storia

1959—19678 anni

Jaguar Mark 2

Versione originale disponibile con motori 2.4, 3.4 e 3.8 litri, caratterizzata da abitacolo più luminoso, freni a disco su tutte le ruote e prestazioni ai vertici del segmento.

1962—19697 anni

Daimler 250 V8

Variante realizzata in parallelo sulla stessa scocca, con motore V8 2,5 litri da 142 CV più leggero del sei cilindri Jaguar e un assetto più neutro in curva.

1967—19692 anni

Jaguar 240 e 340

Evoluzione finale della gamma, con aggiornamenti estetici e meccanici, tra cui una testata rivista sul 2,4 litri che ne migliora le prestazioni, prima della sostituzione con la Jaguar XJ6.

Domande frequenti sulla MK II

Che motori montava la Jaguar MK II?

La MK II era disponibile con tre sei cilindri in linea XK da 2,4, 3,4 e 3,8 litri, con potenze rispettivamente di 120, 210 e 220 CV, oltre alla variante Daimler con V8 2,5 litri da 142 CV.

Quanti esemplari di Jaguar MK II sono stati prodotti?

Tra il 1959 e il 1967 ne sono stati realizzati 83.976 esemplari, ai quali si aggiungono altre migliaia di unità delle evoluzioni 240 e 340 prodotte fino al 1969.

Qual è la differenza tra Mark 2, 240 e 340?

Le 240 e 340 sono l'evoluzione finale della MK II, introdotta nel 1967 con aggiornamenti estetici come paraurti più sottili e una revisione meccanica sul motore 2,4 litri che ne ha migliorato le prestazioni.

Perché la Jaguar MK II è così famosa nella cultura popolare?

È diventata celebre come vettura usata sia dalla polizia sia dai criminali per la sua velocità, come nella Grande Rapina al Treno del 1963, e per essere l'auto guidata dall'ispettore Morse nella nota serie televisiva britannica.

Quali sono i principali difetti della Jaguar MK II?

I limiti tipici del modello sono il retrotreno a ponte rigido con balestre, meno raffinato rispetto a soluzioni indipendenti, il cambio manuale con prima non sincronizzata sui primi esemplari e un maggiore sottosterzo nella versione a sei cilindri rispetto alla Daimler V8.

Fonti

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